Vegeterianesimo e cancro

gigiopix:

Piccola premessa 1: questo post e’ molto lungo. Se non siete dell’umore giusto per una riflessione seria o se non avete tempo, lasciate perdere.

Piccola premessa 2: io sono nato e cresciuto in campagna, dove nonna ammazzava galline paperi e piccioni, e babbo tornava a casa con lepri, fagiani, cinghiali. Non sono un animalista ne’ un sostenitore delle idee etiche/morali impugnate da molti vegetariani.
Questo post e’ una riflessione dal solo punto di vista medico, biologico e nutrizionale. Tuttavia non sono nemmeno un medico, ne’ un biologo o un nutrizionista. Non ho i mezzi ne’ le conoscenze per poter confutare o approvare certe affermazioni scientifiche di medicina o biologia. Posso solo affidarmi al buon senso, alla curiosita’, e al metodo scientifico in quanto principio di base.

Perdonatemi quindi l’uso di termini poco tecnici e/o proprio errati: sto cercando di spiegare in parole semplici concetti complessi per noi profani.

Qualche mese fa, mio padre, che soffre di diabete di tipo 2, mi ha regalato un libro chiamato The china study”, di T. Colin. Campbell., col consiglio di leggerlo. A sentire lui, dopo aver seguito per un annetto circa le indicazioni del libro, si sentiva molto meglio, rispetto ai primi tempi in cui aveva appena scoperto la sua malattia.
Sul momento ho liquidato il libro come uno dei tanti, e l’ho messo sul comodino insieme agli altri. Dopo qualche settimana anche mia sorella, mi ha consigliato di leggerlo. Considerato che e’ un ingegnere chimico con due lauree prese in 5 anni con 110 e lode, e tesi all’estero, tendo a prendere sul serio i suoi consigli quando si tratta di considerazioni scientifiche. Cosi’ ho iniziato a leggerlo.
Ci ho messo quasi un mese a finirlo, a forza di ripassare sulle solite pagine e di fare controlli incrociati tra i diversi capitoli. Volevo capire.

Da quello che ho capito finora, il cancro procede attraverso tre stadi: iniziazione, promozione e progressione.

La prima fase di iniziazione, e’ quella in cui le cellule vengono esposte a particolari agenti esterni (detti agenti carcinogeni). Questa fase puo’ essere molto breve, anche solo minuti. Il tempo necessario affinche’:

  • il carcinogeno venga consumato
  • venga assorbito nel sangue
  • venga trasportato alle cellule
  • sia trasformato in un agente attivo dagli enzimi presenti nella cellula
  • si leghi al DNA della cellula
  • venga trasmesso alle cellule figlie

Una volta trasmesso alle cellule figlie, la fase di iniziazione e’ completata: tali cellule e tutte le loro figlie, saranno sempre danneggiate, dal punto di vista genetico.

Nella fase di promozione, molto piu’ lunga (dell’ordine di anni), le cellule dal DNA modificato si riproducono e si moltiplicano, diventando col tempo un cancro riconoscibile.

La fase di progressione inizia quando un gruppo di cellule cancerose avanzate inizia a danneggiare attivamente e/o a compromettere il funzionamento dell’organo nel quale si sono sviluppate. Se il cancro inizia a propagarsi invadendo anche tessuti adiacenti, viene detto maligno. Se inizia a vagare per il corpo abbandonando la sede di origine, si dice metastatizzante.

Fin qui le basi.

La teoria che Campbell espone nel suo libro, e’ essenzialmente la seguente: la scienza odierna si concentra sulla fase di progressione (chemioterapie, chirurgia, farmaci vari), e sulla fase di iniziazione (ricerca sui potenziali agenti carcinogeni), ma non abbastanza sulla fase di promozione. Ci si concentra cioe’ sulla prevenzione e sulla cura, ma non sull’evitare che la malattia cresca, una volta esposti.

