Grazie per questo tumblr! Prima o poi avrò una vita stabile e adotterò un cane, sto imparando un sacco di cose! Volevo chiedere: ci sono dei libri affidabili per aspiranti adottatori di cani che abbiano zero esperienza con l’animale, se escludiamo il giocare con una pallina da tennis con il pastore tedesco di una zia durante l’infanzia? Come mi dovrò muovere quando sarà il momento?

salfadog:

MA CHE BELLA DOMANDA!!!  Stavo giusto per mettere su una rubrica sui libri consigliati. Il primo è senza dubbio “Dritto al cuore del tuo cane” di Angelo Vaira, oltre ad essere un testo esaustivo senza essere troppo tecnico fu IL LIBRO che mi rivelò la complessità del cane. 

Lo puoi trovare ovunque (anche qui https://www.lafeltrinelli.it/libri/angelo-vaira/dritto-cuore-tuo-cane/9788874967964) in formato cartaceo o ebook o anche edizione economica.

L’anno scorso ha pubblicato il secondo libro “Un cuore felice”. 

colgo l’occasione per raccontarvi una storia che mi sta davvero a cuore.

IL CLONE SFIGATO DI CESARE

Ricordo come fosse oggi quando presi in mano quel libro e, sfogliando il risvolto di copertina, trovai il decalogo del buon proprietario di cani.

Il terzo comandamento recitava:

3. TU NON SEI IL CAPOBRANCO

Fino a quel momento io ero il clone sfigato di Cesar Millan (non mi ci vedo proprio ora, ma era così, giuro!) maestro di calcio/tacco laterale girato e strattone rovesciante su schiena con sottomissione incorporata. Sapevo tutto della dominanza, ma intesa in senso erroneo: che la forza e la violenza sono l’unico linguaggio che il cane possa comprendere. 

Ci sono tantissime analogie, giuro, tra i testi degli psichiatri dell’800 che trattavano gli schiavi fuggitivi come malati mentali e quelli che attribuiscono tutti o quasi i problemi del cane allo status. Avessi il tempo mi metterei a raccoglierle.

Il primo impatto fu come uno schiaffo in piena faccia. “Come ti permetti?” pensai “Io SONO IL CAPOBRANCO, tutto quello che ho letto e fatto con i cani nella mia vita ruota attorno a questo concetto.”

Un’improvvisa epifania mi colpì: cambiamento di paradigma scientifico

Ogni volta che una nuova teoria confuta e minaccia la precedente, viene ferocemente osteggiata dall’ambiente accademico, senza verificarne realmente la validità. Cosa che ho sempre odiato e che ora, mi accorsi, era proprio come stavo facendo…

in seguito ho scoperto che l’educazione cinofilia è scienza, metodo sperimentale, osservazione senza (pre)giudizio, emozioni e relazione non plausibili ragionamenti senza uno straccio di dimostrazione alle spalle, nessuna competenza di apprendimento, neurobiologia e mente animale, ma sono tutte cose degli ultimi venti anni, a onor del vero…

 In seguito ho conosciuto Angelo, ho frequentato la sua scuola cinofila e lo considero il mio mentore

e uno dei massimi esperti in Italia di cinofilia, nonostante abbia dieci anni meno di me. Spero tu possa adottare un cane un giorno e che tu possa esserne contento come lo sono stato io.

 Grazie Anon di avermi permesso di raccontare questo episodio, è stato un nuovo inizio per me. Questo inchino (non sarcastico) è per te e per Angelo. 

Non ho capito il post della storia della Repubblica, per la prima volta senza Andreotti, mi puoi spiegare? Scusa l’ignoranza

La Repubblica Italiana nasce il 2 giugno 1946, in seguito al referendum sull’abolizione della monarchia. Andreotti

e’ stato eletto membro dell’assemblea costituente che a partire dal 25 giugno 1946 ha steso la Costituzione, e da allora rimasto in parlamento fino al 6 maggio 2013 (data della sua morte). Le elezioni di marzo saranno le prime dopo la sua morte, e quindi le prime senza di lui.

Anche da noi c’è quel detto, ma si mette il monviso al posto del monte serra… dove si trova il tuo monte serra? è quello delle colline metallifere?

Il Monte Serra e’ nella toscana del nord-ovest, a mezza strada tra Pisa e Lucca, che sono collegate tra loro proprio tramite una galleria attraverso di esso, chiamata Foro di San Giuliano.

