Quindi non solo non vogliono che i piedi sporchi dei migranti calpestino l’immacolato suolo ungherese ma pure che i propri laureati abbiano l’obbligo di stare in patria per almeno 10 anni dopo la laurea, pena l’esilio forzato.
Non si scappa ai corsi e ricorsi della storia, tra poco in europa ritornerà ufficialmente il nazismo.
Reductio ad Orbanium
Chi dimentica la storia, e’ condannato a riviverla.
rispostesenzadomanda , probabilmente costa piu’ della moto, pero’ quando uno casca, vorrebbe avercela
Quindi mi stai dicendo che ho sbagliato a usare il portatile come paraschiena??
Battute a parte, hai molta ragione. Su entrambe le cose: costa un occhio però quando uno bacia l’asfalto vorrebbe avercela.
Quello a occhio sembra un Macbook Pro del 2006, prima serie con processori Intel, con CoreDuo a 32 bit. E’ indistruttibile, tranqui. Due martellate e si raddrizza il case 🙂 Al massimo dovrai cambiare lo speaker destro e il sensore di luminosita’ destro, ma poca roba. Non sono nemmeno saldati sulla scheda madre mi pare, ma su una seconda schedina dietro il connettore DVI.
Probabilmente ti ha protetto meglio della tuta con airbag 😀
“Quasi il 25% dei quindicenni è sotto la soglia minima di competenze in matematica e quasi 1 su 5 in lettura”, recita il rapporto
della Onlus. Limitandosi alle famiglie più povere, prevedibilmente, va
ancora peggio, con percentuali del 36 e del 29% rispettivamente.
“Povertà economica e povertà educativa, infatti, si alimentano
reciprocamente e si trasmettono di generazione in generazione”.
Ai nostri bambini facciamo mancare l’asilo nido, il tempo pieno a scuola, le attività extrascolastiche. “In particolare, il 48,4% dei minori tra 6 e 17 anni non ha letto neanche un libro nell’anno precedente, il 69,4% non ha visitato un sito archeologico e il 55,2% un museo, il 45,5% non ha svolto alcuna attività sportiva”.
Un paese che rinuncia a curare i suoi bambini rinuncia al suo futuro
La conclusione è che in “Italia, una parte troppo ampia degli adolescenti è priva di quelle competenze necessarie per crescere e farsi strada nella vita”,
come ha commentato Valerio Neri, Direttore Generale di Save The
Children.
[…]
Servirà a ben poco citare i casi di eccellenza, dalle elementari alle
università: ce ne sono tanti, e ci sono esempi di cui possiamo andare
orgogliosi, certo. Ma la cruda verità è che un bambino iscritto a una
scuola pubblica può solo sperare di avere genitori che in qualche modo
compensino le lacune, che lo invitino a leggere, che lo portino ogni
tanto a un museo, che gli mostrino così che lo possano arricchire come
persone. Il risultato? Se mamma e papà danno valore alla cultura e hanno
qualche risorsa, parti e resti avvantaggiato. Se sei nato nella famiglia sbagliata, invece, in Italia sei praticamente condannato.