
Metro Garbatella, esterno, visibile da lontanissimo. Prima di tutto, questo è un esempio di lirica urbana & saggezza popolare progressiva: qualche giorno fa la scritta era formata solo dal primo concetto: ‘In culo te c’entra’. Successivamente, lo stesso Artista o un suo Collega, ha aggiunto la fondamentale chiosa per completare un tipico proverbio che, nella classica tradizione lirica romana, si distingue per gusto, eleganza e chiarezza di concetto. Non ci si sofferma qui sulla somiglianza culo/testa, anche dal punto di vista della fisiognomica (cfr. ‘avere la faccia come il culo’, ‘ragioni con il culo’), concetto del resto ripreso magistralmente anche da Hollywood (‘Ora devi cominciare ad usare la testa, cioè quel grande bozzo che è circa un metro sopra il culo.’, cit. da Jimmy Dugan, interpretato da un gargantoesco Tom Hanks in ‘Ragazze Vincenti’, 1992). È interessante notare invece che, in epoca di tecnologia avanzata, è facile intravedere come l’autore tratti culo e testa alla pari di due dispositivi di memoria di massa dalla diversa capienza. In un suggestivo testacoda, il Poeta quindi vuole intendere che mentre il primo, in una sorprendente quantità di soggetti, ha una capacità di archiviazione praticamente illimitata, la seconda ha talmente poco spazio disponibile da non trattenere nemmeno il più basilare concetto/nozione. Si usa perciò abitualmente per beffeggiare i più testardi et duri di comprendonio. Da qui anche un’altra succulenta metafora dello stesso sapore, che è consequenziale: ‘hai la testa che ti fa contatto con il culo’, concetto ben conosciuto a tutti quelli che hanno provato sulla propria pelle l’esperienza di due hard disk che vanno in conflitto tra di loro, o anche semplicemente a installare una periferica plug in in una qualsiasi release Windows di Microsoft (‘sei stronzo come Bill Gates’ è infatti una scritta che comparve a San Paolo tempo fa di cui purtroppo non ci sono più testimonianze fotografiche).
Marco Bonfiglio