Le colline metallifere sono sempre in provincia di Pisa, ma più a sud, verso Pomarance, Larderello, Volterra.

ciao doc! chiedo aiuto: mio padre (74 anni) soffre di demenza senile/alzeihmer/sinceramentenonmiinteressaildistinguo. alpinista da sempre, ogni giorno vuole fare la sua passeggiata nei boschi,su sentieri che conosceva a menadito (ora chissà). siamo irresponsabili, ma io e mia madre lo lasceremmo andare. gli abbiamo comprato un “coso” che sfruttando il gps ci permette la localizzazione, ma non è precisissimo. è una situazione del cazzo, tenerlo a casa è arduo. suggerimenti x altri localizzatori?

kon-igi:

Per il lato sanitario posso solo dirvi una cosa: bravissimi.

È così che si gestisce un paziente con demenza, i cui deficit mnesici sono solo sulla memoria a breve termine e non sulle routine mnesiche di vecchia data.
Consiglio: non sarebbe male dotarlo di uno di quei cellulari easy (tasti grossi e tasto di emergenza a chiamata rapida) e insegnargli ad usarlo… sempre che il deterioramento glielo permetta (al massimo lo chiamate voi ogni tanto).

Per il localizzatore lascio la parola agli hacker smanettoni di tumblr, in particolare @gigiopix @axeman72 @masuoka e a chi voglia (ah… @proust2000 per meriti marinari).

Per la precisione ci fai poco, il GPS e’ quello che e’. 

Pero’ (notizia fresca di oggi), pochi giorni fa hanno finalmente attivato la rete satellitare di Galileo, un sistema europeo alternativo al GPS, che promette una precisione maggiore, dell’ordine dei 10 centimetri. Non ho idea di quali dispositivi riescano a supportare tale precisione pero’. Nell’articolo linkato parla di “ricevitori a precisione professionale”, ma non dice su quali dispositivi si potranno trovare. 

In ogni caso penso che tenendo d’occhio i siti dei vari produttori di localizzatori (Garmin, TomTom, Magellan, ecc..), si riesca a capirlo, appena usciranno.
Immagino che verranno

abbastanza

pubblicizzati.

Sei naufrago su un’isola da solo. E vedi che c’è una scatola ancora integra sulla spiaggia. Cosa ci trovi dentro?

Chiedo scusa per la risposta tardiva, sono in ferie in un posto senza connessione, e ho visto solo adesso l’ask. Comunque, visto che non e’ specificata la dimensione della scatola (che quindi potrebbe essere anche un container), direi:

  • due coltelli grossi a manico fisso in acciaio inox 440c
  • due coltelli grossi a manico fisso in acciaio al carbonio 1095, con lama lunga
  • due coltelli pieghevoli liner lock

