
@tsuki-nh se si prende un husky non serve nemmeno la cuccia, basta il congelatore 😀

@tsuki-nh se si prende un husky non serve nemmeno la cuccia, basta il congelatore 😀
Ho smesso di uscire per sballarmi, per fare baldoria o anche solo per uscire e non stare in casa.
In casa sto bene, anche a non fare niente, sto bene anche solo a star seduta e pensare, mi invento le cose, quando dico che mi invento i mondi e poi faccio finta di viverci dico sul serio, quasi sempre c’è il mare e il sole.
Adesso in pratica io esco quasi solo per le sagre de paese, mi piace la pesca di beneficenza, la polenta e la trippa cucinata dalle signore del paese, i gruppi del paesello che cantano canzoni che conoscono tutti dai 35 anni in su e un sacco di gente improbabile che in nessun altro modo avrei incontrato.
Allora qualche sabato fa mia cugina mi chiama e mi chiede se avevo voglia di arrivare fin da loro per la festa de paese secondo me s’aspettava un secchissimo no con insulto annesso e invece io son stata felicissima e le ho detto cazzo sì, vengo.
L’ho presa larga, lo ammetto.
Come a tutte ste feste de paese anche lì c’era il bigliardino (come lo chiamate voi? calcio balilla?) e io ogni volta che ne vedo uno mi sciolgo in una pozza di nostalgia e felicità perchè, come ognuno di voi immagino, ci son cresciuta giocandoci.
Fnchè non sono arrivata in Italia non ne avevo mai toccato uno, nel senso che al bar “italiano” mio papà con gli amici ci giocava sempre, ma erano sempre tutti grandi e io ero oltretutto femmina e quindi per me era un territorio bandito, anzi nemmeno mi avvicinavo, proprio che lo vivevo timorosa.
Poi però quando arrivammo qui e i primi mesi andammo a vivere dai miei nonni paterni un ragazzetto figlio di vicini di casa storici ne aveva uno tutto suo, che glielo aveva regalato lo zio del brasile.
E allora il pomeriggi estivi noi andavamo a giocarci, quando i grandi dormivano o chissà che facevano, quei pomeriggi che ricordo mio padre ancora giovane e i miei zii coi pantaloncini che giocavano a calcio davanti al garage e bestemmiavano, quei pomeriggi lì, che l’unica cosa che non cambiava mai era che io son sempre stata l’unica femmina, noi andavamo lì e giocavamo con le stecche, che non le devi far rullare mai, che le devi tener ferme che devi dare il colpo secco e prenderla con gli angoli degli omini per crossarla e i piccoli stavano lì a prendersi le pallate in fronte e in faccia e poi toccava sempre a loro andarla a raccattare e attento alle dita e no che cazzo ha fatto gol, ma io davanti non so giocare allora sto in difesa sì, ma se ti fanno gol non giochi più con me, dai facciamo cambio squadre io gioco sempre co le più pippe e via così fino all’età in cui ti giochi le birre e chi perde paga.
Ogni volta che vedo un cazzo di bigliardino, che ci stavamo giocando anche a villa ada quando i fasci ci hanno attaccato, io ogni volta che ne vedo uno mi ricordo quei pomeriggi in cui papà era ancora giovane e dopo di noi giocavano loro, papà e tutto il gruppo di fratelli e vicini venivano lì prima di cena e si sfidavano a bicchieri di vino e si insultavano in spagnolo, hijo de puta! E bestemmiavano e noi raccattavamo le palle che scappavano e ogni cazzo di partita lì in quel momento in quell’aria estiva in cui non sapevo davvero ancora niente, ogni cazzo di partita sembrava una finale dei mondiali.
ho iniziato a leggere 1984 comunque.
l’ho quasi finito in realtà.
sì è la prima volta. si, sono parecchio presa. sì, mi sta fottendo il cervello alla grande. sì, se ero imparanoiata prima figuriamoci ora.
ecco perché lo leggo solo di giorno, durante la pausa pranzo e mi sforzo di non leggerlo la sera prima di andare a dormire.
dannato Orwell e i suoi scritti geniali.
Mai piú Orwell, mai piú. Ho commesso l’errore di leggere “La fattoria degli animali“ quando ero alle medie e ancora non coglievo appieno i riferimenti e le allegorie. Quando poi alle superiori ho capito, ci son rimasto mezzo traumatizzato. Ancora non riesco a levarmi il senso di paranoia dalla testa, quando penso al finale.