Secondo la teoria di campbell, parte della fase di iniziazione, e quasi tutta la fase di promozione, dipendono in modo pesante dalla dieta. Nello specifico, da alcune particolari proteine, che agiscono in due modi:

  • aumentano l’attivita’ enzimatica all’interno della cellula. Gli agenti carcinogeni esterni, di per se, non attaccano il DNA. E’ il prodotto della loro trasformazione da parte degli enzimi a farlo. Aumentando l’attivita’ enzimatica, si aumenta la probabilita’ che un eventuale agente carcinogeno presente riesca a trasformarsi e legarsi al DNA.
  • accelerano il metabolismo. Le cellule hanno dei meccanismi di sicurezza per riparare il DNA danneggiato, una volta che questo e’ stato attaccato dall’agente carcinogeno trasformato dagli enzimi. Tuttavia hanno bisogno di tempo per farlo. Se la cellula si riproduce prima che la riparazione sia terminata, il danno e’ fatto: la cellula figlia avra’ quel DNA modificato. Accelerando la velocita’ di riproduzione delle cellule, diminuisce il tempo a disposizione per le riparazioni, e cresce quindi la probabilita’ di avere cellule figlie danneggiate.

Ma QUALI sono le proteine in grado di provocare queste reazioni? Secondo Campbell, non tutte le proteine si comportano allo stesso modo. In particolare, quelle in questione sarebbero la caseina (presente nel latte e nei derivati) e le altre proteine derivate da alimenti di origine animale.

Essendo piu’ simili alle proteine presenti nel corpo umano, tali proteine sono composte da catene di aminoacidi simili. Il corpo ha quindi “meno lavoro” da fare per procurarsi gli elementi di cui necessita. Per questo si dice che le proteine della carne sono piu’ efficienti: forniscono al corpo il massimo del risultato, col minimo lavoro. Ecco quindi che tutto il metabolismo accelera: e’ come correre in discesa.

Le proteine di origine vegetale, invece, sono meno efficienti. Una zucchina o una carota sono strutturalmente piu’ diverse da un uomo, rispetto a un maiale o a un vitello. Il corpo ha bisogno di una maggior quantita’ di tali proteine, per ricavarne tutti i nutrienti di cui ha bisogno, e allo stesso tempo di piu’ lavoro per disassemblare delle catene di aminoacidi cosi’ diverse. Quindi il metabolismo rallenta, e con esso l’attivita’ enzimatica e la riproduzione cellulare.

Il libro ovviamente spiega MOLTO meglio, e in modo MOLTO piu dettagliato e approfondito cio’ che io ho riassunto in poche righe. Si tratta del lavoro di una vita, di parecchie persone, d’altronde. Cio’ che mi premeva comunque, era stimolare una discussione impostandola NON sull’aspetto etico/morale del vegeterianesimo, ma su quello scientifico.

   
Come ho scritto all’inizio, non ho le conoscenze e i mezzi per valutare la bonta’ delle affermazioni contenute nel libro. A me e’ sembrato molto serio, e le sue affermazioni molto solide e ben argomentate (ci sono oltre 700 fonti, ed ogni affermazione ha una nota che rimanda all’articolo che DIMOSTRA tale affermazione). Su ciascun punto si torna piu’ e piu’ volte, analizzandolo da ogni lato. Non si limita nemmeno ad analizzare il solo cancro, ma parla anche di cardiopatie, malattie autoimmuni, e altre cosiddette “malattie del benessere” (ovvero quelle malattie statisticamente piu’ diffuse nella cultura occidentale).

Lo stesso Campbell non sembra essere il primo bischero che passa (ha lavorato al MIT e nelle principali universita’ americane, e’ stato membro delle principali commissioni mondiali sulla nutrizione, ha perfino partecipato alla scoperta della diossina). E soprattutto tutte le critiche che leggo in rete alle sue idee, mancano completamente di citazioni solide, o peccano di riduzionismo (ovvero errata formulazione del problema) o di errata impostazione di base (campioni statistici non significativi, o altre pecche talmente evidenti che riesco ad accorgermene pure io che non ci capisco un cazzo).

Quindi: Kon e altra gente qualificata, tumbleri non qualificati ma che hanno letto il libro, e chiunque altro: che ne pensate? Sono cazzate? La ciccia fa male? Il latte e i suoi derivati (no, non Lillo e Greg) andrebbero evitati o quantomeno ridotti drasticamente? Argomentate, please, mi interessano le opinioni altrui.

