frauigelandtheboys:

Cari tumbleri gattari (e a giudicare dei vostri post, credo ce ne siano diversi) ho una domanda: come faccio ad evitare che il gatto della vicina si muova liberamente nel mio giardino usandolo oltretutto come lettiera gigante? Io i gatti li schifo proprio e ancora non siamo pronti per il cane. Quindi? Qualche pozione magica, qualche arma segreta (no polpetta avvelenata please, a ‘sto punto non ci sono ancora arrivata)…

Io avevo il problema del gatto del vicino che tutte le notti mi saliva sulla moto, parcheggiata fuori. E una volta mi ha pure graffiato la pelle della sella con gli artigli.

Ho risolto smontando la sella e portandola dentro durante la notte.

computersciencetumbld:

Playing with a 1980′s IBM PS/2

I found an old IBM this weekend, and I learned the Pascal language just to play with it. The IBM is a 1989 PS/2 (so far as I can tell, but it may be older), or Personal System 2. These computers first came out in 1987 as IBM’s third generation of personal computers, you can read more about their history here.

Programming the IBM

While poking around on this computer’s DOS prompt I found a directory that contained all of the previous user’s programs – the most recent of which was edited in 1992. I noticed that the programs were written in the Pascal programming language and that I could make new programs with the included turbo IDE (Integrated Development Environment):

After downloading the free pascal compiler on my Mac, I started learning the language. I began writing pascal programs on my Mac to transfer to the IBM, but when I tried to load the programs into turbo I found that they were corrupted because I had not accounted for the carriage return character in DOS. In UNIX systems only the newline character (denoted by ‘n’) is needed for newlines, but in DOS the carriage return character is also needed (denoted by ‘r’, then ‘rn’ together). So I wrote a quick bash script to solve my problem:

I then proceeded to write Conway’s game of life in pascal – which is the seen running in the second gif above ( I have the source code here if you would like to read over it). The game of life is a simple simulation game that populates and repopulates a grid of cells based on simple rules. If a cell is filled it is considered “alive”, if it is not it is considered “dead”. Here is an example of an interesting configuration – known as a Glider Gun – in the game of life:

Making Life

I created two arrays, one to store the current state of the grid and another to store the temporary grid that helps calculate the next “generation” of cells.

For each “generation” – or step as I have called it here – I fill the grid with cells based on the following rules:

  1. Any live cell with fewer than two live neighbors dies, as if caused by under-population.
  2. Any live cell with two or three live neighbors lives on to the next generation.
  3. Any live cell with more than three live neighbors dies, as if by over-population.
  4. Any dead cell with exactly three live neighbors becomes a live cell, as if by reproduction.

While looking at the gif above, you may have noticed that there are some cells that seem to pop into existence randomly. This is because I randomly turn 4% of cells in the grid ‘alive’ during each step. I do this to insure that the grid does not empty, because I like to have this programming running in the background as I do other things.

I am currently trying to install old DOS games onto the system. My goal is to get the old elder scrolls arena – the first elder scrolls game – onto the system. Because the file is big (9MB, well… big for 1980′s computing) I will have to break apart and transfer over multiple floppies. I currently have a script to split the executable and I am working on a pascal program to reconstruct the partial files on the IBM.

The Source Code:

To view the source code for this project, or to fork it, check out the github repo:

https://github.com/piepieninja/IBM-DOS-GAMES/

extra: How did I move the programs from my Mac to the IBM? well I had an old computer – now running puppy linux – that could take my files from a USB and put them onto a floppy disk!

Il Turbo Pascal ! Quanti ricordi 🙂 Ce lo insegnavano alle superiori (ed era gia’ vecchio anche allora).

pagineperse:

@themessthatscalpelsmake No ma richiedono un minimo di presenza. Le specie presenti in natura sono abbastanza rustiche, quelle che trovi nei garden spesso sono ibridi realizzati apposta per resistere alle bombe atomiche.

Ci sono solo un paio di regole da seguire con attenzione: la terra e l’acqua.

La terra dev’essere un mix al 50% circa di torba bionda di sfagno e perlite da cambiare ogni 2-3 anni. La perlite se non sei circondata da appassionati d’idroponica che la comprano tutta, si trova facile. La torba un po’ meno, ma con un sacco da 15-20 kg vai avanti per anni.

