Tra i genitori dei compagni di classe di figlia n.2 (prima media) gira la voce che alcuni ragazzetti, tramite facebook, siano riusciti a penetrare nei computer della scuola e a cambiarsi i voti del registro elettronico.
Il registro elettronico…
Il minchimadonna registro elettronico che probabilmente consiste nella scannerizzazione settimanale del registro cartaceo salvata in formato bitmap su un Pentium 1 con windows 95.
Il registro elettronico per visionare il quale è due anni che aspetto la password personale del genitore.
Il registro elettronico, il cui sistema gestionale mi manda un sms una mattina sì e l’altra pure per dirmi che figlia n.1 è assente dal liceo probabilmente per prostituirsi o drogarsi e quando la chiamo mi dice “PAPA’! MI HAI FATTO SQUILLARE IL CELLULARE DURANTE LA LEZIONE DI STORIA DEL CINEMA!”.
Il registro elettronico che fa coppia con la famigerata LIM che è l’acronimo per L’Impestata Maiala…
Una lavagna interattiva multimediale che per cinque anni di elementari mia figlia vedeva accesa solo quando veniva il tecnico da Parma a ricordare alle maestre che bisogna togliere il tappo dall’obiettivo del videoproiettore ché nessun hacker pedofilo fotografa i bambini controllando dalla strada i computer della scuola.
Le maestre che chiedevano a me a cosa servisse il tasto ‘TURBO’ sui computer…il tasto turbo…capite? L’ultimo tasto turbo l’ho visto nel 1995 giocando a Doom2 e loro su quei computer ci tengono IL REGISTRO ELETTRONICO.
Hanno appena speso millantamila euro per cablare tutta la scuola perché il preside è un complottista e col wifi i chip cerebrali si surriscaldano e poi ai bambini viene il tumore…ha fatto cablare tutta la scuola ma hanno solo tre pc: il suo, quello della segretaria e quello in sala professori che però non funziona perché ci vuole il modem a 56K.
Ma stiamo divagando.
Io volevo porre l’attenzione sulle voci genitoriali che sussurrano di questi piccoli hacker: la storia l’ho sentita io con le mie orecchie durante un consiglio di classe e li ho lasciati parlare per 10 minuti non perché fossi interessato a quello che dicevano, ma semplicemente perché nell’attimo che aprivo la bocca per bestemmiare, un nuovo genitore rinforzava il concetto demenziale aggiungendo particolari da analfabeta ed io mi ammutolivo.
Nel giro di dieci minuti quella che doveva essere una piccola parentesi con l’avvertimento da parte dei docenti di controllare i propri figli nell’utilizzo dei pc, si è trasformata in un teatro degli orrori con genitori che rimpolpavano il canovaccio con informazioni estratte da Cronaca Vera, dal sito di Salvatore Aranzulla ed il Calendario di Padre Pio.
Ora, sono gli stessi genitori che possiedono un loro portatile, ma ne ignorano il funzionamento, poiché ‘lo uso solo per la posta elettronica e per giocare i giochini su facebook’…Nessun problema.
Ci pensano i loro figli a saperlo usare e a costruire la società del futuro, se nel frattempo non schiattano farciti di coca mentre mandano foto delle loro tette per farsi ricaricare il cellulare.
Guarda, noi alle superiori avevamo un tecnico di laboratorio che ci voleva insegnare A USARE LA TASTIERA. Cioe’, proprio il concetto di tastiera: “questo e’ il tastierino numerico, questo e’ il blocco maiuscole, questo e’ il TASTO TABLATURA”, ecc. Cioe’, seriously ? Ho scritto il mio primo programma in BASIC a 7 anni, su un commodore 64 col mangianastri, e tu 10 anni dopo vuoi insegnarmi cos’e’ una tastiera ?
Gli scambiavamo il cablaggio del tasto turbo con quello di reset, e tutte le volte che provava a mettere il turbo (“perche’ senno’ non entra il COPROCESSORE MATEMATICO”) il PC si riavviava.
“Scusi prof, ma i Pentium non hanno un coprocessore matematico separato come il 487 per i 486DX, e’ integrato col prefetcher, usa la stessa cache L2…”
“Silenzio! Pensa a fare l’esercizio in Pascal! ” DING! PC che si riavvia.
Anche gli altri laboratori erano tecnologicamente avanzati. Ho imparato la logica booleana su un PLC PNEUMATICO. Seriamente. Costruivamo circuiti attaccando tubicini a valvole AND o OR, e poi si attaccava il compressore per vedere dove arrivava l’aria. Tecnologia avanzatissima.
Come tesina della maturita’ preparai un cd-rom che aveva un autoplayer leggermente modificato, che editava l’autoexec.bat aggiungendo una piccola riga: “format c: /q”. Ne diedi una copia a ogni membro della commissione d’esame, con particolare attenzione al prof di disegno, che “i disegni si fanno a mano, non mi portate roba fatta con Autocad che non ve l’accetto.” Era un CD molto professionale, aveva pure la copertina stampata.
Bei tempi 🙂 Ci si divertiva con poco 😀