Non essere cattivo è uno di quei film in cui la storia della genesi è parte integrante del film stesso. Inutile ricordare come questo sia l’ultimo lavoro, uscito postumo, di un regista che avrebbe potuto regalarci tanto, in termini umani e artistici, impossibilitato dalla dura legge del mercato. Una legge non scritta e violenta che ci priva costantemente di realizzarci come individui e di godere dei frutti della realizzazione altrui.
Vale la pena ricordare, invece, come questo film sia stato girato nell’Ostia commissariata dopo l’inchiesta di Mafia Capitale: un territorio simbolo dello scempio del devastante potere traffichino e palazzinaro che non è l’eccezione, ma il prodotto tipico di quella legge di violenza di cui sopra.
Caligari gira il suo film in questo deserto, economico, politico, ma soprattutto sociale, e ne parla con commossa partecipazione, facendo risuonare nella polifonia dei suoi personaggi tematiche assolutamente attuali.Ecco, compagni, qualcuno saprebbe dire a un povero emigrato dove stracazzo lo posso trovare? Che quaggiù non esce nei cinema ma manco se vince l’Oscar.
Giorno: 28 settembre 2015
Shengsi, an archipelago of almost 400 islands at the mouth of China’s Yangtze river, holds a secret shrouded in time – an abandoned fishing village being reclaimed by nature. These photos by Tang Yuhong, a creative photographer based in Nanning, take us into this lost village on the beautiful archipelago.
Ti meriti un amore.
Mereces un amor que te quiera despeinada,
incluso con las razones que te levantan de prisa
y con todo y los demonios que no te dejan dormir.
Mereces un amor que te haga sentir segura,
que pueda comerse al mundo si camina de tu mano,
que sienta que tus abrazos van perfectos con su piel.
Mereces un amor que quiera bailar contigo,
que visite el paraíso cada vez que ve tus ojos
y que no se aburra nunca de leer tus expresiones.
Mereces un amor que te escuche cuando cantas,
que te apoye en tus ridículos,
que respete que eres libre,
que te acompañe en tu vuelo,
que no le asuste caer.
Mereces un amor que se lleve las mentiras,
que te traiga la ilusión,
el café
y la poesía.—-
Ti meriti un amore che ti voglia spettinata,
con tutto e le ragioni che ti fanno alzare in fretta,
con tutto e i demoni che non ti lasciano dormire.
Ti meriti un amore che ti faccia sentire sicura,
in grado di mangiarsi il mondo quando cammina accanto a te,
che senta che i tuoi abbracci sono perfetti per la sua pelle.
Ti meriti un amore che voglia ballare con te,
che trovi il paradiso ogni volta che guarda nei tuoi occhi
e non si stanchi mai di leggere le tue espressioni.
Ti meriti un amore che ti ascolti quando canti,
che ti appoggi quando fai il ridicolo,
che rispetti il tuo essere libera,
che ti accompagni nel tuo volo,
che non abbia paura di cadere.
Ti meriti un amore che ti spazzi via le bugie,
che ti porti l’illusione,
il caffè
e la poesia.Traduzione di Milton Fernandez, poesia di Estefania Mitre ( http://soledadurbana.tumblr.com/post/86184584960) e non di Frida Kahlo, a cui viene attribuita da chi la fa circolare su Tumblr e Facebook.
però secondo me “se lleve las mentiras” non è “che ti spazzi via le bugie”, bensì “che si prenda le bugie”. llevarse… no? altrimenti non mi torna “traiga la ilusion”.
ps; lo spagnolo lo leggo ma non l’ho mai studiato, sicché magari sto dicendo una stronzata“Llevarse las mentiras” si traduce come “portarsi via le bugie”, quindi la traduzione, per quanto poetica e’ abbastanza esatta.
“Hacer ilusión” invece non significa illudere o illudersi. Non esiste una traduzione letterale esatta. Diciamo che il senso si avvicina a “tenerci molto”, “entusiasmarsi”, “nutrire aspettative”.
“Que te traiga la illusión” si potrebbe tradurre, sebbene in modo un po’ limitato, con “che ti porti l’entusiasmo”. in ogni caso “Che ti porti l’illusione” e’ sbagliato, oltre a non avere nemmeno molto senso.
il multiforme gigio, grande aiuto non solo per la siensia! w gigio. però dice tragar, non hacer. e tragar vale “trangugiare, ingerire, bere”, anche nel senso di “credere a”. credo significhi “un amore che si prenda le bugie”, cioè che le prenda al posto tuo o le accetti da te, e “che si beva l’illusione, il caffè e la poesia”. no? dico tutto dizionari alla mano e dal basso della mia niuransia
“Que te traiga“ e’ il congiuntivo di “traer“ (portare). non di “tragar“, nel qual caso sarebbe stato “que se trague“ 🙂
Ti meriti un amore.
Mereces un amor que te quiera despeinada,
incluso con las razones que te levantan de prisa
y con todo y los demonios que no te dejan dormir.
Mereces un amor que te haga sentir segura,
que pueda comerse al mundo si camina de tu mano,
que sienta que tus abrazos van perfectos con su piel.
Mereces un amor que quiera bailar contigo,
que visite el paraíso cada vez que ve tus ojos
y que no se aburra nunca de leer tus expresiones.
Mereces un amor que te escuche cuando cantas,
que te apoye en tus ridículos,
que respete que eres libre,
que te acompañe en tu vuelo,
que no le asuste caer.
Mereces un amor que se lleve las mentiras,
que te traiga la ilusión,
el café
y la poesía.—-
Ti meriti un amore che ti voglia spettinata,
con tutto e le ragioni che ti fanno alzare in fretta,
con tutto e i demoni che non ti lasciano dormire.
