Boeing brevetta la fantascienza: un motore a fusione-fissione alimentato a laser

Per entrare più nel dettaglio, immaginate
la sagoma di un grande motore come quelli montati sugli aerei
commerciali di linea. Dentro al motore dovrebbe essere installata una camera di fusione, con laser potenti concentrati su un unico punto in cui si trova una sfera di combustibile composta da una miscela di deuterio e trizio (isotopi di idrogeno). Il principio di funzionamento è proprio quello della fusione a confinamento inerziale:
i laser, che verrebbero accesi tutti nello stesso istante, dovrebbero
riscaldare e comprimere il combustibile creando una pressione tale da
farlo implodere e provocare la fusione degli atomi di idrogeno.

Secondo il brevetto, i gas caldi prodotti dalla fusione verrebbero
spinti nella parte posteriore del motore da un ugello, creando la
spinta. Non è tutto. Uno dei sottoprodotti della fusione dell’idrogeno è
la produzione di neutroni veloci. Nel disegno brevettato di Boeing,
attorno alla camera di fusione vi è uno scudo rivestito con materiale fissile
(per esempio l’uranio-238). Quando i neutroni colpiscono il materiale
fissile causano una reazione di fissione che genera molto calore. A
questo punto una sorta di scambiatore di calore prenderebbe il calore
generato dalla reazione di fissione e lo userebbe per azionare una
turbina, che a sua volta genererebbe l’energia elettrica che alimenta i
laser.

Voilà: ecco un motore a razzo a fusione-fissione.

Boeing brevetta la fantascienza: un motore a fusione-fissione alimentato a laser

Dalla Terra ad Alpha Centauri in 20 anni con la propulsione laser

Il professore di fisica Philip Lubin ha ricevuto una borsa di studio
dalla NASA per studiare la possibilità di realizzare una navicella molto
sottile con propulsione laser capace di raggiungere Alpha Centauri in 20 anni. Può sembrare fantascienza, ma secondo Lubin c’è la possibilità che in futuro questo sogno si possa realizzare.

Lubin e il suo gruppo di lavoro presso l’UCSB Experimental Cosmology
Group saranno impegnati nello studio dell’impiego del laser come mezzo
per alimentare un veicolo spaziale. Il progetto si chiama Directed
Energy Propulsion for Interstellar exploratioN (DEEP-IN), e per
svilupparlo il gruppo ha ricevuto una delle 15 sovvenzioni assegnate dal
programma NASA Innovative Advanced Concepts, che ha l’obiettivo di
trasformare quello che sembra fantascienza in realtà scientifica
attraverso lo sviluppo di tecnologie all’avanguardia.

“Una delle grandi sfide dell’umanità è quella di esplorare altri
Sistemi Solari con l’invio di sonde […] quello che proponiamo è un
sistema che ci permetterà di compiere il primo passo verso l’esplorazione interstellare
con una nuova propulsione e sonde in miniatura. Grazie al recente
lavoro sulla fotonica su scala wafer, possiamo ora combinare le
tecnologie e consentire un approccio realistico all’invio di sonde molto
al di fuori del nostro Sistema Solare”.

Dalla Terra ad Alpha Centauri in 20 anni con la propulsione laser

Cannone laser sulla ISS per distruggere i detriti spaziali

La Stazione Spaziale Internazionale in futuro potrebbe avere a bordo un cannone laser
per disintegrare i detriti orbitanti che affollano la bassa orbita
terrestre. Un problema grave, che costituisce un rischio sempre più alto
d’impatto per la ISS come per qualsiasi altro veicolo spaziale. I
ricercatori della NASA stimano che nella bassa orbita terrestre ci siano
quasi 3.000 tonnellate di detriti spaziali fra cui vecchi satelliti abbandonati, moduli di razzi e frammenti di macerie prodotte dalle collisioni tra oggetti più grandi.

La Debris Section della Technora e’ gia’ in sciopero.

Cannone laser sulla ISS per distruggere i detriti spaziali