Pane e Carnazza S01E04

kon-igi:

autolesionistra:

Arriviamo quindi allo strano caso della macelleria equina.
La mia preferita sta in una via periferica di Bologna, è un negozietto piccino picciò, con un banco carni piccino picciò che se metti insieme tutto quello che espone non ci fai un quarto di pony.
Il macellaio equino è un volto noto del quartiere essenzialmente perché sta sempre appoggiato al muro fuori dalla macelleria in parte per assenza di clientela in parte perché il locale è talmente piccolo che non ci sta manco lui.
Egli è sempre sorridente e non si capisce bene perché visto che il maggior numero di clienti che gli ho visto servire erano due (e uno ero io). Il mi’ babbo si ricorda l’esercizio commerciale aperto e senza clienti da quando era piccolo lui e ipotizza che le macellerie equine siano sovvenzionate e curate in qualche forma tipo i panda.
Io in genere entro per prendere gli sfilacci di cavallo che sono una mia colpevole passione, lui ci rimane male perché è l’unica cosa confezionata che ha, allora poi gli chiedo anche due bistecche chiedendogli come cuocerle per ritirargli su il morale e lui tutto contento mi dice che posso cuocerla su un sasso al sole o appoggiata su una lamiera con la fiamma ossidrica sotto che tanto resta morbida uguale.

E mi dispiace per chi rabbrividisce all’idea di mangiare il caval pìst…

Qualcuno per caso ha detto “panino col cavallo” a mezzanotte, mentre diluvia, dopo una giornata no-stop di culaccia e altri salumi emiliani ?

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