Ti meriti un amore che ti faccia sentire sicura,
in grado di mangiarsi il mondo quando cammina accanto a te,
che senta che i tuoi abbracci sono perfetti per la sua pelle.
Ti meriti un amore che voglia ballare con te,
che trovi il paradiso ogni volta che guarda nei tuoi occhi
e non si stanchi mai di leggere le tue espressioni.
Ti meriti un amore che ti ascolti quando canti,
che ti appoggi quando fai il ridicolo,
che rispetti il tuo essere libera,
che ti accompagni nel tuo volo,
che non abbia paura di cadere.
Ti meriti un amore che ti spazzi via le bugie,
che ti porti l’illusione,
il caffè
e la poesia.Traduzione di Milton Fernandez, poesia di Estefania Mitre ( http://soledadurbana.tumblr.com/post/86184584960) e non di Frida Kahlo, a cui viene attribuita da chi la fa circolare su Tumblr e Facebook.
però secondo me “se lleve las mentiras” non è “che ti spazzi via le bugie”, bensì “che si prenda le bugie”. llevarse… no? altrimenti non mi torna “traiga la ilusion”.
ps; lo spagnolo lo leggo ma non l’ho mai studiato, sicché magari sto dicendo una stronzata
“Llevarse las mentiras” si traduce come “portarsi via le bugie”, quindi la traduzione, per quanto poetica e’ abbastanza esatta.
“Hacer ilusión” invece non significa illudere o illudersi. Non esiste una traduzione letterale esatta. Diciamo che il senso si avvicina a “tenerci molto”, “entusiasmarsi”, “nutrire aspettative”.
“Que te traiga la illusión” si potrebbe tradurre, sebbene in modo un po’ limitato, con “che ti porti l’entusiasmo”. in ogni caso “Che ti porti l’illusione” e’ sbagliato, oltre a non avere nemmeno molto senso.
Papà: Ciao, come stai? I bambini?
Io: Ciao Pa’. Tutto bene. I bambini sono nella fattoria.
Papà: Dove, scusa? Nella fattoria? A fare che?
Io: Vanno lì ogni 3-4 settimane ad aiutare a badare agli animali, a pulire le stalle, raccogliere la frutta. Da Sattembre a Giugno.
Papà: …
Io: Imparano a conoscere un intero ciclo di vita di una fattoria. L’hanno fatto altri bambini qui.
Papà: Boh, mio padre era contadino e io ho fatto di tutto per scappare via. Ti ho fatto studiare per quello, per non doverlo fare.
Io: Hai sbagliato.
Papà: E praticamente li mandi a lavorare. Ma non sono piccoli?
Io: No.
Papà: E perché lo fai?
Io: Per tutto. Per la vita e la natura. Gli insetti di cui abbiamo paura e gli animali che non rispettiamo. Per il tempo che sprechiamo e il silenzio che ci manca.
Papà: …
Io: E che a me manca.
Invita gli amici alla vendemmia, prende una multa da 19.500 euro per lavoro nero
Battista Battaglino, 63 anni, pensionato, mercoledì ha invitato
alcuni amici nella sua casa, in località Granera, nel cuore del Roero. È
una bella giornata, i filari del suo piccolo podere, un ettaro di
terreno in collina, sono carichi di grappoli, barbera e un po’ di
nebbiolo. Così i quattro decidono di aiutare Battista a vendemmiare. Uve
che il pensionato utilizza per produrre il vino per sé, quello che
consuma in casa e con qualche amico. Il tutto si dovrebbe concludere con
una cena in allegria.Ma il finale è ben diverso. Lo racconta Ada Bensa, compagna del
pensionato: «Stavamo raccogliendo l’uva, ridendo e prendendoci in giro
perché in quelle vigne è anche difficile stare in piedi. Ad un certo
punto siamo stati letteralmente circondati da carabinieri e funzionari
dell’ispettorato del lavoro. Ci hanno chiesto i documenti e hanno
redatto un verbale di denuncia di lavoro nero». La multa per Battista
Battaglino è di 19.500 euro, 3900 per ognuno dei 4 amici e del
pensionato.
Spero vivamente che sia l’ennesima bufala. Perché sennó si sta veramente perdendo il senso della misura.
Invita gli amici alla vendemmia, prende una multa da 19.500 euro per lavoro nero
il sogno che si avvera
ho iniziato a lavorare in una pasticceria, mi sveglio alle 5 e mezza, ma il sonno non lo sento, riesco solo a sorridere da un orecchio all’altro mentre riempio bignè e tartellette di crema e anche se i piedi fanno male e non si sta un secondo fermi…gongolo come non mai. Dev’essere questo quello che provò il tale che disse Fai un lavoro che ti piace e non lavorerai un solo giorno della tua vita.
eddaje!
ReThink, addio cyberbullismo grazie al software inventato da una tredicenne

ReThink non blocca e non filtra, si tratta di uno strumento che è
tanto efficace quanto semplice. Quando il presunto cyber-bullo è in
procinto di inviare un contenuto che potrebbe ledere la sensibilità di
qualcuno, il software fa comparire un bel pop-up chiamato “ReThink Alert”, questo altro non fa che consigliare all’utente di ripensarci.Molto spesso, sono le cose semplici a funzionare davvero, infatti un test ha rivelato che grazie a ReThink, la volontà di inviare messaggi dannosi è calata al 4%, un bel risultato rispetto al 71% registrato in assenza del software.
Questa cosa la voglio attiva di default su tutti i social network.
Scrivi una stronzata, clicchi su “publish“, e ti appare un popup che dice “Attenzione, hai scritto una stronzata. Sei sicuro di volerla pubblicare ?“

ReThink, addio cyberbullismo grazie al software inventato da una tredicenne









