Dai, Gigiopix, rassegnati al pollaio oppure spaventa Tsuki col virus dell’aviaria (potrebbe funzionare). Piuttosto, dicci quanto quelli della Nasa pensano di far girare veloce le pale del Mars Elicopter, visto quanto è rarefatta l’atmosfera del Pianeta Rosso.

No allora, siccome io li conosco i mi’ polli, andrà a finire che poi @tsuki-nh​ non avrà tempo di starci dietro, e io quando tornerò la sera da lavoro, oltre a recuperare/portare a fare i bisognini/dare da mangiare ai vari gatti, cani, e piante, dovrò pensare anche ai polli. 

Altro che quelli ci mancano, guarda. Poi arriverà la volpe che mangia una gallina, il tarpone che scava sotto la rete, il cancellino che non chiude bene, e altri tremila problemi per i quali verrà sistematicamente a pigolà

da me.

Facciamo che anche no. @kon-igi fammi uno dei tuoi post con tante gif animate per non deboli di stomaco e video nsfw, sull’aviaria e sul quanto sia mortale e incurabile.

Passando invece alle cose serie, ovvero il MarsCopter: semplicemente se l’atmosfera è

più rarefatta, la sonda dovrà essere più leggera di quanto avrebbe potuto esserlo sulla terra, e le pale dovranno essere più lunghe e girare più velocemente, a una velocità tale da riuscire comunque a generare portanza.
Per la precisione le stime sono di un cubo di 30 cm di lato, per 1 kg di peso, sostenuto da due eliche che girino a 3000 giri al minuto (circa 10 volte tanto rispetto a quanto necessario nell’atmosfera terrestre).

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Per evitare il rotore posteriore verticale come negli elicotteri, le eliche saranno coassiali e controrotanti. Lo stesso principio di alcuni Sikorsky russi: variando la velocità di rotazione dei due rotori, ciascuno che gira in una direzione diversa, si riesce a modulare anche beccheggio e imbardata, in modo da usare le stesse eliche portanti, come timone.

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Piuttosto la parte più complicata non sarà tanto il restare in volo, quanto il sapere dove andare e come andare. 

C’è

un ritardo di comunicazione dovuto alla distanza: qualsiasi comando radio inviato dalla Terra, ci mette alcuni minuti ad arrivare su Marte, e altrettanti servono per ricevere un segnale di feedback. Nel caso di un rover che si muove lentamente, a velocità dell’ordine di alcuni CENTIMETRI al minuto, la situazione e’ ancora gestibile, ma un drone in volo si muove molto più velocemente, e altrettanto velocemente deve reagire in caso di imprevisti (un ostacolo, un vuoto d’aria, un problema al motore, qualsiasi cosa).

Per cui il sistema di guida dovrà essere parzialmente autonomo. Sarà

probabilmente un ottimo campo di prova per nuovi algoritmi, che magari in futuro potranno essere applicati anche ai sistemi di guida autonoma da automobile.

Comunque rimane una missione molto sperimentale,

è

più un test che una vera missione di esplorazione. Siccome alla NASA preferiscono mettere le mani avanti, che poi se va male l’opinione pubblica li crocifigge, hanno previsto inizialmente solo 30 giorni di durata per l’intera missione, con solo 5 voli del drone. Il primo ad esempio sarà un volo di 30 secondi in verticale a 3 metri di quota.

La speranza è

comunque che come altre missioni precedenti, anche questa duri molto più a lungo del previsto. Per il rover Opportunity, per dire, era prevista una missione di 90 giorni. E’ ancora perfettamente operativo dopo 14 anni.

Incrociamo i ditini !

Ho una mezza idea di costruire un tornio ma visto che domenica, mentre lucidavo una testa d’ascia barbuta ho avuto un… ehm… piccolo PICCOLISSIMO incidente che ha coinvolto una spazzola a disco e un maglione di pile, non vorrei che il mio wannabe tornio DIY mi sparasse a 10.000 rpm il pezzo di legno da tornire dentro la scatola cranica. Come lo fisseresti il trapano? E all’altra estremità cosa metteresti per far ruotare il pezzo? Che sistema useresti per metterlo in compressione?

