It’s actually impossible to measure how many fucks a corvid give because there is no device sensitive enough to register such a tiny amount.
science/animal side of tumblr… explain to me the birb thing
Tail Pulling is a behavior noted in many corvids. The practical application is to create a distraction that will allow the birb to make off with the target’s food. Imagine being in the lunch room and a large fellow has a Twinkie you covet. You can’t just take it from him because he’ll defend his Twinkie. But if you thwap him on the back of his neck and then dash around to snag the Twinkie while he investigates, you stand a decent chance of enjoying spongey goodness. This is basically that in birb form.
Except corvids don’t only do this as a distraction. Sometimes they seem to just being doing it to mess with other animals/birbs. But to use my lunch room analogy, there are times you might thwap someone sneakily on the back of the neck just for amusement. Primates exhibit behavior that appears to be just be annoying other animals for amusement. Given how intelligent crows are, its not unlikely that this is a manifestation of an innate desire to just fuck with someone else for the fun of it. Such as this from the link above:
THANK YOU FOR THE BIRB KNOWLEDGE
BECAUSE IT IS FUN
This speaks to me on a molecular level.
birbs just wanna have fun
Sorry to hijack a little, but to put it bluntly, corvids are also pretty BALSY. They are more than prepared to harass other huge birds of prey which could deal them a lot of damage. There’s plenty of cases of corvids ‘riding’ other birds as well. It’s often to harass the larger bird out of the area, but as @red3blog said, they quite often (in layman’s terms) enjoy fucking shit up for fun.
‘Where the hell is the seatbelt on this thing?’
I mean they deserve a medal for having such huge bird balls imo
“Il 23 marzo 1994 un medico legale fece l’autopsia del corpo di Ronald Opus e concluse che era morto a causa di un colpo di pistola alla testa. Il signor Opus si era buttato dal tetto di un palazzo di dieci piani con l’intenzione di suicidarsi. Aveva lasciato anche un biglietto in cui imputava il suo gesto alla depressione. Mentre cadeva all’altezza del nono piano la sua vita venne interrotta da un proiettile che, dopo aver rotto una finestra, lo aveva ucciso all’istante.
Né il suicida, né l’uomo che aveva sparato sapevano che una rete di sicurezza era stata installata poco sotto l’ottavo piano per proteggere alcuni operai e che Ronald Opus non sarebbe stato in grado di completare il suo suicidio nel modo che aveva programmato.
«Di solito,» disse il Dottor Mills, «una persona che programma il suo suicidio e alla fine riesce a compierlo, anche se non nella modalità che aveva in mente, è comunque considerato un suicida.»
Tuttavia il signor Opus fu colpito da un proiettile quando probabilmente la rete di sicurezza lo avrebbe salvato dalla morte certa. Perciò il medico legale dovette concludere che quello che aveva tra le mani era un omicidio.
La stanza del nono piano, da cui il colpo era stato sparato, era abitata da un anziano signore e da sua moglie. I due stavano litigando animatamente e il vecchio stava minacciando la moglie con la pistola. L’uomo era così arrabbiato che, quando premette il grilletto, mancò completamente la moglie e il proiettile sfondò la finestra, colpendo il signor Opus.
Gli anziani coniugi rifiutarono categoricamente l’accusa di omicidio. Entrambi sostenevano di essere convinti che la pistola fosse scarica. L’uomo raccontò che quella di minacciare la moglie con la pistola scarica era una sua vecchia abitudine. Lui non aveva alcuna intenzione di ucciderla. Dunque, il fatto che il signor Opus fosse stato colpito era da considerare un incidente.
Proseguendo le indagini, si fece avanti un testimone oculare che dichiarò di aver visto il figlio dei due anziani caricare la pistola circa sei settimane prima che accadesse l’incidente.
Si scoprì che la vecchia signora aveva deciso di non mantenere finanziariamente il figlio e che egli, conoscendo la strana abitudine del padre, aveva caricato di nascosto la sua pistola, nella speranza che il vecchio finisse per uccidere la madre. La colpa dell’omicidio di Ronald Opus ora ricadeva sul figlio della coppia.
A quel punto avvenne un incredibile svolta.
Ulteriori indagini rivelarono che il figlio della coppia, in realtà, era Ronald Opus. Il giovane era caduto in depressione dopo che il suo tentativo di organizzare la morte della madre era fallito. Perciò aveva deciso di buttarsi dal decimo piano del suo palazzo, il 23 marzo 1994, per poi essere ucciso da un proiettile sparato dalla finestra del nono piano.
