Arrivo a casa che mi girano i coglioni, sono nervoso, accendo la stufa, e sbatto lo sportello troppo forte.
La piastra isolante interna si stacca, e finisce nel fuoco.
Perfetto, mi ci mancava. Che si fa? Fuori ci sono i pinguini che cercano di ripararsi dal freddo, quindi lasciar spegnere la stufa NON e’ un’opzione. Chiuderla senza piastra isolante nemmeno, rischio di far deformare la lamiera dello sportello col calore.
Pués, vale.
Pinze, presine da cucina, e raffreddo la piastra sotto l’acqua. Poi cerco di capire dov’e’ il problema: si e’ deformata la lamiera dello sportello, e il buco del bullone si e’ allargato tanto che il dado di fissaggio c’e’ passato attraverso.
Smonto lo sportello, e trovo pure la lana di vetro isolante tutta sfilacciata: non terra’ piu fermo il dado quadrato. Raddrizzo la lamiera a martellate, quindi con due rosette di diametro progressivo tappo il buco allargato.
Pero’ non posso fissare il dado e stringere la piastra, perche’ il genio del progettista ha posizionato le viti dello sportello esterno SOTTO la piastra stessa. Se fisso la piastra non posso avvitare lo sportello, se avvito lo sportello non posso tener fermo il dado di fissaggio della piastra.
Qu’est-ce qu’on fait ? Come ci insegna Salvor Hardin, la violenza e’ l’ultimo rifugio degli incompetenti, quindi tiriamo due moccoli propedeutici augurando una morte lenta e dolorosa all’egregio progettista, e cerchiamo di restare calmi.
Fisso parzialmente la piastra abboccando soltanto il bullone al dado di fissaggio, ma lasciandolo lento.

Poi giro la piastra di 30 gradi, e stringo una delle viti dello sportello. Altra rotazione di 60 gradi nel senso opposto, e seconda vite.

Quindi facendo leva con un cacciavite, forzo la piastra verso l’alto, in modo che dado e rosette facciano attrito contro la lamiera, e restino fermi mentre avvito il bullone.

Et voila’, non s’e’ nemmeno spento il fuoco.
Quando sono incazzato, niente mi calma e mi tranquillizza quanto riparare qualcosa di rotto.