Vienna

emilyvalentine:

Il momento più triste in “The sound of music” è sicuramente il voltafaccia di Rolfe che da timido e adorabile postino diventa un nazista minaccioso, spezzando il cuore della cara Liesel. Uno di certo non si aspetta che un postino dall’oggi al domani diventi un nazista su una bicicletta, ma è successo a tutti di avere nella vita un Rolfe, magari meno biondo, magari meno propenso a certe dinamiche che prevedono il dominio del mondo e la distruzione di tutti gli oppositori. Magari.

Vienna invece non è come Rolfe.

Vienna non è una delusione. Non avevo idee chiare di come potesse essere. Me l’aspettavo rigida, rigorosa, fierce not in a good way e invece ho amato. 

Ho amato tutte le cose. 

Comme d’habitude, procederei per punti, elencando i posti che ho visitato e le cose che ho amato. 

Prima di cominciare però, il faut citare il nostro padrone di casa e anfitrione coccolone: @yomersapiens che ci ha ospitati e ci ha portato NEI POSTI e ci ha dato consigli. Noi spesso lo ignoravamo come si ignorano le pazze nei parcheggi dei supermercati che ti tirano addosso le bottiglie di succo di ribes, però lui ha insistito.

Andiamo a cominciare.

ARCHITETTURA – Vienna is all about architettura. A Vienna ci sono i palazzi, che sono edifici divisi in appartamenti che ospitano le persone. Se andate a Vienna dovete camminare con la testa per aria, perché quasi ogni palazzo merita di essere visto. Correte il pericolo di cadere in burroni o trappole tardomedievali messe lì da viennesi scontrosi, ma guardate per aria. Tutti i palazzi sono diversi e unici e in centro anche i negozi più pop e comuni sono inseriti in contesti particolari. C’è poi un architetto famosissimo chiamato Adolf Loos e ha fatto UN FOTTÌO DI COSE. In centro ci sono i bagni pubblici e la Loos Haus che ora ospita un banca. Uno dice: Ma come, vado a vedere i bagni e la banca? Io ve l’ho solo suggerito, non è che vengo a casa vostra a cambiare i vasi alle piante, però fate come volete. Ma io vi dico che meritano e potete fare quelli che agli amici dicono Ma come non l’hai vista la Loos Haus? E gli amici diventano verdi d’invidia o forse erano verdi già prima, per via di uno stile di vita errato. 

Ah, e non dimenticate l’American bar.

C’è anche Otto Wagner, un importante esponente della SECESSIONE VIENNESE. La Secessione Viennese ebbe luogo nel 1856 quando alcuni architetti cominciarono a dire che i comodini andavano messi nelle camere da letto perché altrimenti uno dove le posa le cose? Gli altri architetti erano totalmente in disaccordo in quanto contrari a dei pezzi di mobilia che ricordavano dei piccoli cinghiali: temevano di prendersi degli spaventoni durante la notte. E allora i primi architetti dissero: Basta, noi ce ne andiamo. In realtà non andarono da nessuna parte, fecero solo la scena. Però a Vienna c’è un sacco di roba di secessione viennese (giustamente se è viennese non è che poteva stare nella cittadina lucana di Matera). Il palazzo della secessione al momento è in fase di restauro COME UN SACCO DI COSE A VIENNA, però c’è ad esempio la piazza di Karlsplatz con un edificio piccolo, ma carino. Io però ho aspettato fuori perché dentro c’è una signora con dei capelli molto ricci che mi ha fatto paura. Di fronte all’edificio, dall’altra parte della piazza, c’è uno dei bar più brutti che abbia mai visto.

C’è poi un Burger King proprio in centrissimo con dentro, totalmente random, un soffitto antico di un teatro pure antico. Andate a visitarlo: due secondi e avete visto questa bellissima cosa. 

Andate pure alla Postparkasse, la cassa di risparmio di Vienna. Molto insta, molto rigore, molto simmetria. Se vi piacciono gli edifici e vi piace poter fare un itinerario turistico fuori dai soliti schemi, andate.

