L’Europa punta 10,3 miliardi sullo Spazio e salva ExoMars

La riunione dell’ESA del 2 dicembre a Lucerna si è conclusa con l’approvazione dei fondi necessari per il proseguio della missione ExoMars. Dopo lo schianto del lander Schiaparelli sulla superficie di Marte lo scorso 16 ottobre l’esito non era scontato, ed era noto che l’Agenzia Spaziale Europea avrebbe chiesto un finanziamento extra di circa 400 milioni di euro per completare la missione ExoMars 2020.

Invece gli stati europei membri dell’ESA hanno approvato un ulteriore finanziamento pari a 440 milioni di euro per ExoMars (167 milioni dall’Italia e 100 dal bilancio ordinario ESA). Il direttore generale dell’ESA Jan Woerner ha sottolineato che a questo punto bisognerà lavorare duramente, perché un ritardo per la missione oltre il 2020 non è un’opzione.

Anche se la missione marziana era l’argomento più atteso, la riunione di Lucerna non riguardava solo questo aspetto, ma l’impegno spaziale europeo nel complesso, ed è alla luce di questo che il conto complessivo che è stato approvato sale a 10,3 miliardi di euro, appena sotto agli 11 miliardi che ESA aveva chiesto. Si aggiungono infatti 807 milioni di euro per i progetti relativi alla Stazione Spaziale Internazionale (167 milioni dall’Italia), più altri 153 milioni per i progetti scientifici a bordo del laboratorio europeo Columbus.

Al riguardo ricordiamo che l’Europa aveva già accettato di costruire un modulo di servizio per l’attracco del veicolo di trasporto Orion della NASA: con i finanziamenti stabiliti a Lucerna l’Europa potrà fornire un secondo modulo di servizio, i cui costi saranno compensati con la contrattazione dei costi di gestione con gli Stati Uniti. Gli Stati membri hanno così approvato ufficialmente l’impegno di estendere la partecipazione europea nella stazione spaziale fino al 2024, con il conseguente invio di altri astronauti sull’avamposto spaziale.

Non è invece stato del tutto finanziato il programma Asteroid Impact Mission (AIM) congiunto con la NASA, atto a deviare un asteroide che dovesse eventualmente minacciare la Terra. L’idea era di coinvolgere l’Europa nelle future attività di difesa planetaria, ma quanto raccolto non sarà sufficiente per garantire che il programma venga portato avanti. Comunque non sarà del tutto abbandonato, continuerà in altre sedi all’interno dell’Agenzia, come ha specificato Woerner.

Pochi finanziamenti anche per Prometheus, il progetto a guida francese per un motore a razzo riutilizzabile. Ha incassato solo 100 milioni di euro ma la Francia potrebbe finanziare il resto perché reputa che potrebbe costituire la base per la fabbricazione di un primo stadio riutilizzabile per un futuro razzo. ESA tuttavia, al contrario di SpaceX, non è pienamente convinta del fatto che la riusabilità dei razzi sia la chiave per abbassare i costi dei lanci, soprattutto se il launcher in questione non potrà contare su decine di missioni all’anno.

L’Italia in compenso ha incassato i finanziamenti per il progetto del minishuttle IXV (Intermediate eXperimental Vehicle), uno Space Shuttle in miniatura, senza pilota, destinato a portare in orbita bassa carichi modesti e rientrare a terra per essere riutilizzato. E anche quello per lo sviluppo del Vega C plus, un vettore per il trasporto satelliti che ha incassato un finanziamento aggiuntivo di 55 milioni (20 dall’Italia) e del Vega E con motore a propulsione liquida (70 milioni, 50 dall’Italia).

Un motivo di orgoglio per Battiston, numero uno ASI, che ha commentato: “abbiamo centrato tutti gli obiettivi che ci eravamo proposti. Siamo riusciti in modo forte a includere gran parte dei grandi programmi europei che valorizzeranno il comparto nazionale e industriale italiano. Soprattutto quando le nostre proposte erano in contrasto con altre, abbiamo dimostrato la nostra capacità propositiva e siamo comunque riusciti a farle passare”.

Alla parte scientifica nel complesso l’Europa ha destinato 508 milioni di euro all’anno tra il 2017 e il 2022; a partire dal 2018, questa cifra aumenterà dell’1 percento l’anno. Un risultato che, come hanno sottolineato i funzionari di governo europei, comporterà un minor peso dell’Europa nell’impegno scientifico nei prossimi anni, con una o più missioni che dovranno essere posticipate, fra cui Lisa Pathfinder, per cui era stata stabilita una data ipotetica del 2029 ma che probabilmente non avverrà prima del 2034.

L’Europa punta 10,3 miliardi sullo Spazio e salva ExoMars

ExoMars: Schiaparelli schiantato per un errore di un secondo

Ad avere causato lo schianto invece sembra essere stato l’IMU (Inertial Measurement Unit), che dopo l’apertura del paracadute è andato in saturazione per circa un secondo, mandando in tilt tutto il sistema di controllo. Per capire di che cosa si tratta, un esperto vicino alla missione ci ha spiegato che la Inertial Measument Unit è il cuore del sistema di navigazione, contiene giroscopi e accelerometri che misurano costantemente le accelerazioni angolari e lineari a cui è sottoposto lo spacecraft. Quindi misura direttamente imbardate, rollii, accelerazioni assiali e laterali.

Da queste informazioni, integrando nel tempo, si derivano le velocità e la posizione nello spazio e l’assetto del satellite o sonda. Quello che è successo sul lander, come spiegato ieri dall’ESA, è che la IMU ha avuto una saturazione del segnale per circa un secondo; cioè per un lungo lasso di tempo ha rilevato un’accelerazione massima e fuori scala, ma fittizia, tanto da poter essere definita un “glitch”.

Un errore che ha completamente disorientato i sistemi di bordo facendo credere di essere sotto al livello del suolo marziano proprio nel momento in cui avrebbe dovuto decidere cosa fare. Di conseguenza il sistema di controllo ha proceduto all’atterraggio secondo tutti i passaggi previsti, ma nel minor tempo possibile, rilasciando il paracadute in anticipo, accendendo e spegnendo subito i retrorazzi, e azionando tutti gli strumenti che avrebbero dovuto funzionare solo ad atterraggio avvenuto. Il problema è che tutto questo è avvenuto a 3,7 chilometri dal suolo, perfino più in alto di quanto si pensasse in un primo momento.

Ecco cosa succede a usare le malloc() invece dell’allocazione statica, su sistemi real-time multithread con thread a priorità diverse.

ExoMars: Schiaparelli schiantato per un errore di un secondo