Nuove speranze per la cura dell’Alzheimer arrivano da uno studio appena
presentato a Toronto, in Canada, in occasione del congresso mondiale su
questa temibile patologia che a livello mondiale colpisce oltre 30
milioni di persone, di cui circa 600mila in Italia. Il nuovo farmaco,
noto con la sigla LMTX, agisce riducendo i livelli di proteine Tau
aggregate o mal ripiegate, che sono associate con la neurodegenerazione
progressiva, che è il segno distintivo della malattia di Alzheimer. LMTX
condivide lo stesso principio attivo (metiltioninio [MT]) e la modalità
di azione come rember, farmaco di prima generazione sviluppato da
TauRx, ma è strutturalmente distinto e progettato per avere una migliore
biodisponibilità e la tollerabilità. Ci sono voluti 30 anni per
svilupparlo, ma ora i ricercatori che ci hanno lavorato possono parlare
di “risultati senza precedenti” .
Alzheimer, nuovo farmaco riduce dell’80% la progressione della malattia