La storia di due città immaginarie ma piuttosto definite nel tempo
Giorno: 29 settembre 2015
Non ti vedrò, ch’io creda,
un’altra volta. Or dunque addio. Ti rendo
qual maggior grazia mai delle tue cure
dar possa il labbro mio. Premio daratti
chi può, se premio ai pii dal ciel si rende.
Impallidia la bella, e il petto anelo
udendo le si fea: ché sempre stringe
all’uomo il cor dogliosamente, ancora
ch’estranio sia, chi si diparte, e dice
addio per sempre.

Boh, io ci provo: acero, avorniello, abete, quercia, pioppo, noce.
perché chiaramente delle foglie sono facili da associare al proprio albero quanto dei loghi creati per essere riconosciuti immediatamente al primo colpo d’occhio
poi non mi pare sia “l’educazione moderna” a insegnarci a riconoscere il logo della nike
Prima riga:
Acer rubrum(Acero), Fraxinus americana(Frassino), Picea mariana(Abete)
Seconda riga:
Quercus alba (Quercia), Betula pubescens (Betulla), Fagus grandifolia (Faggio)(Grazie, Manuale delle Giovani Marmotte)
Il manuale delle giovani marmotte! Come ho fatto a non pensarci ? Dopo tutti i tentativi di costruzione di telefoni con bicchierini di plastica e spago, archi e frecce, trampoli, aquiloni, e tutto il repertorio, me lo dimentico proprio quando si tratta di foglie. Perdonami, Gran Mogol.
