Contro l’agricoltura di una volta

thec8h10n4o2:

kon-igi:

gigiopix:

Capisco, l’equazione naturale buono vs macchina cattiva  sgorga sì
spontanea, ma è sbagliata, davvero. In genere per smontare la suddetta,
noi tristi tecnici cerchiamo di spiegare che prima di tutto la natura
non pensa a noi. Il melo non fa le mele per me. Non ci pensa proprio. Al
massimo fa le mele affinché gli orsi mangiando il frutto disseminino i
semi. Insomma, il melo fa le mele perché pensa a riprodursi.

@kon-igi, @pgfone, @thec8h10n4o2

Te la butto lì da non addetto ai lavori come @pgfone ma da miserrimo ortista della domenica: una volta da una fiera agricola ho comprato delle piantarole di non so quale cazzo di varietà di pomodoro salvata da una tomba etrusca, portata in Groenlandia da un monaco miniaturista del 13° secolo, sottratta come bottino dai saraceni e piantata in Egitto dove poi era stata recuperata dal bisnonno di questo tizio durante la campagna d’Africa.

I pomodori erano buoni ma ne ho mangiati due prima che la pianta soccombesse alla marcescenza apicale, alla peronospora, al mosaico, allo ioidio, alla muffa grigia e alla siccità.

Quindi ben vengano le semenze conciate ogm e le piantarole con innesti cibernetici cosparse di nanobot laser insetticidi.

È mezzanotte e mi sembra giusto ragionare di zolle e trattori.
Se si parla di
agricoltura italiana o in generale del buon vecchio clima temperato
non si può essere che d’accordo con l’autore dell’articolo, oltretutto mira a
porre un freno all’imbarazzante folklore alimentare che programmi
tv e pubblicità diffondono impunemente, cosa, ovviamente, buona e
giusta.
Ma questo articolo è
valido per ogni economia o zona climatica della Terra? 
No. E se state pensando: “Sì, ma che mi frega di altre zone?” vi faccio subito un esempio.

Il Sahel va molto
di moda in questi giorni e immagino sappiate in che stato è. A
ridurlo così sono stati i confini degli Stati istituiti dopo la II Guerra
Mondiale che hanno portato al sovrapascolo e l’agricoltura intensiva
dagli anni ‘70 in poi che ha portato alla desertificazione del territorio
(il perché l’ho spiegato qui). E la cosa triste è che ora stanno
facendo lo stesso identico errore in Kenya, per cui non è manco un
discorso di arretratezza tecnologica di allora, è proprio un sistema agricolo
sbagliato. Quindi ok spiegare alla gente come si riesce a mangiare
tutti, ma è sempre bene dare un contesto quando si parla di
agricoltura perché non esiste una regola generale. Fra
qualche anno, per dire, i contadini della Sicilia parleranno più con quelli
californiani che con i loro connazionali della Pianura Padana, perché
avranno gatte da pelare diverse. 

Per quanto riguarda
gli OGM, poi, siamo praticamente al medioevo. Ancora ‘sti poveri
cristi di giornalisti devono perdere tempo a scrivere che gli OGM non
sono la prosopopea del Male quando potrebbero spiegare che tecnologia
è, come e dove va usata, i pro, i contro… un po’ come fanno su
Quattroruote, ma per gli agricoltori.    

@gigiopix 

Contro l’agricoltura di una volta