Te mi sopravvaluti 😀 Non sono un meccanico 😀

Comunque, cosi’ su due piedi, e senza alcuna pretesa di essere esauriente:

  1. Intanto io non comincerei da un trapano. Una punta da trapano e’ progettata per lavorare di punta, non di taglio, i taglienti sono in cima, non sui fianchi. Di conseguenza il motore non e’ dimensionato per sostenere grossi sforzi tangenziali. Se lo usi come fresa o come mandrino di tornio, rischi di bruciarlo dopo 5 minuti.
  2. Ipotizzando un tornio semplice senza cambio e senza marce, con un motore semplice e poco costoso (niente brushless e niente inverter, che farebbero salire i costi) il motore va dimensionato in base al materiale che vuoi lavorare (solo legno o anche alluminio, ottone, acciaio ?), alla velocità desiderata (se gira troppo veloce bruci il legno, se gira troppo piano lo sbrindelli). Velocità che non ho idea di quale sia. Comunque cosi’ a occhio, potresti provare con un motore da lavatrice: ne buttano via tantissime, e di solito hanno motori sincroni con diversi avvolgimenti, che vengono attivati in modo variabile da una centralina, in modo da regolarne la velocità (Il passaggio da velocità di lavaggio a velocità di centrifuga, per capirci). Almeno due diverse velocità ce li hanno tutti. Se trovi una vecchia lavatrice di quelle CON LE MANOPOLE (e non display ed elettronica), sono più facili da modificare. In genere la manopola era un temporizzatore meccanico (a molla) che ruotando apriva e chiudeva in sequenza alcuni contatti. Ti basta seguire i fili per trovare i contatti che attivano le diverse velocità del motore. Oppure levi la molla del temporizzatore, e giri a mano la manopola nella posizione giusta, per avere la velocità desiderata.
    Non so se poi le velocità di cui parliamo saranno compatibili col materiale da lavorare, e se la coppia del motore e’ sufficiente (sicuramente molto di più di un trapano comunque), pero’ sono gratis. Al limite se la velocità fosse troppo elevata, puoi costruirti un piccolo riduttore con cinghie e pulegge.
  3. Il mandrino: qua il concetto e’ semplice, deve tenere fermo il pezzo. Ci puoi mettere quello che ti pare, basta che lo tenga fermo. Può

    essere un mandrino da trapano (pero’ in genere hanno una apertura molto ridotta, non riesci a infilarci pezzi di legno molto grossi), può essere una piccola morsa (a patto che abbia un qualche sistema di bloccaggio, e non rischi di aprirsi mentre gira), o possono essere anche delle staffette angolari a cui AVVITARE il blocchetto di legno. Più lo fai semplice, e più e’ uno sbattimento ogni volta per mettere e levare il pezzo. Pero’ e’ anche più facile da realizzare. L’importante comunque e’ che non ti voli via il pezzo mentre gira.

  4. La contropunta: in genere può montare diverse cose; dal semplice punzone d’acciaio per tenere fermo il pezzo di legno, alla punta da trapano per i fori interni. Forse la soluzione più semplice e’ montare un secondo mandrino da trapano sul carrello (stavolta fisso, non motorizzato), e cambiare poi l’utensile a seconda di cosa vuoi fare. Altrimenti se non ti interessa forare di punta, basta anche una staffetta con un punzone avvitato (dado e controdado).
  5. Il carrello: visto che il pezzo sarà bloccato nel mandrino, ed avrà lunghezza variabile, la contropunta deve poter scorrere per adattarsi al pezzo. Ovvero va montata su un carrello. Ti servirà un qualche tipo di guida: un profilato di alluminio o acciaio con delle rotine di gomma che scorrono nelle scalanature, o qualcosa del genere. Poi il carrello dovrà avere un qualcosa per bloccarlo all’altezza giusta sulla guida: due nottolini con due grani filettati che premono sul profilato, oppure delle scalanature dove infilare dei fermi, o altro. Va bene tutto, basta che sia bloccato. Nel tornio lo sforzo sul pezzo e’ tangenziale, quindi assialmente non serve una grande forza per tenere fermo il carrello.
  6. Gli utensili: qua dipende da quanta manualità hai e cosa cuoi farci. Per il legno c’e’ gente che lavora tenendo l’utensile CON LE MANI, semplicemente avvicinandolo al pezzo che gira. Se ci provo io, nella migliore delle ipotesi me lo ritrovo piantato nella parete. Nella peggiore, addosso. Per il metallo invece ti serve per forza una torretta portautensili che tenga fermo l’utensile, e un sistema di guide e volantini per poter avvicinarlo con precisione al pezzo che gira. Se vuoi cominciare col legno e gli utensili in mano, comunque, ti serve almeno una battuta di metallo su cui appoggiarli. Magari puoi fare qualcosa di intermedio, tipo una piccola morsa per tenere fermo l’utensile, che scorre su una barra filettata.

Comunque io nel dubbio prima guglerei tantissimo cercando i millemila progetti di tornio diy, e relative realizzazioni. Non ha senso reinventare la ruota da zero, e’ molto più facile copiare chi lo ha già fatto. Soprattutto perché l’hanno

già

testato loro, e si sono

già

fatti male al posto tuo, compiendo molti degli errori possibili 😀

Disclaimer: oh, se qualcuno dovesse finire all’ospedale cercando di fare ‘sta roba, io declino ogni responsabilità eh. Con la roba che gira a n-mila giri al minuto si fa presto a farsi male. Usate il buonsenso e cercate di non vincere un Darwin Award.