Premessa: sono veramente una piccola impiegata di un’impresa di trasporto ferroviario straniera. Non sono una macchinista. Quello è mio marito, che però sta dormendo e non voglio rompergli i coglioni chiedendogli di correggere le mie castronerie. Ma tanto non sono una giornalista quindi posso anche scrivere emerite cazzate (wait…)
E ancora: da
LINKiesta mi aspettavo di meglio.
Partiamo dalle basi.
Finanziamenti I confronti tra alta
velocità e traffico locale/regionale/lento non reggono in quanto le modalità di
finanziamento sono completamente diverse.
Il sistema ferroviario
regionale viene finanziato quasi interamente dall’autorità locale (Regione,
Provincia) e questo per permettere un trasporto locale capillare e “utile”. Si
parte dal presupposto che i privati, avendo come scopo principale il profitto,
taglierebbero i servizi non redditizi lasciando a piedi intere regioni. Wait…
ma è quello che sta succedendo!!!
Questo perché le
Regioni/Provincie non hanno più il becco di un quattrino. Quindi con quali
soldi finanzi il trasporto regionale? Quindi assegni gli appalti ai privati
(che fanno offerte troppo belle per essere vere, infatti non lo sono) e lasci
che il tutto si gestisca come preferisce. Lasciando intere regioni a piedi.
E la sicurezza?
In Italia la rete
ferroviaria di FS e gestita da RFI è molto sicura. Fatevelo dire. Sono stati
fatti importanti investimenti nei primi anni 2000, con tecnologie all’avanguardia
che hanno lasciato l’UE abbastanza di stucco.
Leggendo in giro per
il mondo vi posso dire che le ferrovie in Germania si stanno
letteralmente
sbriciolando in quanto non sono più stati fatti investimenti infrastrutturali. Dell’Inghilterra poi non parliamo. Evviva il liberismo.
Ovviamente c’è l’ANSF,
l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria. Che comincia però a fare
fatica con tutte queste micro realtà ferroviarie che gestiscono il traffico, la
sicurezza, il personale, l’infrastruttura. Ci sono degli standard, ci sono
sistemi di sicurezza, ci sono regolamenti superseveri. Ma non puoi arrivare
dappertutto.
Il macchinista.
Nessuno parla mai del
macchinista porcodio.
Tutti i treni hanno un
macchinista, anche se non lo vedi, anche se non ci pensi. Il macchinista è
quello che nel caso di scontro tra treni muore quasi al 100%. Il macchinista
che si è salvato nell’incidente di Corato, ha visto un treno venirgli incontro
a 100 all’ora ed è scappato. Le cabine degli elettrotreni sono accessibili solo
dall’interno del convoglio. Quindi il macchinista è scappato verso il retro del
treno e per questo si è salvato.
Il macchinista è una
persona estremamente specializzata (la formazione è lunga e approfondita) e solitamente molto fiera del proprio
lavoro. Hanno una grandissima responsabilità e spesso anche un altissimo volume
di stress. Soprattutto negli ultimi anni la puntualità viene spinta di brutto.
L’ultimo incidente in Germania che ha coinvolto due treni regionali su una
tratta a binario unico (toh!) è stato causato dal capostazione che ha forzato
un sistema di sicurezza per far partire prima il treno che era in ritardo.
Una cosa che non c’entra niente:
Mi torna in mente il
bruttissimo incidente in Spagna del 2013. Il messaggio che era passato è che
tipo il macchinista stava giocando a candy crush e quindi il treno si è
schiantato a 190 km/h perché il macchinista è un coglione. Il problema è che in quel caso il treno stava
passando da un tratto ad alta velocità regolato da un sistema di sicurezza per
l’alta velocità a un tratto ferroviario convenzionale, con un sistema di
sicurezza non adatto ad un treno che arriva a 190 km/h. Infatti subito dopo l’incidente
la RENFE ha fatto installare 3 (TRE) ulteriori balise per ridurre la velocità
prima di immettere i treni sul tratto a velocità convenzionale.
Passiamo ora alla
società che è coinvolta nell’incidente:
Ferrotramviaria è sì una
società privata, ma è stata fondata nel 1936, in pieno periodo fascista. Le FS
esistevano già da 30 anni (fondate nel 1905) ma immagino che a quei tempi le
cose funzionavano così. Ferrotramviaria
gestisce sia il traffico che l’infrastruttura e questo significa che un attore
privato se la balla e se la canta come vuole, in quanto FS o RFI non
controllano e adeguano l’infrastruttura di un altro. L’inchiesta ci spiegherà
perché il raddoppio di quel tratto di rete non è avvenuto nei tempi previsti.
Tra l’altro io non ci
credo che una società ferroviaria in Puglia si metta a commissionare un treno
che costa ca. 1 Mio di Euro, facendolo allestire esclusivamente in 1° classe
(fonte: Wiki. Il treno è un Flirt Stadler, quello giallo coinvolto nell’incidente).
Cioè, guardate che interni. Questo a casa mia urla appalto truccato.
Questi invece sono gli interni dello stessso modello di treno, in Svizzera:
Ma questa è sterile polemica.
Sono veramente addolorata per le persone morte in quest’incidente. Queste cose non devono più succedere.