  • un coltellino svizzero
  • un multitool con pinze a becco e altri attezzi pieghevoli
  • una accetta e un pennato
  • una sega a mano e una sega a filo
  • una sega ad arco e 10 lame di ricambio
  • un accendino antivento
  • due acciarini
  • un accendino solare parabolico
  • un telo impermeabile trasparente
  • due coperte isotermiche e due coperte di lana
  • un grosso sacco a pelo
  • un poncho impermeabile
  • una borraccia
  • 10 casse di bottiglie d’acqua (in PET trasparente)
  • tre secchi di metallo e tre di plastica con tappo
  • due taniche d’emergenza pieghevoli in plastica
  • tre pentole
  • tre padelle
  • un orologio da polso, di quelli che si ricaricano col movimento
  • una bussola
  • 10 rotolini di filo interdentale
  • 50 matasse di fil di ferro grosso
  • un martello, un mazzuolo, e un grosso sacchetto di chiodi di misura varia
  • due paia di pinze e due paia di tenaglie
  • un grosso rotolo di rete metallica da pollaio
  • un grosso rotolo di rete metallica fitta
  • un grosso rotolo di filo spinato
  • un rotolo di carta catramata
  • 20 rotoli di nastro adesivo telato
  • 20 rotoli di nastro isolante
  • 20 rotoli di teflon
  • 10 paia di guanti da lavoro in pelle molto robusti
  • 3 scatole di plastica nera non trasparente a tenuta stagna
  • 10 matasse di lenza e una decina di scatole di ami
  • una piccola rete da pesca da bilancia, un retino e un bettibello
  • un 45-70 a leva, con ottica e parecchie scatole di munizioni
  • un sovrapposto calibro 20 e parecchie scatole di cartucce
  • 100m di corda da scalata in nylon
  • 10 carrucole
  • 10 cinghie a cricchetto
  • 100m di paracord 550
  • 100 metri di grossa corda di canapa
  • 100 metri di cavo d’acciaio
  • 10 matasse di filo di nylon
  • uno specchio grosso e due specchietti piccoli
  • 50 flaconi di shampoo
  • 50 tubetti di dentifricio
  • parecchi fusti di soda caustica
  • un bilancino meccanico di precisione, e relativi pesi
  • qualche confezione di sapone di marsiglia
  • parecchie scatole di aspirina, tachipirina, oki, augmentin, e pomata al cortisone
  • pastiglie per rendere potabile l’acqua
  • diversi rotoli di garza e un paio reti elastiche per reggerla
  • qualche flacone di disinfettante
  • qualche flacone di alcool etilico a 95 gradi
  • diversi flaconi di acqua ossigenata
  • una boccetta di collirio
  • due paia di pinzette, due paia di forbicine e due paia di forbici grosse
  • un estrattore di veleno e delle fialette di siero antiveleno
  • qualche scatola di cerotti da sutura tipo steri-strip, e diversi rotolini di nastro cerotto
  • ago e filo da sutura
  • qualche pacco di cotone idrofilo e qualche scatola di tampax
  • una scatola di guanti in lattice e alcune scatole di preservativi in lattice
  • 3 paia di apparecchi acustici gia programmati col mio profilo audiometrico
  • una cassa con 800 pacchettini di pile a bottone zinco-aria, in confezioni sottovuoto
  • una scatola con 500 filtrini da microfono per apparecchi acustici in confezioni sigillate
  • una scatola con 100 curvette in plastica e 500 tubicini in gomma, per apparecchi acustici
  • una scatola di bustine di silicagel
  • 100 taccuini tipo moleskine e 200 lapis
  • tante bustine di semi di ortaggi vari
  • un sacchettino di semi di canapa
  • un sacchetto di semi di girasole
  • un sacchetto di semi di colza
  • 5 teste di zappa, 5 teste di vanga, 2 falci e 5 falciotti
  • un manuale di pronto soccorso
  • un libro per poter riconoscere le piante
  • un libro sulle tecniche di sopravvivenza
  • un manuale di fochino
  • un bignami di matematica
  • un libro sulle tecniche di costruzione di varie macchine a bassa tecnologia (gru, sistemi di irrigazione, riduttori, costruzioni, telai, ecc.)
  • una copia de “l’isola misteriosa” di Verne
  • un metro d’acciaio arrotolabile da 5m
  • due squadre da disegno da 45 gradi e da 30-60 gradi
  • un goniometro e un compasso
  • una riga millimetrata d’acciaio con livella a bolla
  • 20 paia di jeans, 20 felpe pesanti, 50 magliette,
  • 30 paia di calzini di lana, 30 paia di calzini di cotone, 30 paia di mutande
  • due cappelli di lana, due cappellini con visiera, un passamontagna, due giacche a vento, due paia di guanti da neve
  • 10 asciugamani
  • 20 bandane
  • 5 paia di scarponi da trekking in goretex
  • 5 paia di scarponi in cuoio
  • 2 paia di stivali a ginocchio
  • una scatola di grasso da scarpe
  • 10 paia di occhiali da sole con lenti polarizzate
  • una scatola di aghi per rammendare, 5 ditali in ottone, e parecchie matassine di filo
  • 5 scatole di spille da balia
  • 20 buste di plastica da supermercato (robuste, non biodegrabili)
  • 20 rotoli di sacchi neri da spazzatura molto robusti con lacci
  • 10 grosse casse di candele
  • 2 lampade ad acetilene e un fusto di carburo di calcio
  • una cassa di barattoli bormioli con tappo ermetico
  • una scatola di campanelle in ottone
  • due torce con dinamo
  • una coppia di walkie-talkie a manovella
  • 4 fischietti
  • una scatola di magneti permanenti al neodimio
  • 10 grosse bobine di filo di rame
  • 20 grosse bobine di filo di stagno
  • 20 grosse matasse di cavo elettrico
  • 10 grosse batterie da auto al piombo
  • un piccolo generatore eolico e 5 piccole dinamo da bicicletta
  • un motore a corrente continua e 5 motorini piccoli
  • un sacchetto di spine, prese ciabatte, T, morsetti e mammuth
  • 2 grossi bidoni d’alluminio da latte con chiusura ermetica
  • 5 grossi fusti in acciaio inox con rubinetto
  • diversi metri di tubicini in rame
  • un termometro da alcool
  • un piccolo pannello solare pieghevole con batteria integrata
  • una scatola di led a 12v ad alta luminosita’
  • due tester
  • due paia di forbici da elettricista
  • una piccola pompa centrifuga a corrente continua
  • una piccola pompa a immersione a corrente continua
  • tubi, raccordi e valvole sufficienti per costruire una pompa ad ariete
  • idraulico, e 100m di tubo di gomma
  • un set di cacciaviti a taglio e croce, compresi cacciavitini di precisione
  • un set di chiavi inglesi, uno di chiavi a tubo, e uno di chiavi a brugola
  • un set di lime e raspe
  • un trapano a mano, un set di punte da ferro e due di punte da legno
  • due pinze a pappagallo
  • due pinze autobloccanti
  • un paio di cesoie
  • due morse da banco
  • un gallo e due galline
  • una coppia di conigli
  • 20 casse di libri vari
  • un mazzo di carte da gioco e un libro sugli scacchi
  • Cianci
  • @tsuki-nh