Di fatto, il figlio aveva assassinato se stesso, così il medico legale chiuse il caso decretando che era un suicidio.”
Ma congratulazioni al tizio della Forensic association che aveva bisogno di un esempio per il suo discorso e se n’è venuto fuori con questo capolavoro.
Dopo le ultime sui cromosomi vi riaggiorno con un vecchio post sul corpo di Barr.
A sinistra il cromosoma X. A destra l’Y.
Ogni volta che mostro questa foto, tutte le donne (che hanno 2X) pensano subito “Ah, allora noi siamo più intelligenti dell’uomo” (che ha un X e un Y). Questo solo perché il cromosoma X è molto più grande dell’Y e poi ne hanno due.
Per confutare questa cosa basterebbe guardarsi un dibattito Clinton-Trump, ma per evitare insulti, a ragione, useremo gli studi di Barr le intuizioni scientifiche di Lyon, un ricercatore inglese degli anni ‘60.
Ogni essere umano riceve 2 identici cromosomi da mamma e papà. Di solito sono le uniche cose che non vi rinfacciano mai.
Ora, una donna riceverà 2 X, una per parte, mentre l’uomo una X da mamma e una Y da papà. Qua viene il difficile. La donna, a differenza dell’uomo, avrà dei geni doppioni perché ha 2 volte lo stesso cromosoma X. La cosa potrebbe creare dei grossi problemi: esprimere 2 volte lo stesso concetto, crea confusione. Quindi, per evitare ciò, ogni singola cellula del vostro organismo inattiva uno dei due cromosomi X. L’intuizione di Lyon, infatti, ci dice che dopo 8 giorni dalla fecondazione, ogni cellula, a caso, inattiverà uno dei 2 cromosomi X, così da evitare scompensi di dosaggio.
Il cromosoma inattivato sarà chiamato corpo di Barr, in onore di Murray Barr, il primo scienziato che notò questo “corpo condensato”.
Dunque, la morale della favola è che ogni donna avrà sempre e solo una delle 2 X funzionante e questa sarà stata scelta a caso e per ogni cellula non sarà mai la stessa. Tenetelo bene a mente quando le starete per chiedere di uscire.
Ma quindi, se uno dei due cromosomi X viene reso inattivo, tutto il discorso dei caratteri recessivi e dominanti ?
Io, da non addetto ai lavori, molto semplicisticamente, avevo capito piu o meno cosi’ il concetto di dominanza: un carattere recessivo si manifesta solo se lo hanno entrambi i geni “analoghi”, dei due cromosomi; un carattere dominante si manifesta anche se uno solo dei due geni lo ha.
Per cui se ad esempio il babbo ha un carattere recessivo su un gene del cromosoma X, per dire, a una eventuale figlia femmina lo trasmetterebbe, ma in mancanza dello stesso carattere recessivo sull’X preso dalla mamma, il carattere non si manifesterebbe. A un figlio maschio, invece, NON lo trasmetterebbe proprio, visto che dal babbo prenderebbe l’Y.
Adesso pero’ con questa cosa dei geni inattivi, e soprattutto della disattivazione CASUALE, non mi torna piú niente e sto rimettendo tutto in discussione. Anche perché se il cromosoma Y é fisicamente piú corto, non ci sono abbastanza geni “sovrapponibili” sui due cromosomi.
Quindi probabilmente non avevo capito una beata fava. Per cui: come funziona effettivamente?
(Chiedo scusa per l’ignoranza, la mancanza di terminologia adeguata o l’ingenuita’ delle domande. Sono curioso, ma non ne so praticamente nulla di queste cose)
invece hai capito benissimo, solo che ti manca la spiegazione molecolare delle parole dominante e recessivo.
Premessa: farò delle approssimazioni, @spaam abbi pietà di un povero nutrizionista che ha mollato la biologia molecolare da 10 anni. Anzi, se toppo correggi senza problemi.
