A mio avviso il migliore: prende il meglio di Baol e della Compagnia dei Celestini, senza le atmosfere cupe ai limiti del bleidranneresco del primo e dell’atmosfera desolante-anni-‘90 del secondo.
Credo che da Elianto in poi il pessimismo abbia inquinato il suo cuore di scrittore e mi addolora sempre subirne un po’ il contagio mentre leggo (Vedi Margherita Dolcevita o Pane e Tempesta).Comunque, strano che tu non abbia una copia di Elianto, VISTO CHE LO HAI SCRITTO TU, STEFANO!
A me sono piaciuti molto anche Saltatempo e Achille Pié Veloce, sebbene rientrino nella fase pessimistica post-Elianto.
Comunque Benni resta uno dei miei autori preferiti.