COTOLETTA – La cotoletta viennese si chiama schnitzel, ma questo lo sanno tutti. Si mangia ovunque, ma noi l’abbiamo mangiata anche da Figlmuller, il posto più famoso. A Vienna ce ne sono due, uno è quello storico in una viuzzina tipo Harry Potter. Siamo andati lì e la signora ci ha detto di tornare mercoledì. Il mercoledì è molto hot a Vienna, molto top of the pops. Siamo quindi andati a fare la fila davanti all’altro. Ora, a Vienna devono un po’ capire come fare le file perché la gente ha cominciato a mettersi in mezzo alla strada e non sul marciapiede. Molto teneri però. Lo schnitzel da Figlmuller è semplicemente meraviglioso e buonissimo. Io ci ho messo pure la salsina di frutti rossi su perché io amo le salsine sulla carne. Andateci. È turistico, questo è vero, però ne vale la pena. Ah, e prenotate, ovviamont. 

MUSEO DEI MAPPAMONDI – A Vienna c’è un museo per ogni cosa. Onestamente per me potevano fermarsi a quello dei mappamondi. Il mappamondo è l’oggetto più importante perché: è rotondo e uno lo gira e mentre lo gira può dire “wiii”. Sono due motivi molto validi. Il museo è centralissimo e costa poco, quindi ve lo consiglio. E poi a chi non piacciono i mappamondi? Non è molto grande, ma è una visita piacevole e nel biglietto è compresa la visita al museo dell’esperanto e quello dei papiri (?) 

CELESTE – Celeste è il best kept secret di Vienna. È un locale post punk post pop e post civilizzazione dove c’è un karaoke molto raw, molto gluten free e molto back to basics. Se ci andate di mercoledì potete incontrare il buon yomersapiens (lo riconoscete subito perché è alto e gigione) che canta QUALSIASI CANZONE SULLA LISTA. Si sta bene, è molto rilassato e i divani sono divani veri NON COME A MILANO dove sono delle assi di legno dipinte e uno sta scomodo tutta la serata. Una cosa: in questo locale come negli altri a Vienna si fuma all’interno.

PALMENHAUS – Un ristorante in una serra: c’è qualcosa di più adorabile e mid 1920′s? No. Andate a mangiarci (anche se il cibo è ok, ma niente di che) o a prenderci un dolce più caffè: ne vale la pena. Accanto c’è la casa delle farfalle. Non siamo andati perché il prezzo non era invitante, però mi fa piacere sapere che le farfalle abbiano una casa e mi immagino un piccolo giradischi e le bacinelle azzurre per lavare i panni piccole piccole piccole e un modem Fastweb pure piccolissimo che spesso dà problemi e le farfalle devono chiamare il tecnico farfalla che dice sempre “è un problema di linea, non dipende da noi”.

SUBOTRON – Una delle mie ultime passioni è il retrogaming. Subotron è l’hangout perfetto per gli amanti di queste robe. Io sono stato sfortunato perché era chiuso, però voi andate, anime sante adorate e ci troverete di tutto e quando dico di tutto intendo quasi tutto, perché va bene esagerare, ma fino a un certo punto. E comunque io non mi arrendo e il game boy originale sarà mio, MIO! Cioè, so che lo trovo su mille siti, però voglio comprarlo in un negozio, come usava un tempo.

MUMOK – Il museo di arte contemporanea. Ci trovate delle belle cose di cancelleria (io ho preso una matita dorata e una argentata) e un’esposizione temporanea del noto artista Gironcoli. Io non ho amato molto, ma l’esperienza dei musei di arte contemporanea invece mi piace sempre perché mi fermo con le mani dietro la schiena e dico “uhm” quando passa la gente, così la gente si ferma e guarda pensando che ci sia qualcosa da guardare, invece è solo un muro. Il resto del museo merita e se vi capita di andare a Vienna l’ultimo giovedì del mese, vi consiglio una visita al Cafè Hansi, un pop up bar dorato al piano meno tre dedicato ai vari Hans. Ci sono anche gli Hanson e Han Solo, che mi paiono un po’ delle forzature, però chi sono io per giudicare? *va ad ascoltare Mmmbop*.

