Quindi, ricapitoliamo:
– Lunedi’ sera dopo il lavoro parto da Pisa per Vicenza, per portare su un pezzo ingombrante, che servira’ per lavoro (un forno).
– Appena arrivo al valico sugli appennini, ormai notte, mi si rompe l’alternatore in galleria, e la luce dei fari comincia a calare. Riesco ad arrivare alla prima uscita grazie alla poca carica residua della batteria, e alla spinta data dall’energia cinetica dei santi che tiro giu’ a moccoli. Mi fermo a dormire nell’unico hotel vicino (sono ormai le 21, i meccanici sono chiusi) con prezzi molto umani & compassionevoli (morite gonfi).
– Martedi’ mattina scende @tsuki-nh da Vicenza, andiamo dal meccanico, lasciamo la mia macchina, travasiamo il forno sulla sua, e puntualmente non c’entra. Ce lo facciamo entrare a suon di moccoli e nocche sbucciate, e lo portiamo su.
– Martedi’ sera arriva un secondo componente tramite corriere, e le misure sono sbagliate. Ci facciamo entrare anche quello a suon di moccoli e mazzate. Poi dicono che le bestemmie sono inutili.
– Mercoledi’ mattina arriva il conto del meccanico: 370 euro per cambiare un alternatore. Ripetute esecuzioni della colonna sonora del blog di kon.
– Mercoledi’ pomeriggio torniamo dal premuroso meccanico a recuperare la macchina. Meccanico che casualmente e’ in prossimita’ dell’uscita dell’autostrada dove e’ appena successo questo:

Una cisterna di gasolio si e’ ribaltata e ha preso fuoco: valico appenninico dell’A1 interrotto. Prendiamo le stradine ripide di montagna, e scavalchiamo il Passo della Futa a suon di moccoli e diluvio. Perche’ si, non erano abbastanza ripide di per se. Serviva anche il temporale.
– Arriviamo dal meccanico, recuperiamo il potente mezzo. Poi @tsuki-nh riparte per Vicenza, io riparto per Pisa. Ovviamente la strada alternativa piu’ breve e’ intasata dai camion e dal traffico deviato dalla A1: 15km di coda. Per cui faccio il giro largo, che mi porta a scendere sopra Firenze, da Fiesole, appena in tempo per finire nell’ingorgo delle 18 dall’aereoporto all’ingresso dell’autostrada.
– Con potenti bestemmie creative riesco a superare anche i pochi km di colonna fino al Viadotto dell’Indiano, per arrivare finalmente all’ingorgo sulla Fi-Pi-Li, preciso preciso in tempo per la colonna da Scandicci a Lastra a Signa delle 18e30, quando tutti escono da lavoro.
– Dice il saggio: con pazienza e tanta vasellina, l’elefante si fa la formichina. Coadiuvo la pazienza con reiterate invocazioni a sfondo religioso, e raggiungo finalmente l’agognata meta.
Adesso sto progettando un generatore a moccoli da integrare nei guardrail. Prevedo il raggiungimento dell’indipendenza energetica nazionale entro Dicembre.