Animali d’Inghilterra,
d’ogni clima e d’ogni terra,
ascoltate il lieto coro:
tornerà l’età dell’oro!
Tosto o tardi tornerà:
l’uom tiranno a terra andrà;
per le bestie sol cortese
sarà l’alma terra inglese.
Non più anelli alle narici,
non più gioghi alle cervici,
e per sempre in perdizione
andrai frusta, morso e sprone.
Sarem ricchi, sazi appieno:
orzo, grano, avena, fieno
barbabietole e foraggio
saran sol nostro retaggio.
Più splendidi i campi e i clivi,
e più puri i fonti e i rivi
e più dolce l’aer sarà
quando avrem la libertà.
Per quel dì noi lotteremo,
per quel lieti morremo,
vacche, paperi, galline,
mille bestie, un solo fine.

E il caprettino nero si fa al forno, che ci son giusto le patate nuove cavate ieri (via FB)
La nave-scuola Amerigo Vespucci
arrivera a Livorno per la dodicesima ed ultima tappa della prima fase
della Campagna Navale organizzata per l’85/o anniversario dal varo del
veliero. Lunedì 4 luglio, alle 14.30, riferisce un comunicato stampa –
terminata la manovra di ormeggio presso il Molo Capitaneria -, il
comandante del Vespucci, capitano di vascello Curzio Pacifici,
fornirà dati sulla campagna navale e illustrerà il programma della
sosta a Livorno prevista fino al 7 luglio, e la seconda parte della
campagna navale.La nave Vespucci quest’anno, dopo un lungo periodo di sosta per
importanti lavori di ammodernamento, vede di nuovo protagonisti gli
allievi ufficiali della prima classe dell’Accademia Navale,
alla loro prima esperienza di imbarco, con soste in alcuni dei
principali porti europei del Mediterraneo Occidentale e del Nord Europa.
Per l’occasione verranno illustrate le importanti collaborazioni
esterne sviluppate dalla Marina Militare.Presente l’equipaggio dell’imbarcazione Pegaso 883 della Marina coi
trofei di recente vinti alle regate ‘Giraglia 2016’ e ‘Millevele 2016’
nella classe 6.50. Sempre domani, al termine di una conferenza stampa,
seguirà da parte del comitato italiano per l’Unicef il rinnovo della
nomina della nave quale ‘Goodwill Ambassador di Unicef Italia’. La nave
Vespucci sarà aperta alle visite per tutta la sosta. Inoltre, a bordo i
visitatori potranno seguire una mostra fotografica sulla Grande Guerra,
allestita a cura dell’Ufficio Storico della Marina Militare, e una
mostra fotografica allestita da Marevivo, con il supporto del CoNISMa,
sulla campagna di informazione e sensibilizzazione sull’impatto della
plastica in mare.I cittadini avranno la possibilità di visitare gratuitamente il veliero secondo le seguenti modalità:
lunedì 4 luglio: ore 20 e 21.30
martedì 5 luglio: ore 17 – 18.30 – 20 e 21.30
mercoledì 6 luglio: ore 17 e 18.30Nell’attesa di salire a bordo, durante la sosta si potrà avere libero
accesso agli stand promozionali della Marina Militare allestiti per
l’occasione presso il Molo Capitaneria.
Reblog di servizio per tutti i residenti in zona e non, che potrebbero essere interessati (mi immagino che fila ci sara’, ma insomma… noi ci si prova).
Il capo aveva assegnato a un collega una modifica a un software progettato da me. Collega che si occupa di tutt’altro, e che non conosce nemmeno il linguaggio in cui e’ scritto il mio software. Io ho cercato di spiegargli tutto il possibile, ma un po’ che il codice e’ complesso, un po’ che il collega e’ di coccio, alla fine m’é preso lo sconforto, e ho chiesto al capo se potevo farlo direttamente io, che si faceva prima.
Risposta: “No, é meglio che impari anche lui. Se pensi che non sia in grado, lo metto sotto la tua supervisione, e la sera prima di andare via controlli cosa ha fatto. Decidi te se va bene o no.“
Perfetto. Cosi’ oltre a dovergli insegnare mi tocca pure fargli da balia, e la responsabilitá é mia. Porcoddio, porca madonna, e tutti gli angeli in colonna.
Cosi’ imparo a star zitto e farmi i cazzi miei.