BELVEDERE – Il Belvedere è come Bergamo: c’è quello alto e quello basso. Noi abbiamo visto solo quello alto con varie opere di rilevo. C’è il famoso dipinto di Napoleone, quello in cui Napoleone ha gli occhi da “facciamo presto ché sta per cominciare la maratona di Bayside school” e altre cose tipo quadri di Klimt (il famoso bacio) e Schiele. Io non amo lo stile di Schiele, nonostante invidi gli zigomi appuntiti delle persone ritratte. Il parco del Belvedere è molto carino. Vi consiglio di visitarlo tutto se avete tempo. Magari non andate al ristorante fusion austro-greco fuori. Non è proprio il massimo. Cioè, fusion nel senso che i piatti sono austriaci ma il personale è greco. Io ho preso dei würstel senza ketchup e l’omino mi ha portato il ketchup. Imperdonabile. 

DANUBIO –  Vienna è attraversata da canali. Piccoli, tipo Navigli. Io pensavo che quelli fossero il Danubio e quindi non ho detto niente per non offendere nessuno. E invece il Danubio è grandone e importantone e si trova un po’ più in là del centro. C’è proprio una fermata della metro che è come Loreto, solo che quando esci invece di Tigotà c’è il Danubio. Molto bello e c’è pure un faro. Dice che la gente va a farci i picnic quindi tipo Parco Lambro, con la differenza che sul Danubio affaccia lo studio del noto artista aldogiannotti. A Vienna ci sono molte sue cose. Non lo conoscete? E allora provate il sentimento della vergogna. No, non è vero, vi voglio bene. Però aldogiannotti.

CASINE STRANINE – Hundertwasser haus e Kunsthaus. Sono famosissime e tra i posti più turistici di Vienna. Molto carine, molto particolari, molto Alice in wonderland incontra Via Padova. Si visitano in poco tempo e potete fare le foto simpatiche da mandare alla zia e la zia vi risponde “ma dove state?” e voi “zia, te l’ho detto già quattro volte, le stai prendendo le pillole?”

MUSEO DEI FALSI – Il museo dei falsi si trova vicino alla Hundertwasser (cioè proprio di fronte). Un posto molto laidback e rilassato che ci insegna qualcosa sui falsi storici, sui falsari e sui divani (c’è un divano molto comodo al piano di sotto). Carino. Forse il prezzo è un tantino esagerato, però alla fine la visita è davvero piacevole e l’ambiente familiare. Quando dico familiare intendo proprio che per andare in bagno dovete passare dal cucinino che gli impiegati usano per farsi il tè e per lamentarsi dei turisti coi pantaloncini beige. 

SCHÖNBRUNN – Il palazzo della principessa Sissi, che in realtà è Sisi. Sisi passava le giornate a pettinarsi i capelli e si annoiava tantissimo. Io posso capirla perché a volte anche io passo le giornata a pettinarmi i capelli guardando fuori dalla finestra. Io e Sisi abbiamo questo patto tra sorelle e nessuno potrà mai dividerci. NESSUNO. Comunque il palazzo è vicinissimo al centro e si arriva con la linea verde. È pieno colmo zeppo di turisti e la fila è lunga, tant’è che non sono entrato nella reggia, ma ho visitato solo il parco. Il giardino è ENORME, ma vi consiglio di perdervi tra i boschi, le salite e i labirinti: è un’esperienza adorabile. Andate poi su per la collina fino a raggiungere il punto panoramico: la vista è bellissima e potete passeggiare tra i boschetti: vi sembrerà di essere in aperta campagna. Mi avevano detto che a volte si vedono delle volpi, ma io ho visto solo un gruppo di anziani con dei legnetti e praticamente tenevano questi legnetti a mezz’aria e andavano dove dicevano i legnetti. Io li ho seguiti per un po’, poi hanno cominciato a insospettirsi. Prendetevi mezza giornata per questa visita. Molto turista coi calzoncini, però s’ha da fare.

