Comunque a me ‘sto black friday mi avrebbe anche scartavetrato abbastanzina i coglioncini.

C’ho la timeline di facebook che pare il mercato del paesello, col tizio al banchino che urla gli sconti, venga signo’, badi bello ‘sto cencio, solo per oggi al doppio di ieri ma in sconto 50%, offerta irripetibile fino alla prossima volta.

A lavoro parlano solo del black friday e di tutte le tecnostronzate indispensabili che si pigliano (o che non ce lo metti un google home in casa per accendere da remoto le lampadine smart del sottoscala connesse al wifi in soffitta, quando sei in camera, urlando a google in cucina?)

L’app di aliexpress mi manda le notifiche del black friday su roba da 80 centesimi in mega sconto 50% pigliala subito che poi te ne penti tantissimo.

Sul web, senza ublock, è tutto un banner sul black friday qua, black friday la, black friday week, cybermonday anticipato, la fava e la rava.

Par che vendano solo oggi, deh.
Anche basta, eh.

Mi state facendo passare la voglia perfino di passare dalla lidl a fare la spesa, porcoddio.

gigiopix:

Giornata storica, Rei s’è addormentata su Cianci. Che stava dormendo e non se n’è accorto.

Siamo tutti fermi immobili sul divano che se si sveglia scoppia la terza guerra mondiale.

Update: Rei s’è spaparanzata bene ancora più addosso a Cianci. Cianci s’è svegliato senza capire bene cosa stava succedendo. Ora sta facendo uno sguardo truce da omicida, mentre valuta il modo più atroce per ucciderla 😀

Cristo, quanto adoro poter andare in giro a dire “ve l’avevo detto!”.

spaam:

La vicenda Corallo-Burioni, riportata a cazzo di cane da Repubblica, ché prima viene la difesa dell’establishment del PD, poi il clickbait e forse alla fine la notizia, ci dice due cose: il giornalista di Repubblica non ha guardato l’intervento di Corallo, nonostante si trovi su youtube.com mica il deep web. Burioni non ha visto l’intervento di Corallo ed ha approfittato pure per farci la paternale.

Un giornale e un esimio professore che stanno discutendo di fuffa, dopo avercela menata per mesi con il fact-checking.

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Questa mattina Burioni continua a fare polemica per qualche cosa che non esiste e paragona i giovani democratici ai no-vax. Io ve l’avevo detto a suo tempo che l’esmio prof, alla lunga, farà più danni dei complottisti. Un po’ come la poracciata fatta insieme a Cattelan con i video sull’Università di Facebook. 

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Non sto parlando di politica, non sto parlando di politica, non sto parlando di politica, non sto parlando di politica.

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Credo di avere un’otite, così mi prendo 2 giorni liberi dal lavoro. È bello stare a casa la mattina, da soli, mi ricorda quando non andavo a scuola e potevo passare la mattina a guardare i cartoni animati in televisione, tranne scoprire che la mattina non c’era i cartoni animati, ma solo le televendite! La vorfreude dura il tempo necessario a deluderti. 

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La politica non è scienza, per fortuna. 

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Abbiamo un nuovo studente, nigeriano, che ogni volta che gli spiego una tecnica nuova, mi chiede di scattargli una foto. È per la sua ragazza (che sta in Nigeria). Quando ci siamo presentati ha subito tenuto a precisare che la Nigeria non è l’Africa: “vengo dalla Nigeria, che non è Africa!”. Io: “benvenuto in Austria che invece ora è Europa, come l’Italia e la Francia, nonostante siano tornate a mettersi i blindati gli uni contro gli altri alla frontiera.”. Tempo fa mi ha spiegato il suo progetto: studiare gli effetti tra diabete e dementia.
Io: “come?”
Lui: “dai una dieta speciale ad un topo e poi lo paragoni con un topo con una dieta normale”.
Io: “e come lo capisci che è dipeso dalla dieta e non da altro?”.
Lui: “beh, lo vedi con la foto”.
Io: “cosa vedi dalla foto? Conti i neuroni andati persi?”.
Lui: “Ah no, senza contarli, si vede ad occhio”.
Io: “Ad occhio?”.
Lui: “Bello no?”.
Io: “Bellissimo”.

Ho così deciso di passarlo alla mia collega Tàmara, perché non ce la posso fare.

