Nessun essere umano può decidere quando nascere; né può stabilire, a parte casi disperati, per quanto tempo vivere. È facile ignorare la presenza della morte nella nostra vita, e cercare di vivere facendo finta che non esista. La morte è qualcosa che ti segue in ogni momento. Per me sarebbe innaturale pensare alla vita e alla morte come a due elementi differenti. Io penso di essere sempre costantemente pronto al suo arrivo, senza naturalmente essere attratto o, ancor peggio, ossessionato dalla faccenda. Piuttosto credo che chi è ossessionato dalla morte abbia di conseguenza lo stesso atteggiamento anche per la vita.

Takeshi Kitano (via rizomatica)

Cinnerie #2

autolesionistra:

Scelte

E a questo punto la domanda che aleggia è: c’è qualcosa che non va?
A meno che uno non sia affetto da ignavia cronica o idiosincrasie sanitarie personali inizia quindi l’ordalia degli esami medici. Stile temporale estivo, prima con pochi goccioloni sporadici.

Per i maschi questa cosa include tipicamente almeno un simpatico spermiogramma, che suona male ma comunque meglio di “vai a farti una pippa in uno stanzino e portami il risultato”.
Unendo le esperienze di un paio di amici che hanno avuto problemi analoghi nel giro un lustro abbiamo testato praticamente tutte le sale-pippa del nord-est; ad un certo punto c’era venuta voglia di fare un sito per lasciare voti e recensioni, una sorta di PippAdvisor™.
Ma non è che ci si possa lamentare, perché nel frattempo alla compagine femminile va decisamente peggio, a livello di numero di esami, costi, e gradevolezza (tipo salpingografia, per dirne una poco invasiva) e inizia a delinearsi abbastanza chiaramente il fondamentale ruolo maschile in questa fase di approfondimento

Bon. Fra prenotazioni, effettivi esami, eventuali approfondimenti sul qualcosa poco chiaro (perché c’è sempre un qualcosa poco chiaro) passa un lasso di tempo considerevole, che sommato a quello dei tentativi precedenti inizia a rendere sempre più definitivo un certo scollamento sociale. Come se il resto dei tuoi amici andasse avanti mentre tu resti impelagato tipo artax nelle paludi della tristezza, e sapendo esattamente com’è finito artax la metafora non ti aiuta particolarmente. E in questa fase ancora magari uno non s’è sbottonotato molto con amici & parenti, quindi esposizione massima a “e voi? quando fate un figlio?” “ah, da quando è nato Gigino non dormo una minchia, beati voi” e simili amenità. (poi tutto è relativo, eviterò di scrivere sei volte a post che al mondo esistono sfighe ben peggiori)

Qui generalizzare diventa difficile, ma è facile che dopo un certo numero di esami (che comunque tende sempre ad infinito) ci sia una situazione mezza chiara, che sia qualcosa sulla conta spermatica, qualcosa sull’ovulazione, ma a parte casi rari che non auguro a nessuno difficile che un qualche medico si vesta da arbitro da baseball e vi urli “eliminati!”.
E’ più probabile che parta l’equivalente medico di un non è escluso che ci riusciate, però è difficile. Che volete fare?

Il menu prevede sostanzialmente tre macro categorie mutualmente esclusive:

1) The medical way 
Che include sia ammazzarsi di altri esami che fecondazione assistita, omologa, eterologa, pubblica, privata, italica, estera

2) Percorsi di adozione o affido
Che include passare da un’istruttoria con un certo numero di persone che valuta che voi siate “affettivamente idonei a educare, istruire e mantenere i minori che intendono adottare”. E chiariamoci, tutelare chi ha evidentemente già passato dei problemi è sacrosanto. Però magari il giorno del colloquio con il giudice del tribunale dei minori incroci un truzzo con la polo col colletto all’insù che tira un ceffone al suo figlioletto per futili motivi, e ti viene da pensare dei cinni quello che da una ventina d’anni pensi dei capelli. Che spesso ce li ha chi non se li merita.

3) Niente
Questione spinosa: a questa categoria appartengono approcci molto diversi che vanno dal farsene una ragione, al voler tirare il fiato senza pensarci per un po’ e vedere che succede, all’allergia conclamata a entrambe le prime due strade. L’unica cosa da tenere ben presente (e ci ho messo un po’ a capirlo) è che questa è a tutti gli effetti una scelta quanto le prime due.

Queste tre opzioni prevedono impegni e ripartizioni di pesi completamente diversi, ed è un po’ come se uno ti chiedesse “che facciamo per le ferie? ti porto in braccio sul monte bianco, andiamo in pedalò a cipro o si va a gabicce?
Poi la scelta a questo trivio non è definitiva e anzi, tenderà a riproporsi a intervalli regolari, ma oltre ad essere ostica e molto molto personale prevede anche di scegliere la stessa cosa in due, tema tutt’altro che scontato.
Saltiamo quindi altri mesi di elucubrazioni, incontri, scontri, pensate, ripensate, tripensate.

Non è escluso che ci riusciate, però è difficile. Che volete fare?

Apriamo la busta 1, Mike

つづく

Fine del sogno Tumblr – Rivista Studio

aliceindustland:

riacciuffatevi:

Adesso devo capire se c’è un modo (funzionante, efficiente) per fare il backup.

i soldi hanno sempre rovinato tutto, sempre

ah @catastrofe sei stato nominato

Piu che fare il backup (ci sara’ sicuramente qualche plugin per esportare su wordpress, immagino) comincerei a pensare alle alternative. Non e’ che ce ne siano tantissime eh.

Fine del sogno Tumblr – Rivista Studio

Questo genio del male ha costruito una specie di carillon meccanico programmabile a sferette d’acciaio. Ogni linea verticale corrisponde a una nota, e piazzando  le sferette nelle giuste posizioni, ricrea la musica voluta. E’ un musicista e un ingegnere, e per sua stessa ammissione, con questa macchina “il lato ingegneristico ha raggiunto lo stesso livello di quello musicale“.

E’ bellissima e geniale !