Un allele (ovvero una delle forme alternative di un gene: gene X può avere le forme X e x a seconda che sia dominante o recessivo, queste forme si chiamano alleli) può essere dominante, quindi manifestarsi in eterozigosi (anche solo uno dei due cromosomi omologhi porta l’allele dominante) o recessivo, quindi manifestarsi solo se entrambi i cromosomi omologhi portano la forma recessiva. Fin qui è come l’hai capita tu, ma in concreto, che cacchio è un allele recessivo? Beh, è una forma alternativa di un genere che, per qualche motivo, non funziona come dovrebbe. I geni hanno il compito di sintetizzare delle proteine, e ogni cromosoma omologo ne porta una copia. Se uno dei due cromosomi omologhi ha un gene che per qualche motivo non sintetizza per quella proteina, o che ne sintetizza una non funzionante, allora quella proteina è come se non ci fosse. L’altro cromosoma omologo invece sintetizza la proteina funzionante e quindi sarà l’allele dominante. Due cromosomi hanno lo stesso gene in due forme diverse, uno funziona bene e l’altro non funziona, il carattere in questione (la sintesi di quella proteina) è comunque salvaguardato da quello che non funziona: l’allele dominante è tale perché fa in modo che la cellula sintetizzi quella proteina anche quando uno dei due cromosomi omologhi ne porta una versione non funzionante. Omozigote dominante: entrambi funzionano; Eterozigote: l’allele dominante sintetizza la proteina e quello recessivo può anche andare al diavolo; Omozigote recessivo: entrambi i cromosomi non possono sintetizzare la proteina in questione.
Immagina di avere un pisello (legume) con due alleli: A e a. A è dominante, a è recessivo. Questo gene esprime una proteina che dona un colorito verde al pisello, in assenza di questa proteina il pisello sarà giallo. Ora, se il pisello è AA sarà verde, perché entrambi gli alleli funzionano. Se è Aa ancora verde, perché anche se c’è un allele non funzionante, l’altro esprime la proteina che fa il suo lavoro. Se è aa invece sarà giallo, perché entrambi gli alleli avranno un qualche tipo di problema che gli impedisce di esprimere correttamente quella proteina, quindi il carattere giallo sarà recessivo, dato dagli alleli aa, entrambi non funzionanti.
Ovvio che il carattere recessivo si manifesti solo in caso di omozigosi, se anche solo uno dei due alleli funzionasse avremmo una proteina funzionante (tautologia portami via).
Nel caso del cromosoma X nel maschio abbiamo una sola copia, quindi o il gene funziona o non funziona. Ecco perché abbiamo molti più daltonici (carattere legato all’X) tra i maschi (che se hanno l’allele che non funziona se lo tengono) che tra le femmine (che tanto ne hanno due copie e una può funzionare al posto dell’altra)
Il tutto è molto più complicato di così (eccezioni, gradazioni, interferenze, incasinamenti vari…), ma almeno a grandi linee è questo il funzionamento
Grazie per la spiegazione, perfetta 🙂
Poi c’è il fatto che i geni non funzionano tutti contemporaneamente in tutti i tessuti e durante tutto il corso della nostra vita. I cromosomi X e Y, nelle cellule delle dita dei piedi, non credo facciano nulla durante tutto il giorno.
Ok, credo di aver capito. Pero’ non é che abbia le idee molto piu chiare di prima rispetto alla “disattivazione” casuale di uno dei due cromosomi. O meglio, se ho capito bene, sulla disattivazione della metá dei geni duplicati sui due cromosomi omologhi (e quindi non necessariamente tutti su un solo cromosoma).
Nello specifico: se un certo carattere e’ eterozigote, e la disattivazione di uno dei due alleli é casuale, potrebbe disattivarsi anche quello dominante ? E quindi manifestarsi il carattere dato dalla sola presenza dell’allele recessivo ?
Mettiamo l’esempio del daltonismo, (o di un’altra qualsiasi patologia data da un allele recessivo sul cromosoma X): se il babbo e’ daltonico, e la mamma non lo e’ (e supponiamo
anche
di sapere che nella mamma, il carattere in questione sia omozigote dominante), la figlia POTREBBE COMUNQUE ESSERE DALTONICA, nel caso che il dominante ereditato dalla mamma si disattivi, e rimanga solo quello del babbo ?
Inoltre: se questa disattivazione avviene a circa 8 giorni dalla fecondazione, ma in maniera casuale su tutte le cellule (che immagino comunque non siano molte, a quel livello), cosa succede se in alcune cellule si disattiva l’allele dominante e in altre il recessivo ?
E’ tutta questione di culo, insomma ? Non c’é un qualche meccanismo di sicurezza, che da la priorita’ ai dominanti?
Tipo una disattivazione fatta a manina con WinMerge, che confronta i due file riga per riga, e quando vede che nel codice sorgente a sinistra ci sono scritte cazzate, piglia la riga a destra.
Niente? E’ tutto a caso ?