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Due giorni fa, Tàmara ha abdicato. 

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L’ultima teoria complottista è piuttosto interessante: si basa sul fatto che la popolazione di uno Stato o di una città, non possano essere quantificate con esattezza. Durante le elezioni, allora, è facile fare dei brogli semplicemente cambiando il numero totale di chi ha votato, per spostare le percentuali di voto. In fondo è vero: tra 3 e 4 milioni di abitanti, come fate a notare la differenza? Dico, a Roma vivono 3 milioni di persone, ma la gente ne percepisce tra i 5 e i 10 milioni. Secondo mia sorella, sono 8, di cui 1 milione rumeni! Se domani le dicessero che hanno votato 7 milioni di romani (NdS: sono 2,3 gli aventi diritto al voto), per lei sarebbe vero.

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Nevica. Finalmente l’inverno.

masuoka:

Gioachino Rossini, Il Barbiere di Siviglia: La calunnia è un venticello. Ruggero Raimondi 

(don Basilio)

In questo giorno di celbrazioni rossiniane non poteva mancare l’arcinota aria della calunnia, uno dei pezzi forti del Barbiere. E, ovviamente, non potevo fare a meno di omaggiare anche il bravissimo Ruggero Raimondi. Buon ascolto!

La calunnia è un venticello,
un’auretta assai gentile
che insensibile, sottile,
leggermente, dolcemente
incomincia a sussurrar.
Piano piano, terra terra,
sottovoce, sibilando,
va scorrendo, va ronzando;
nelle orecchie della gente
s’introduce destramente
e le teste ed i cervelli
fa stordire e fa gonfiar.
Dalla bocca fuori uscendo
lo schiamazzo va crescendo
prende forza a poco a poco,
vola già di loco in loco;
sembra il tuono, la tempesta
che nel sen della foresta
va fischiando, brontolando
e ti fa d’orror gelar.
Alla fin trabocca e scoppia,
si propaga, si raddoppia
e produce un’esplosione
come un colpo di cannone,
un tremuoto, un temporale,
un tumulto generale,
che fa l’aria rimbombar.
E il meschino calunniato,
avvilito, calpestato,
sotto il pubblico flagello
per gran sorte ha crepar
.

Oggi giro a una fiera di paese qua vicino, con @tsuki-nh.

Il banchino dell’Avis vende ciccioli di maiale, mortadella e burro natalizio. Il banchino della lotta al diabete vende panettoni e fa il test gratuito dell’indice glicemico davanti al banchino delle torte e biscotti.

Comincio a intravedere un pattern.

3nding:

Lo ammetto: spostare buona parte del mobilio della mia infanzia mi aveva messo addosso una malinconia micidiale, portata da un flusso di ricordi legati agli anni della scuola, l’adolescenza, le letture e gli innamoramenti vari.

La consapevolezza che quei momenti non sarebbero davvero mai più tornati aveva preso forma nella scrivania, nell’armadio e nei mobili impolverati che a fatica erano entrati nel retro del furgone.

Sono andato a letto ieri sera con l’idea che tutto questo sarebbe andato distrutto in una discarica in quanto nessun mercatino dell’usato si era detto disponibile a riceverli per motivi di spazio e di usura (sa, noi li vendiamo non facciamo beneficenza).

Ecco.

Beneficenza.

Stamattina sono andato in uno di quei centri solidali in cui si possono portare varie cose usate purchè in buono stato. Non ho fatto in tempo ad aprire il retro del furgone che due famiglie nordafricane hanno preso un paio di mobili.

Poi mi si è avvicinato un ragazzo del Ghana.

E’ una cameretta?”

“Sì, c’è la scrivania coi comodini e l’armadio.”

Ti prendo tutto.”

L’ho guardato per capire se stesse scherzando. Otto chilometri dopo mentre davanti casa sua scaricavamo tutto ho capito che non stava scherzando affatto!

Una bambina e un bambino si sono affacciati alla porta e mi hanno salutato.

La camera è per loro.”  mi ha detto Ken, in Italia da 15 anni.

L’idea che la mia camera da letto di quand’ero bambino sarà ancora usata da altri bambini mi ha dissolto la malinconia e sono ancora qui che me la sorrido.

Bella lì.