Primo post sull’Autismo non legato alla genetica.

spaam:

Tra le cause che provocano l’autismo, anche se sarebbe più corretto parlare di ASD, autism spectrum disorder, ovvero un’insieme di malattie che comprendono anche l’autismo, come la sindrome di Rett, sindrome di Asperger, dell’X Fragile (anche se qua poi andrebbero fatte altre distinzioni) e che non sono direttamente correlate ai fattori genetici, c’è la MIA: maternal immuno activation.

Durante il periodo di gravidanza, soprattutto nel primo trimestre, la risposta immunitaria della madre, a seguito di qualche infezione, aumenta notevolmente il rischio di autismo. Le cause, o meglio, il meccanismo di come la cosa funzioni non si conosce nei dettagli.

E quando dico “dettagli”, significa che si hanno evidenze sparse e non sempre correlate tra di loro. In pratica, è come se vi dessero un seme, una mela, un bicchiere d’acqua, un mucchietto di terra e una lampadina ad incandescenza e vi dicessero di metterle tutte insieme per dimostrate come da quel seme si possa arriva alla mela. Passaggio dopo passaggio.

Quello che si sa, però, è che l’immunoglobulina G (IgG), una delle “guardie” a difesa del nostro organismo, può attraversare la placenta e danneggiare il feto.

Come? Non si sa bene. Ci sono evidenze che vanno in una certa direzione, ma non si conoscono tutti i dettagli.

Quello che sappiamo, però, è che la MIA la possiamo indurre in topi attraverso un RNA sintetico e che la progenie presenta tutte le caratteristiche tipiche dell’ASD. In particolare, si nota un’alterazione di un gruppo di molecole chiamate citochine, una specie di messaggeri per far comunicare tra di loro le cellule. L’alterazione non è a livello fisico della molecola – cioè non sono assemblate male, mutate, incomplete, storte ecc. – ma sono di meno. O di più. Cioè, c’è uno scompenso.

Considerate uno sciopero dei treni o come quando migliaia di TIR si piazzano lungo l’autostrada, a passo d’uomo e rallentano il traffico con conseguenze a catena, in diversi settori del Paese.

Lo sciopero dei treni (o il blocco dei TIR) sono le nostre citochine. Da cosa vengono provocate? Un fattore esterno, tipo il taglio delle pensioni da parte del governo e che nel nostro caso è la MIA (maternal immuno activation). Ma potrebbe essere anche un traliccio che blocca la linea ferroviaria o un uragano. Sappiamo però che le dirette conseguenze di ciò sarebbero stazioni affollate di passeggeri oltre la media e/o autostrade bloccate, cioè, scompensi neurologici: alterazione del numero di sinapsi, mal funzionamento del neurone ecc. Le cause finali di tutto questo saranno i disagi per i passeggeri, così come i supermercati che non ricevono più le merci (per esempio). Questa è la nostra malattia, il risultato finale: l’autismo.

Dunque, sperimentalmente siamo in grado di indurre uno sciopero, ottenendo come risultato finale l’aumento di quei disagi, quindi l’autismo. Sappiamo anche che a conseguenza di quello sciopero, il numero di TIR aumenta (o diciamo che ci sono meno treni). Ma mancano sia il collegamento diretto tra le due cose, sia i passaggi intermedi.

Il bel cinema di una volta

quattroperquattro:

Una settimana fa esatta mi ritrovavo a decidere come passare un venerdì sera in compagnia, lontano però dalle mie terre residenziali. Senza dover necessariamente dare delle coordinate geografiche, vi basterà sapere che potrei classificare il territorio in cui mi trovato come terra di frontiera. Quindi, di fronte alla decisione di vedere una pellicola in una sala, ho iniziato una gloriosa ma vana ricerca di un multisala nelle vicinanze, ormai abituato a questo genere di bene di conforto; naturalmente, con mio non troppo sorpreso disappunto, il più vicino multisala si presentava a ora di distanza, su strade impervie.

Si presenta però, come un salvatore, un cinema nel paese vicino, naturalmente con un solo film a disposizione, come si suole fare in un cinematografo monosala; ordunque ci accingiamo allora ad avvicinarci con mezzi gommati verso la nostra destinazione.

Il cinema era uno di quei “Odeon”, quei bei cinema-teatro dei bei tempi andati, quelli dove si respira pellicola italiana neorealista e saggio di danza nella stessa, enorme, sala. Nell’anticamera al cinema, con annesso botteghino, si respira l’atmosfera di perlinato di legno misto anni 60/70; l’anziana signora ci accoglie con gioia mai vista, ci fa i biglietti (con un simpatico siparietto in cui chiediamo anche quali film ci sono e lei ci ammonisce “Ragazzi, questo è grave!”), e naturalmente i popcorn (“È la prima cosa che faccio quando apro il cinema!”). Il costo è così irrisorio che quasi mi sembra di aver rubato: 5€ per il biglietto e 3€ per un sacchetto di popcorn che siamo stati quasi male a finirli tutti.

Nel cinema c’eravamo solo noi: a discolpa, posso testimoniare che era il primo spettacolo, quello delle 19.30, e poco prima dell’inizio del film è entrata anche una coppia.
Non parlerò del film (perché, principalmente, non c’è molto di cui parlare): la visione è stata ottima, si vedeva che era ancora una di quelle care pellicole non digitali, l’audio non surround e un po’ gracchiante all’inizio, ma che poi ci fai l’abitudine, e il riscaldamento non acceso; ciliegina sulla torta, negli ultimi dieci minuti, il proiettore è andato fuori fuoco, sfocando l’immagine proiettata.

All’uscita, la signora del botteghino ci chiede con sincera curiosità se ci è piaciuto il film, con molto calore; la salutiamo, e usciamo fuori che piove a dirotto. In cuor mio, mi è piaciuto così tanto che non mi importa che titolo ci sarà, ogni volta che ripasserò di qui mi vedrò un film.

Scopro il giorno dopo che l’Odeon è all’asta.

arielmh:

“We are more than a bit concerned with the Benihana egg trick called for in the script. I’ve tried it and can only get it 1 out of 4 tries, and I’ve seen Benihana chefs flub the manoeuver when they have an entire grill as target. Mads has to crack his eggs into a 8-inch diameter skillet. The props Master calls his guy. The Production Manager calls in his guy. I call my guy. On the morning of the shoot we have 8 dozen eggs and 3 Japanese chefs with their hands made up to be hand doubles.

 I guess I don’t have to tell you that when Mads arrives on set, he just tosses an egg up in the air and the egg breaks on the spatula. No problem. Unbelievable. I insist it was a lucky fluke but he does it again. I accuse him of practicing when I wasn’t looking but he laughs (as if he has time to practise egg-cracking between scenes) and tells me he was a juggler in his youth.” [x]

And here we all thought we’d have a million outtakes of Mads flubbing the egg trick…

tsuki-no-hikari lo sai che per fare le schiacciate di pasqua servono 66 uova? 😀