Autorebloggo, perche’ effettivamente pubblicare un pippone del genere il venerdi’ sera non e’ stata una idea molto furba.

Vegeterianesimo e cancro

Piccola premessa 1: questo post e’ molto lungo. Se non siete dell’umore giusto per una riflessione seria o se non avete tempo, lasciate perdere.

Piccola premessa 2: io sono nato e cresciuto in campagna, dove nonna ammazzava galline paperi e piccioni, e babbo tornava a casa con lepri, fagiani, cinghiali. Non sono un animalista ne’ un sostenitore delle idee etiche/morali impugnate da molti vegetariani.
Questo post e’ una riflessione dal solo punto di vista medico, biologico e nutrizionale. Tuttavia non sono nemmeno un medico, ne’ un biologo o un nutrizionista. Non ho i mezzi ne’ le conoscenze per poter confutare o approvare certe affermazioni scientifiche di medicina o biologia. Posso solo affidarmi al buon senso, alla curiosita’, e al metodo scientifico in quanto principio di base.

Perdonatemi quindi l’uso di termini poco tecnici e/o proprio errati: sto cercando di spiegare in parole semplici concetti complessi per noi profani.

 

Qualche mese fa, mio padre, che soffre di diabete di tipo 2, mi ha regalato un libro chiamato The china study”, di T. Colin. Campbell., col consiglio di leggerlo. A sentire lui, dopo aver seguito per un annetto circa le indicazioni del libro, si sentiva molto meglio, rispetto ai primi tempi in cui aveva appena scoperto la sua malattia.
Sul momento ho liquidato il libro come uno dei tanti, e l’ho messo sul comodino insieme agli altri. Dopo qualche settimana anche mia sorella, mi ha consigliato di leggerlo. Considerato che e’ un ingegnere chimico con due lauree prese in 5 anni con 110 e lode, e tesi all’estero, tendo a prendere sul serio i suoi consigli quando si tratta di considerazioni scientifiche. Cosi’ ho iniziato a leggerlo.
Ci ho messo quasi un mese a finirlo, a forza di ripassare sulle solite pagine e di fare controlli incrociati tra i diversi capitoli. Volevo capire.

Da quello che ho capito finora, il cancro procede attraverso tre stadi: iniziazione, promozione e progressione.

La prima fase di iniziazione, e’ quella in cui le cellule vengono esposte a particolari agenti esterni (detti agenti carcinogeni). Questa fase puo’ essere molto breve, anche solo minuti. Il tempo necessario affinche’:

  • il carcinogeno venga consumato
  • venga assorbito nel sangue
  • venga trasportato alle cellule
  • sia trasformato in un agente attivo dagli enzimi presenti nella cellula
  • si leghi al DNA della cellula
  • venga trasmesso alle cellule figlie

Una volta trasmesso alle cellule figlie, la fase di iniziazione e’ completata: tali cellule e tutte le loro figlie, saranno sempre danneggiate, dal punto di vista genetico.

Nella fase di promozione, molto piu’ lunga (dell’ordine di anni), le cellule dal DNA modificato si riproducono e si moltiplicano, diventando col tempo un cancro riconoscibile.

La fase di progressione inizia quando un gruppo di cellule cancerose avanzate inizia a danneggiare attivamente e/o a compromettere il funzionamento dell’organo nel quale si sono sviluppate. Se il cancro inizia a propagarsi invadendo anche tessuti adiacenti, viene detto maligno. Se inizia a vagare per il corpo abbandonando la sede di origine, si dice metastatizzante.

Fin qui le basi.

La teoria che Campbell espone nel suo libro, e’ essenzialmente la seguente: la scienza odierna si concentra sulla fase di progressione (chemioterapie, chirurgia, farmaci vari), e sulla fase di iniziazione (ricerca sui potenziali agenti carcinogeni), ma non abbastanza sulla fase di promozione. Ci si concentra cioe’ sulla prevenzione e sulla cura, ma non sull’evitare che la malattia cresca, una volta esposti.

