e il prossimo step della mia crescita professionale è: chiedere l’aumento

non ho per niente fifa (via heresiae)

Vacci armata 🙂 E mi raccomando, le battaglie non si improvvisano, si pianificano.

Fai una ricerca sul campo. Scopri quanto offre la concorrenza per una posizione come la tua, e quanto varrebbero per loro le tue competenze (anche al netto di eventuali accordi NDA o patti di non concorenza che hai firmato).

Cerca di stimare a grandi linee il tuo impatto sul fatturato della tua azienda, e quanto costerebbe loro rimpiazzarti, sia come mancata produttivitá, sia come costo di formazione dell’eventuale nuovo personale che dovrá sostituirti, nel caso che tu te ne andassi.

Dopodiche’ presentagli la tua richiesta motivandola economicamente, e dal punto di vista costo/benefici. Senza esagerare, senza minacciare, ma facendogli capire che ti stai guardando intorno e valutando le alternative 🙂

In bocca al lupo !

embolo:

pianetatschai:

bastaconlapasta:

Ho appena sentito la frase: “L’unico senso della vita di una donna é fare figli. Una donna che non ha figli non é donna al 100%.”

Sono sempre più amareggiata e odio tutti.

Una volta questa roba (non so come definirlo) mi è stata propinata da mio cugino, che al secondo figlio si sentiva dio in terra, robe tipo “Valentina, quanti anni hai? 24? Beh sbrigati, non sarai mai una donna se non fai figli”. Mio fratello a quel punto è scattato, mai visto sfondare la sua timidezza così “ ma che cazzo dici? Hai davanti una delle migliori teste della famiglia e tutto quello che dovrebbe importarle è rimanere incinta? Non abbiamo bisogno di altri figli, io da lei voglio la cura per il cancro. È giovane e troppo intelligente per perdere tempo a sentire queste minchiate.”
Poi capisci perché adoro mio fratello.

A mio parere il mestiere di madre (e di padre) è un mestiere “a tempo”, precario: i figli prima o poi crescono e prima o poi diventano autonomi. 

E per fortuna che è così! Ad un certo punto accade che il genitore non è più così assorbito da quel ruolo e, se non si è dato nessun altro scopo nella vita, si trova di fronte ad un futuro vuoto ed incerto. 

Lo dico da genitore che lavora (parecchio). 

Bisognerebbe scolpirsi bene in mente le parole di Gibran: “…I vostri figli non sono i vostri figli. …   Voi siete gli archi dai quali i vostri figli sono lanciati come frecce viventi.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito, e con la Sua forza vi tende affinché le Sue frecce vadano rapide e lontane.
Fatevi tendere con gioia dalla mano dell’Arciere;
Perché se Egli ama la freccia che vola, ama ugualmente l’arco che sta saldo”.

Ben venga la maternità o la paternità; è una condizione bellissima! Ma secondo me non deve essere mai intesa come una esperienza caratterizzante totalmente l’individuo e la coppia.

Ora, non temete! Ritorno ad essere l’imbecille di sempre, qui sul Tumblo …..