12 novembre 2014, ore 17.30, sede dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea).
“POP” . Il suono della bottiglia di spumante è accompagnato da un urlo di giubilo. Il lander “Philae” è appena atterrato, pur con qualche malfunzionamento, sulla cometa P67, ad appena 511 milioni di chilometri dalla Terra. Un’impresa scientifica senza precedenti, straordinaria, sensazionale: è come aver lanciato un aeroplanino di carta, aver centrato le turbine di un Boeing 747 in volo a 6000 metri di altitudine, e aver fatto uscire l’aeroplanino indenne.
Un ditino di prosecco e tutti di nuovo al lavoro: siamo scienziati, non businnessmen.
La femminista si sveglia la mattina in preda all’idrofobia perché ha ripudiato come schifosi maschilisti tutti quelli che l’hanno degnata di attenzione negli ultimi 2 anni. Apre il giornale alla ricerca della sua ragione di vita: qualcosa per cui indignarsi. Trova la notizia: scopre che c’è un uomo che riesce a parcheggiare un’astronave su un sasso a 511 milioni di chilometri dalla Terra, mentre lei non riesce a far entrare la Smart nel parcheggio da cui è appena uscito un Tir con rimorchio. Schiatta di invidia, cerca di trovare un motivo per razionalizzare il suo odio, trova la camicia.
Telefona alla sua amica denunciando l’episodio di disgustoso maschilismo, la seconda a malapena si accorge che c’è anche una cometa di mezzo. Tempo due giorni e nessuno parlerà più di scienza o di simili argomenti da sfigati".