“Non essere cattivo” di Claudio Caligari

emmanuelnegro:

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Non essere cattivo è uno di quei film in cui la storia della genesi è parte integrante del film stesso. Inutile ricordare come questo sia l’ultimo lavoro, uscito postumo, di un regista che avrebbe potuto regalarci tanto, in termini umani e artistici, impossibilitato dalla dura legge del mercato. Una legge non scritta e violenta che ci priva costantemente di realizzarci come individui e di godere dei frutti della realizzazione altrui.
Vale la pena ricordare, invece, come questo film sia stato girato nell’Ostia commissariata dopo l’inchiesta di Mafia Capitale: un territorio simbolo dello scempio del devastante potere traffichino e palazzinaro che non è l’eccezione, ma il prodotto tipico di quella legge di violenza di cui sopra.
Caligari gira il suo film in questo deserto, economico, politico, ma soprattutto sociale, e ne parla con commossa partecipazione, facendo risuonare nella polifonia dei suoi personaggi tematiche assolutamente attuali.

Ecco, compagni, qualcuno saprebbe dire a un povero emigrato dove stracazzo lo posso trovare? Che quaggiù non esce nei cinema ma manco se vince l’Oscar.

Qua o qua.

“Non essere cattivo” di Claudio Caligari

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