Secondo la teoria di campbell, parte della fase di iniziazione, e quasi tutta la fase di promozione, dipendono in modo pesante dalla dieta. Nello specifico, da alcune particolari proteine, che agiscono in due modi:

  • aumentano l’attivita’ enzimatica all’interno della cellula. Gli agenti carcinogeni esterni, di per se, non attaccano il DNA. E’ il prodotto della loro trasformazione da parte degli enzimi a farlo. Aumentando l’attivita’ enzimatica, si aumenta la probabilita’ che un eventuale agente carcinogeno presente riesca a trasformarsi e legarsi al DNA.
  • accelerano il metabolismo. Le cellule hanno dei meccanismi di sicurezza per riparare il DNA danneggiato, una volta che questo e’ stato attaccato dall’agente carcinogeno trasformato dagli enzimi. Tuttavia hanno bisogno di tempo per farlo. Se la cellula si riproduce prima che la riparazione sia terminata, il danno e’ fatto: la cellula figlia avra’ quel DNA modificato. Accelerando la velocita’ di riproduzione delle cellule, diminuisce il tempo a disposizione per le riparazioni, e cresce quindi la probabilita’ di avere cellule figlie danneggiate.

Ma QUALI sono le proteine in grado di provocare queste reazioni? Secondo Campbell, non tutte le proteine si comportano allo stesso modo. In particolare, quelle in questione sarebbero la caseina (presente nel latte e nei derivati) e le altre proteine derivate da alimenti di origine animale.

Essendo piu’ simili alle proteine presenti nel corpo umano, tali proteine sono composte da catene di aminoacidi simili. Il corpo ha quindi “meno lavoro” da fare per procurarsi gli elementi di cui necessita. Per questo si dice che le proteine della carne sono piu’ efficienti: forniscono al corpo il massimo del risultato, col minimo lavoro. Ecco quindi che tutto il metabolismo accelera: e’ come correre in discesa.

Le proteine di origine vegetale, invece, sono meno efficienti. Una zucchina o una carota sono strutturalmente piu’ diverse da un uomo, rispetto a un maiale o a un vitello. Il corpo ha bisogno di una maggior quantita’ di tali proteine, per ricavarne tutti i nutrienti di cui ha bisogno, e allo stesso tempo di piu’ lavoro per disassemblare delle catene di aminoacidi cosi’ diverse. Quindi il metabolismo rallenta, e con esso l’attivita’ enzimatica e la riproduzione cellulare.

Il libro ovviamente spiega MOLTO meglio, e in modo MOLTO piu dettagliato e approfondito cio’ che io ho riassunto in poche righe. Si tratta del lavoro di una vita, di parecchie persone, d’altronde. Cio’ che mi premeva comunque, era stimolare una discussione impostandola NON sull’aspetto etico/morale del vegeterianesimo, ma su quello scientifico.

   
Come ho scritto all’inizio, non ho le conoscenze e i mezzi per valutare la bonta’ delle affermazioni contenute nel libro. A me e’ sembrato molto serio, e le sue affermazioni molto solide e ben argomentate (ci sono oltre 700 fonti, ed ogni affermazione ha una nota che rimanda all’articolo che DIMOSTRA tale affermazione). Su ciascun punto si torna piu’ e piu’ volte, analizzandolo da ogni lato. Non si limita nemmeno ad analizzare il solo cancro, ma parla anche di cardiopatie, malattie autoimmuni, e altre cosiddette “malattie del benessere” (ovvero quelle malattie statisticamente piu’ diffuse nella cultura occidentale).

Lo stesso Campbell non sembra essere il primo bischero che passa (ha lavorato al MIT e nelle principali universita’ americane, e’ stato membro delle principali commissioni mondiali sulla nutrizione, ha perfino partecipato alla scoperta della diossina). E soprattutto tutte le critiche che leggo in rete alle sue idee, mancano completamente di citazioni solide, o peccano di riduzionismo (ovvero errata formulazione del problema) o di errata impostazione di base (campioni statistici non significativi, o altre pecche talmente evidenti che riesco ad accorgermene pure io che non ci capisco un cazzo).