Esatto. L’espressione dei geni, nell’X, è random, nel senso che nelle femmine eterozigoti gli alleli saranno espressi uno sì, uno no a seconda di quale X sia attivo e quale no, lungo tutto il suo corpo. Questo porta, a volte, al classico “mosaicismo” dei geni. Un esempio lo abbiamo nel gatto calicut, quello con tre colori rosso, nero e bianco. Il gene del colore è sull’X. Questo spiega la colorazione a “mosaico” nel pelo del gatto di femmina, ma non nel maschio.
Il daltonismo. Sì, anche la figlia potrebbe essere daltonica. Il punto, in questo caso, è capire la soglia minima di espressione di un gene necessaria ad avere o meno quel dato fenotipo o affinché funzioni bene un certo processo. Se inviti 10 persone a cena e cucini per 15, non importa se si presentano in 12 o 13.
A questo, però, aggiungici che l’inattivazione dell’X non è completa! Sì, già vedo le prime teste esplodere! Ma una parte dell’X sembra continui a produrre qualche gene. Tutt’ora non si sa come e perché. Questo potrebbe spiegare perché sempre la Klenefelter manifesta dei sintomi. Se una delle 2 X è 100% inattiva e tu sei un XXY, non si dovrebbe notare. Invece si nota. Questo perché una percentuale dell’X inattivo è attivo!
Ora, tutto questo processo è a casaccio? Sì. È culo? No. Perché come nella selezione naturale, il culo non esiste! Le mutazioni sono spontanee, poi la natura seleziona le specie più adatte. Se siamo arrivati fino ad oggi, il sistema ha funzionato e va bene così 🙂
Altra cosa: il gene dominante non è migliore del recessivo. Cioè, si definisce dominante l’allele che in eterozigosi viene espresso, ma nessuno ha solo geni dominanti. Poi la cosa non funziona sempre con tutto bianco o tutto nero. Semplifichiamo sempre con i piselli di Mendel, ma esistono:
il dominante completo: i famosi piselli di Mendel. Tutto verde, a meno che non sei omozigote recessivo e allora son gialli. Il dominante incompleto: quando prendi un fiore bianco lo incroci con un fiore rosso ed ottieni un fiore rosa. Il co-dominante. Fiore rosso incrociato con fiore bianco e c’hai un fiore a chiazze rosse e bianche.
Il punto è che un allele può essere dominante con uno, recessivo con un terzo, cooperante con un quarto e via dicendo. Ora lo so, mi stai iniziando ad odiare, ma niente funziona a caso 🙂
Abbiamo presentato ‘Alla scoperta dell’ecchecazzo di corpo umano’.
Qui si temporeggia bevendo espresso e si tenta di capirci qualcosa.
(però adesso so curiosa: qualcuno sa per caso se l’anemia mediterranea è da allele recessivo oppure no?)
(e anche questo ricade nel “e la selezione naturale fa il resto”, visto che a quanto pare i fracichi dai globuli rossi a forma di cristallo di luna sono stradiffusi perché un tempo eravamo i più adatti a sopravvivere) (nello specifico, eravamo quelli con il sangue talmente frascico da non beccarci la malaria) (se vivi sul mediterrano, è una gran bella cosa)
É culo per la singola persona in questione, intendevo. Sul quadro generale é irrilevante, alla natura gl’importa una fava; e sul lungo periodo la selezione naturale fará il suo dovere. Ma intanto quella persona che ha avuto la sfiga di avere una pessima combinazione di alleli, se lo piglia nel baugigi con la sabbia.
Comunque ok, credo di aver capito.
Nel mio caso non era il daltonismo, ma la sorditá ereditaria, e volevo capire se era possibile almeno calcolare le probabilitá che i miei eventuali figli la ereditassero. Finora pensavo che un eventuale figlio maschio sarebbe stato al sicuro (ereditando da me solo il cromosoma Y), mentre una femmina, avendo due X, sarebbe stata portatrice sana (con un 50 % di probabilitá di passarlo comunque ai nipoti, poi).
Invece adesso scopro che anche la femmina potrebbe manifestare il problema, se un numero sufficiente di dominanti si disattivano. Con una probabilitá che non sono in grado di calcolare perche’ non conosco ne’ il numero di geni coinvolti nel problema (finora credo ne siano stati scoperti 19, ma non so di quale si tratta nel mio caso), ne’ la loro soglia minima di espressione, ne’ il numero di cellule coinvolte in questa procedura di disattivazione, dopo la fecondazione.