Star Trek, la nuova serie anche in Italia con Netflix

La nuova serie di Star Trek sarà trasmessa in Italia
(e altri 187 paesi) da Netflix
. Lo ha comunicato la stessa azienda, in
una nota stampa che annuncia l’accordo in esclusiva per la diffusione
internazionale del nuovo prodotto CBS. Quest’ultima trasmetterà Star
Trek in USA e Canada, invece.

Non dovremo attendere quindi più di 24 ore per vedere ognuno dei nuovi episodi,
che andranno in onda a partire da gennaio 2017. Questo significa, con
ogni probabilità, che la nuova serie non sarà caricata “tutta insieme”,
come da tradizione Netflix, ma piuttosto che vedremo un nuovo episodio
ogni settimana. Ma su questo particolare aspetto i dettagli non sono
chiari, i nuovi episodi potrebbero uscire tutti in blocco.

I fan di Star Trek, inoltre, saranno felici di sapere che entro la fine del 2016 su Netflix troveranno spazio anche tutti i 727 episodi delle serie precedenti,
vale a dire quella classica (TOS), Next Generation, Voyager, Deep Space
Nine ed Enterprise.
Un’occasione d’oro per chi vuole rivederne qualcuno
oltre che naturalmente per chi deve ancora vederli.

Brace yourselves, rewatch marathon is coming.

Star Trek, la nuova serie anche in Italia con Netflix

Anch’io vorrei vivere sperduta tra le campagne. beato lei.

kon-igi:

masoassai:

heresiae:

kon-igi:

Vuoi il video mentre mi estraggo una zecca dall’ombelico o preferisci quello in cui distruggo un nido di vespe giganti grosso come un pallone da rugby?

Purtroppo non ho avuto la prontezza di cogliere l’attimo e riprendere il ramarro che girava intorno alla sdraio della mia compagna rincorso da un metro e mezzo di biscione affamato.

Però se vuoi ne giro uno ai cinghiali che la notte si grattano la schiena sui muri di casa… sempre che il branco di lupi non li sbrani prima.

parliamo anche degli scorpioni, dei formicai e dei topi che gironzolano in soffitta (e, se vai un po’ più in alto, delle marmotte e dei tassi che decidono che ora il tuo seminterrato è casa loro).
o dei cervi con famiglia che attraversano di colpo la strada o ti saltano direttamente sopra la macchina, così tu ti ritrovi con macchina sfondata e figlia con un trauma da “il papà di Bambi si è suicidato sul cofano della nostra macchina”.

a me pare tutto meraviglioso (ci ho vissuto a lungo, in mezzo alla natura. ogni volta che torno in quella casa, la prima cosa che fo è il giro per buttar fuori gli scorpioni), ste cose secondo me fanno impressione a chi non ecc

A parte la battuta, che voleva scoraggiare chi la natura la conosce solo perchè Tityre tu patulae recubans sub tegmine fagi, se mi togliessero da qua morirei.

(magari qualche ghiro in meno non mi farebbe schifo)

Nessuno ha detto serpenti ? Questo e’ gia’ il secondo che riporta a casa. E stavolta era pure vivo.

kon-igi:

kon-igi:

frauigelandtheboys:

kon-igi:

Mia figlia più piccola questa mattina mi ha chiesto perché questi attentati in Italia non avvengano mai. Le stavo per puntare il cucchiaio addosso e farle una battuta sagace del tipo ‘Perché noi non contiamo un cazzo!’ quando mi sono reso conto che meritava una risposta migliore.

Solo che non gliela sapevo dare.

Sulla lingua avevo un sacco di incipit sul nostro ruolo di simpatiche e invisibili mascotte scodinzolanti durante le missioni di pace degli adulti, il fatto che siamo un popolo di buontemponi che accettano di buon grado la pizza al kebab o che i nostri governanti sguscino via dalle magagne internazionali meglio del Signor padrone di Kung Fusion ma mi sembravano tutte spiegazioni incomplete e insoddisfacenti.

Poi ho avuto l’illuminazione.

‘Perché siamo ancora dei principianti della ghettizzazione’

E probabilmente lo siamo stati nella colonizzazione*

*Senza per questo renderci migliori dei francesi/inglesi/olandesi/spagnoli

Oh, intendiamoci… ovviamente mica mi sono limitato a questa spiegazione.

Sono abbastanza onesto nell’ammettere la mia conoscenza superficiale (quasi una fumosa intuizione) dei vecchi e dei nuovi meccanismi di geopolitica che, come si evince dalle note e come mi stanno facendo notare anon molto solerti, riguardano il nostro ruolo nella vendita di armi e il nostro colonialismo fallimentare, fino ad arrivare a scomodare la criminalità nostrana che ci protegge (?!) e i servizi segreti che bloccano molti più terroristi di quanto poi ci dicano (sic).

Però l’estremismo attecchisce sul disagio sociale e sull’emarginazione, quindi è solo una questione di tempo… perché in quella direzione ci stiamo andando egregiamente.

Dopo aver chiesto il permesso, riporto il pensiero di una persona che ha voluto rimanere anonima… che sia più o meno condivisibile, è senza dubbio uno spunto di riflessione.

Caro kon ti scrivo perché tu possa eventualmente rispondere a tua figlia. Ma considerala una risposta privata. Appunto per te e tua figlia, dovesse richiederlo. Esistono molte teorie per le quali in Italia non accadono certe cose. O forse ancora non sono accadute. 