 

Quindi: Kon e altra gente qualificata, tumbleri non qualificati ma che hanno letto il libro, e chiunque altro: che ne pensate? Sono cazzate? La ciccia fa male? Il latte e i suoi derivati (no, non Lillo e Greg) andrebbero evitati o quantomeno ridotti drasticamente? Argomentate, please, mi interessano le opinioni altrui.

Rant dell’una di notte

Ho un lavoro, una casa (se si puo’ chiamare tale), qualche amico, una famiglia che tutto sommato e’ pure sopportabile, una moto, un giardino. Dovrei ritenermi fortunato.

Eppure continuo ad avere la sensazione di star perdendo tempo.

A lavoro va tutto bene, mi piace, e anche se mi fanno incazzare tutti i giorni, non mi pento della scelta. Ma non e’ un lavoro che mi permetta di fare progetti a lungo termine. Facendo 9-10 ore al giorno, guadagno abbastanza da risparmiare qualcosa, e ho la fortuna di non avere nemmeno un affitto da pagare.

Pero’ la macchina ormai e’ vecchia, ha 12 anni, e non durera’ ancora a lungo. Cerco di farmela durare, e d’estate prendo sempre la moto, ma tra uno-due anni mi sa che dovro’ comunque cambiarla. Consideriamo circa 10-15mila euro, se voglio una macchina che mi duri almeno altri 12-14 anni. Vivo in campagna e faccio almeno 50 km al giorno solo per andare in ufficio, purtroppo la macchina serve.

Porto anche apparecchi acustici, che in media ogni 6-7 anni iniziano a dare problemi o a diventare obsoleti, e vanno cambiati (e sono gia’ altri 6-7mila euro da considerare come se fossero gia’ spesi).

Mettiamoci anche qualche altro migliaio di euro di riserva di sicurezza, in caso capitino imprevisti o spese mediche urgenti.

Mi sembra abbastanza evidente che il lavoro attuale, non mi permette di fare progetti a lungo termine. Il massimo a cui posso aspirare per i prossimi 10 anni, se rimango qua, e’ di poter continuare a mantenermi da solo. Sopravvivere.

Intanto tutti gli amici che hanno fatto l’universita’ con me sono andati all’estero, e quelli che sono rimasti si contano sulle dita di una mano.

Io ci sto bene qua, veramente, ci resterei anche. Pero’ in svizzera offrono 5mila euro al mese per lo stesso lavoro che in italia e’ pagato meno di una donna delle pulizie. In inghilterra e in belgio ho amici che prendono sui 3000 euro al mese, e in australia un altro amico fa l’insegnante alle superiori per 2600 euro al mese.

I costi della vita sono ovviamente piu alti, ma in proporzione agli stipendi, tutti mi dicono che riescono comunque a risparmiare MOLTO di piu’ di quanto riuscivano a mettere da parte qua. E possono permettersi una vita migliore, in generale.

E io invece prendo la pizza da asporto il sabato, con i miei amici architetti con specialistica e abilitazione (400 euro al mese in nero, e arrotonda facendo modellini per i plastici), o laureati in lingue medioorentali con specialistica in giornalismo (hostess ryanair da 800 euro al mese). A casa non mi arriva posta da un mese perche’ a causa dei tagli al personale, l’ufficio postale non riesce a consegnare a tutti. Dobbiamo andare a prenderla da soli, se non vogliamo che arrivino le bollette gia’ scadute. Le strade del paese sono piene di buche da anni e non ci sono soldi per ripararle. L’azienda che gestisce la raccolta differenziata non fornisce i sacchetti da mesi (e a volte non ritira nemmeno sacchetti che non siano i suoi). E io non posso buttar giu’ una vecchia baracca di lamiera per costruire una nuova capanna in legno, perche’ in comune hanno perso la pratica di condono fatta negli anni ‘60, per cui nonostante ci si paghi le tasse da 50 anni, tale capanna risulta non esistere.

Io ci resterei qua, veramente. Ma mi sembra che stiano facendo di tutto per cacciarmi. Non so quanto resistero’ ancora. Bisogna amarla veramente questa terra per resistere cosi’.

Scusate lo sfogo.