kon-igi:

kaw:

bigbigbigday006:

virgilspokesrooster:

riddle-my-hiddles:

everlasting-feels:

sabrina-is-at-221b-bakerstreet:

tomithejellyfish:

mycrofthholmes:

i-just-sarcastically:

shady-brain-farm:

LOOK AT THIS POOR OPPRESSED WOMAN AND WHAT HER COUNTRY IS MAKING HER DO.

Even in her eyes it says “help me”. 

This is why we have to stop these misogynistic societies.

I’m sorry but no. I acknowledg that this is terrible, but don’t you think we should fix our own countries mishaps before we deal in other countries affairs? We have corrupt businesses, crime, poverty, homelessness, and believe it or not starvation.

Does anyone even know the threat that walmart has to this country?!

I hope you’re being ironic ouo

everything about this is horrible tbh

Isn’t that Benedict Cumberbatch?

That’s Benedict Cumberbatch.

IVE BE EN LAGUHING FOR THE PAST 500 YEARS

POOR OPPRESSED WOMAN

WHEN WILL SOCIETIES STOP OPPRESSING BENEDICT CUMBERBATCH?!

Tumblr: always fighting for the right cause.

Beati gli ultimi ad arrivarci ché avranno molti grazie per i LOL che ci fanno fare.

autolesionistra:

Fra le mie attività sportive semiprofessionistiche c’è la lettura compulsiva delle etichette. Credo venga da un’innata fiducia nel valore del lavoro umano: se qualcuno si è sbattuto per applicare un’etichetta a qualcosa, allora è evidentemente meritevole di lettura approfondita.

Con anni di allenamento ho imparato a trovare anche gli asterischi più reconditi, tipo quei prodotti con su scritto “Con il 15% di grassi in meno*” poi sotto la confezione trovi a corpo testo lilliput “* rispetto ad un elefante africano adulto”. Sto divagando.

Inzomma, tempo fa a casa di un amico stavo rigirandomi fra le mani un barattolo di tabacco aromatizzato per narghilé che come potrete immaginare aveva un’etichetta incredibilmente interessante in un sacco di lingue diverse che mi ha sconvolto nel profondo quando ho realizzato che gli arabi non usano i numeri arabi.
(usano quelli della tabellina di cui sopra)

Se a questo punto state pensando “ma sei coglione? sono arabi nel senso di sistema posizionale non di glifo” limitatevi a pensarlo che tutta questa storia mi ha già ferito abbastanza.

Fra l’altro: in arabo, i numeri arabi orientali sono chiamati “numeri indiani”. E non sono andato oltre per il timore di scoprire come li chiamano gli indiani.

Vatti a fidare delle elementari.

A più di trent’anni dall’approvazione della legge sull’interruzione di gravidanza, la possibilità dell’obiezione di coscienza dei medici andrebbe semplicemente abolita.

Stefano Rodotà

(non ce lo meritavamo come PdR)

Rinella 2.0

unoetrino:

Ciao, bevenuti nella mia cucina.
Sono Andrea, ma potete chiamarmi Rino.
Bando alle ciance, facciamo sta cazzo di Rinella.
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Dopo diverse sperimentazioni ho trovato le dosi e gli ingredienti perfetti.
Preferisco non romanzare troppo e spiegarvi come si fa, a seguire troverete i vari ragionamenti del sottoscritto.

  • 250 gr Nocciole pelate e tostate
  • 400 gr Latte condensato
  • 400 gr Cioccolato fondente
  • 100 gr (non mL) di olio di semi di arachide
  • 1 Cucchiaino da tè raso di sale
  • Vanillina (opzionale)
  • 2 Cucchiai da tè di miele millefiori (opzionale)

Accendete il forno a 200 gradi.
Prendete due pentolini e preparateli per sciogliere il cioccolato a bagnomaria.image

Mettete le nocciole nel forno caldo per 10 minuti.

Tiratele fuori e, ancora calde, mettetele nel frullatore o nel robot da cucina.
Non usate un minipimer o altro frullatore a immersione.

Sopportate il profumo assoluto di nocciole, dovete resistere.

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Girate il cioccolato con un cucchiaino, abbassate il fuoco nel caso. 
Non fatelo bruciare, non allungatelo.

Mettete il sale nel cioccolato. Questo scoraggerà il vostro pubblico a rubare il cioccolato fuso dal pentolino.

Alle nocciole nel mixer aggiungete l’olio, frullate a bassa velocità o a velocità pulsata, l’olio dovrebbe soffriggere. 

Realizzata una specie di crema dal profumo paradisiaco, aggiungete il cioccolato salato, e continuate a frullare. E’ importante fare in fretta per mantenere tutto caldo.
Mentre il frullatore gira a bassa velocità, rimettete il pentolino su quello di acqua calda, aggiungete nel pentolino tutto il latte condensato, la vaniglia, il miele. 
Girate energicamente (magari con una frusta) per staccare il cioccolato dai bordi e non sprecarne nemmeno un grammo.
Mettete tutto nel frullatore.

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Io l’ho dovuto spegnere perchè era già densa.

Se volete potete aggiungere 100 gr di latte tiepido.

Rapidamente mettete tutto nei barattoli.
Prendete del pane e pulite tutto il resto.

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E ora un paio di ragionamenti.

Le dosi:
Bastano per 3 barattoli tipo Bonne Maman, più una ciotolina da tenere in casa.
Si conserva in frigo o fuori con un po’ di pellicola sopra.

Non fatene di meno, non vendetemi la storia che così ne mangiate meno.

Le nocciole:
Inutile prendere quelle con la pelle, alla fine è solo sbatti pulirle e il profumo è di poco meno intenso.

Compratele buone, ma non investiteci un capitale.

Il cioccolato:
Compratelo buono, fondente.
Non comprate quelle stronzate al 75% di cacao, la nutella è molto dolce.
Usereste un Gran Cuvèè millesimato per fare il risotto? Ecco.

Il latte condensato:
Non potete sostituirlo.
A me la crema piace densa, che si scioglie bene solo sul pane caldo.
Se usate il latte normale, intanto dovete zuccherarlo per bene, e poi la Rinella vi dura meno.

L’olio di semi di Arachide:
All’inizio non lo usavo. 
Ma è fondamentale per frullare bene le nocciole, e tutto sommato è così poco che l’ho accettato come ingrediente importante.

Non ha un sapore forte, non copre le nocciole, anzi, le esalta perchè hanno un sapore compatibile.

Il miele: 
Aiuta a conservare tutto, e dona aromi unici alla Rinella.
Consigliatissimo, magari addirittura di castagno.

Alla prossima, raga.