Malvaldi, ecco perché ho ucciso i vecchietti del BarLume

La cosa creava degli imbarazzi piuttosto di frequente, dato che mio nonno (ateo, socialista e grandissimo bestemmiatore) viveva in casa con mio zio, don Piero Malvaldi, parroco di Forte dei Marmi. 

I suoi bersagli non godevano di privilegi di rango: mio nonno, che era democratico nell’animo, se la prendeva sia con l’arcivescovo (al quale, dopo aver indicato la croce d’oro e pietre preziose che portava al collo, chiese «ma per quelli come lei ‘un c’era il voto di povertà?») sia con le beghine (come la Siria, una donnetta anziana che un giorno si presentò in canonica tenendo per le zampe un pollo spennato, come cena per mio zio e per il di lui padre; mio nonno, alla vista, si voltò verso l’interno della casa ululando «Pierooo, ci son du’ galline per te»).

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