  1. La nostra immigrazione per quanto ghettizzata e demonizzata da alcune parti politiche viene in Italia per trovare un futuro, una speranza, non sono la seconda generazione dei deportati durante il periodo coloniale francese e inglese. Sono meno permeabili alla propaganda jiahadista anche perché molti fuggono proprio da lì. 
  2. L’italia ha due vantaggi: siamo uno stato cuscinetto, siamo quello a cui ci si rivolge quando tutti gli altri canali sono interrotti. Proprio perché noi facciamo i “giri di valzer”, perché non siamo categorici, perché paghiamo per i nostri rapiti e non bombardiamo campi profughi per andarli a liberare. Abbiamo coltivato questa immagine in 100 anni. Siamo quelli che parlavano con Abu Abbas, quelli di Sigonella. 
  3. I nostri servizi sono i più disponibili ad avere notizie. Non avendo una immagine da salvaguardare, né una autonomia statuale per il poco senso dello stato, siamo il terminale di informazioni numerose e dettagliate. Siamo amici di tutti? No. Ma abbiamo la possibilità di ricevere da tutti notizie perché siamo poco boriosi. I servizi segreti francesi per avvisare i belgi dell’attentato non hanno potuto dirlo ai belgi. L’hanno detto agli americani affinché lo dicessero ai belgi, altrimenti i belgi avrebbero detto “ma come si permettono i francesi”. Noi queste gelosie non le abbiamo. 
    4 e 5 sono due note dolenti ma in parte contribuiscono a salvaguardarci. 
  4. Nel mondo arabo noi siamo uno stato teocratico. La differenza tra Repubblica Italiana e Stato del Vaticano non esiste. Siamo i meno secolarizzati, siamo religiosi. “Attaccare il Vaticano” è una utile propaganda, ma nei fatti non lo farebbero mai perché la guerra è contro il secolarismo occidentale. 
  5. Controllo del territorio…. più che altro controllo della criminalità. In Italia potranno fare attentati con i camion, con i coltelli, con dei revolver… credere che in Italia possa circolare liberamente una partita di kalasnikov senza che la nostra criminalità organizzata lo sappia è non conoscere la realtà Italia. E la nostra criminalità organizzata non permetterebbe mai che circolasse liberamente, proprio ora che grazie a questo ha recuperato un potere contrattuale con lo Stato.

doc ho letto quel post interessantissimo sul perché in Italia non si sono ancora verificati attacchi terroristici. mi sto interessando di geopolitica, e poiché mi sembra che ci siano persone abbastanza ferrate in materia se non le dispiace troppo vorrei usarla un attimo come megafono. il mio problema principale è che non so dove informarmi, o quali siano fonti attendibili che non siano di parte. ho cercato su internet qualche sito di informazione ma se i tumbleri hanno qualche consiglio (pt1)

kon-igi:

(pt2) se hanno consigli ben venga. vanno bene anche letture in inglese o francese. vorrei anche informarmi sull’evoluzione del conflitto israelo-palestinese sino ad oggi. libri/articoli/interviste… mi va bene tutto. grazie mille a tutti quelli che proveranno ad aiutarmi 😀


Rigiro la richiesta a chi è sicuramente più informato… e a dirla tutta non farebbe schifo nemmeno a me avere qualche dato in più.

Tra le riviste, l’unica seria che conosco e’ Limes.

Pero’ visto che ne parlavo con una mia amica proprio ieri (fa la professoressa, e si parlava di fumetti eventualmente adatti anche per uso didattico), approfitto per copincollare una lista di fumetti (graphic novel) in tema geopolitico, che avevo buttato giu per lei.

  • “Maus” di Art Spiegelmann (sulla Shoah)
  • “Persepolis” di Marjane Satrapi
    (sull’iran da Khomeini a oggi)

  • “Zahra’s Paradise” di Amir e Khalil (dempre sull’iran)
  • “Palestina” di Joe Sacco
    (sulla situazione in Palestina verso fine anni 90)

  •  "Cronache di Gerusalemme" di Guy Delisle (sulla situazione a Gerusalemme oggi)
  • “Valzer con Bashir” di Folman e Polonsky (sul massacro di Sabra e Shatila)
  • “Fax da Sarajevo” di Joe Kubert
    (sulla guerra di Bosnia)

  • “Gorazde” di Joe Sacco (idem come sopra)
  • “Quaderni ucraini” di Igort (sulle condizioni di vita dei contadini ucraini ai tempi dell’URSS)
  • “No pasaran” di Vittorio Giardino (sulla guerra civile spagnola)
  • “Pyongyang” di Guy Delisle (sulla situazione in Corea del Nord)
  • “Castro” di Richard Kleist (sulla rivoluzione cubana)
  • “Cronache Birmane” di Guy Delisle (sulla Birmania di oggi dopo la dittatura militare)
  • “Marzi” di Sowa e Savoia (sulla polonia degli anni 70 e 80, prima e dopo la caduta del regime comunista)
  • “Shenzen” di Guy Delisle (sulle condizioni di vita e lavoro nella cina di oggi)
  • “Maria Grazia Cutuli: dove la terra brucia” di Galeani e Cannatella
    (sugli ultimi giorni della giornalista durante la guerra in Afghanistan)
  • “Bye bye Babylon” di Lamia Ziadé (sulla guerra civile in Libano)
  • “Kobane Calling” di Zerocalcare (sulla persecuzione dei Curdi e la situazione attuale in Rojava) 

Sono ovviamente tutte opere a fumetti “da adulti”. Molte sono po’ crude (come lo era la realta’ che raccontano, del resto), ma facilmente comprensibili.