FLOHMARKT – Il sabato c’è il mercato delle pulci. È un mercato delle pulci vero, nel senso che ci trovi di tutto. A me piaceva tantissimo una scatola di latta molto alpi svizzere e un pelo protonazi, però costava un tantinello. Io adoro le scatole di latta. Vivo per le scatole di latta. Ho preso però una bellissima matrioska di Hannah Montana. Il posto merita: è simpatico e una visita piacevole. Nei dintorni c’è anche la MajolikaHaus: un edificio very insta. Ve l’avevo detto che Vienna is totally about edifici.

RISTORANTI E NEGOZI – A Vienna si mangia benissimo. Non come a Civitanova Marche, ma quasi. E ci sono anche decine di negozi adorabili. Io vi consiglio qualcosa. 

C’è il Der Wiener Deewan, un ristorante a buffet pakistano. Il posto è molto particolare, spartano e interessante, si mangia bene (il pane è favoloso) e ha una particolarità: non c’è prezzo e potete pagare quanto volete. Ho provato poi il Mama Liu and Sons, un fusion asiatico buonissimo. Prezzi nella media di Milano, anzi forse un pelo meno. I ravioli e i bao sono fantastici. Se volete una sosta veloce, economica e salutare, allora andate all’Eroz juice bar. Wrap buonissimi e succhi di frutta e frutta. La vera frutta. La frutta che si vede nei film alla televisione. Da Barbarella trovate invece specialità siciliane e degli aperitivi speciali e ogni volta diversi. Noi siamo andati all’aperitivo finocchietto, che potrebbe essere il nome del prossimo locale überhip di Milano. Ambiente familiare e ultraospitale, cibo buonissimo. 

Ci sono poi bar e simili molto carini, però non ricordo i nomi. Ma tenete conto che Vienna è piena di bar molto Berlino, molto New York e con la primavera diventa tutto più adorabile. 

Purtroppo non mi ricordo i nomi di molti negozi, ma di sicuro vi consiglio lo Shakespeare and Company, una libreria-rifugio carinissima. Non è la stessa di Parigi (non si tratta di una catena, è solo un caso di omonimia). I prezzi sono altini, ma andate anche solo per farci un giro.

E poi c’è la NEBBIA GIALLA.

Io sono arrivato a Vienna con un solo scopo: vedere la nebbia gialla, un’installazione ultra fierce e ultra contemporary di un artista che ha praticamente messo delle robe sotto un edificio (zona Am Hof) e ogni giorno all’imbrunire esce fuori questa nebbia gialla che rende tutto molto design week e molto blade runner. Siamo andati a vedere questa nebbia gialla appollaiandoci su una statua come dei piccioni invadenti e abbiamo aspettato il tramonto. Peccato che non ci fosse nessuna nebbia gialla, in quanto l’opera è fino alla metà di maggio in manutenzione. 

Ora, la vita è fatta di delusioni e questo l’avevo già messo in conto. La vita però dovrebbe esser fatta anche di informazioni corrette sui siti e io mi sento preso in giro dalla città di Vienna e dalla nazione Austria perché è stato difficile capirci qualcosa in questa terribile, terribile storia. Ragion per cui mi recherò quanto prima dai miei legali per aprire una class action e riavere indietro il mio tempo perduto e la mia dignità.

E voi, topini azzurrini, se volete andare a vedere la nebbia gialla, informatevi prima e non fate la fine di questa madre courage che si è battuta per voi.

A parte questo incidente, io darei a Vienna un voto di tre Jon Snow e mezzo. 

E tante grazie.