Guarda che ci vuole una certa predisposizione, che non tutti hanno, per capire come funzionano le cose. Chiedi ad una qualunque persona per strada e non ha idea che ci voglia un inverter o che si passi da un onda quandra alla corrente continua. Il mio voleva essere un complimento e invece hai preparato una ‘filippica’ ;(. Va ben che è lunedi…

Lol 😀
No vabe’, non era una critica, apprezzo il complimento, grazie 🙂

Era piu’ una riflessione sul concetto di “concept” e sul design in se. Ogni tanto mi lascio un po’ trasportare, e mi escono filippiche cosi’, lo so 😀

E il lunedi’ non aiuta, effettivamente, non ho voglia di fare un cazzo stamattina 🙂

Lode a gigiopix per la disamina da ingegnere elettrotecnico!

Non sono un elettrotecnico, e tantomeno un ingegnere. Quelle domande erano dettate semplicemente dal buonsenso.
Non mi sembra una cosa cosi’ eccezionale, basta chiedersi COME dovrebbero funzionare le cose, e non fermarsi all’idea che funzionino per magia.

La risposta vale anche per ohnonotmeagain: sono consapevole della necessita’ dei designer. L’usabilita’ di un oggetto e’ importante tanto quanto la funzionalita’, se non superiore. E’ spesso il fattore determinante nel successo o meno di un prodotto.

Pero’ appunto, le mie mi sembravano domande che non richiedono una laurea in ingegneria, bastava un minimo di documentazione. Se fossi un designer e dovessi progettare un caricabatterie, la prima cosa che mi verrebbe da fare, a logica, e’ studiarmi intanto gli altri caricabatterie gia’ sul mercato, e cercare di capire come sono stati progettati e perche’. Anche senza capirne in dettaglio il funzionamento interno.

Gia’ questo mi darebbe intanto una prima idea dei vincoli principali da imporre al progetto. Se dalla ricerca viene fuori che nessuno ha ancora creato un caricabatterie mobile con spina a 220v, ad esempio, la prima domanda che mi verrebbe da porre e’ PERCHE’, e non dare per scontato che non ci abbiano mai pensato.

Seconda cosa: progettare un prodotto con caratteristiche inferiori ad altri gia’ esistenti, non mi sembra un esempio di buon concept. Anche senza sapere esattamente cosa significa in termini di funzionamento interno, se sai che la marca X produce un caricabatterie analogo al tuo, con una batteria che regge il doppio, e che ci mette la meta’ a ricaricarsi, chi comprerebbe il tuo ?

Terzo, e questa e’ solo una opinione personale (non sono un designer): secondo me il design dovrebbe venire solo dopo la definizione delle funzionalita’. Ovvero: prima si dovrebbe partire da una serie di specifiche tecniche reali e solide, e solo dopo, il designer dovrebbe cercare di tirarne fuori un prodotto bello, usabile e vendibile. Il processo potrebbe anche prevedere dei rimaneggiamenti: il designer propone un’idea che sfora leggermente le specifiche iniziali, e l’ingegnere si sforza di trovare una soluzione tecnica per farcelo stare.

Ma progettare il design dal nulla, senza nessuna specifica, mi sembra solo un esercizio di stile, fine a se stesso e abbastanza inutile.

Detto cio’ non so se e’ proprio questa la definizione di “concept”. Per come l’ho sempre intesa io, un concept e’ il progetto di un prototipo, non ancora implementato, ma gia’ ben definito. Se invece per “concept” si intende questo, un esercizio di stile fine a se stesso, senza dettagli implementativi, beh, ok allora 🙂