L’acqua deve essere piovana o distillata (acqua e terreni poveri, perché i nutrienti arrivano dagli insetti). Il fastidio più grosso è che da marzo a ottobre (circa) devono stare sempre con i piedi (d’estate anche il culo se possibile e se trovi sottovasi alti) a mollo, quindi devi essere presente o avere qualcuno che rabbocchi. Gli altri mesi basta un po’ d’acqua sul terreno ogni 10 giorni circa perché non secchi.

Per il resto meglio il sole che l’ombra e sempre all’aperto: d’estate amano il caldo (senza problemi fin sopra i 30°) e d’inverno il freddo, stanno bene anche sotto zero di notte se di giorno va sopra anche di poco e sopportano tranquille la neve e/o la pioggia.

Resto a disposizione per approfondimenti 🙂

@tsuki-nh

lalumacavevatrecorna:

curiositasmundi:

pagineperse:

lalumacavevatrecorna:

se avete dei consigli su come affrontare questa invasione di cimici a bologna ne sarei molto lieta perché sono stufa di avere attacchi di panico e dopo averne trovata una nei capelli, averne tirate su con l’aspirapolvere e averle stirate col ferro da stiro, vi prego ditemi che c’è una soluzione, che non sia l’espatrio magari perché per quello devo aspettare ancora un po’

le mie Sarracenie (solo loro, le altre carnivore no) ne mangiano a pacchi, molte di più rispetto agli altri tipi di insetti. Poi in primavera fa un po’ schifo tagliare gli ascidii secchi pieni di cadaveri (succhiano le sostanze nutritive ma lasciano l’esoscheletro o quel che è), ma ho provato in due case diverse e in entrambe i balconi, prima invasi, con le piante sono diventati zona libera da cimici in pochi giorni

Sarracenie anch’io.
Poi dice di mettere acqua e sapone sui vetri e zanzariere, usare infusi di tabacco, oppure tieni la lampada a stelo alogena accesa, puzza un po’ ma finiscono tutte lì a friggere.

grazie mille :3 

@tsuki-nh

WHAT IS FOREST KINDERGARTEN?

tsuki-nh:

spaam:

frauigelandtheboys:

spaam:

frauigelandtheboys:

heresiae:

frauigelandtheboys:

fede10100:

foresteducation:

forest kindergarten is a type of preschool education for children between the ages of three and six that is held almost exclusively outdoors. Whatever the weather, children are encouraged to play, explore and learn in a forest or natural environment. The adult supervision is meant to assist rather than lead. In German, Forest Kindergarten is called Waldkindergarten. Forest Kindergarten conducts its curriculum within the outdoor environment, whether rain, shine, snow, or sunshine. No matter the circumstances of the conditions of the weather, the children and educators continue on their learning and exploring opportunities embracing the outdoors.

Sissi, bellissimo!
Ma chi la sente mia moglie tutte le sere quando tornano a casa infangati fin sopra le orecchie?!

Sì, è un aspetto da non tralasciare. In certi periodi dell’anno più che in altri, ovviamente. È una scelta che richiede uno sforzo più grande che in altri casi, ma che ripaga sotto altri aspetti. Credo che sia un’esperienza indimenticabile e che non potranno mai più ripetere con questa intensità.

Comunque sono infangati fin “dentro” le orecchie.

io sapevo che la regola era: più il fango riesce a raggiungere orifizi e strati nascosti più è alta la felicità del pupattolo.
la seconda era: l’importante è mandarli in giro con vestiti da battaglia.

o almeno questo è quel che ho imparato da mia madre.

Sapessi che faccette felici che hanno quando capita una giornata di pioggia che lascia pozzanghere profonde un gomito 😀
Comunque è chiaro che sono attrezzati per ogni tipo di tempo.

All’asilo a Berlino uscivano sempre, non importa il clima che c’era. Avevano tutti l’attrezzatura da pioggia e da neve. Cucinavano, andavano per parchi, maneggiavano bastoni di legno, facevano castelli di neve, giocavano col fuoco (stampi su legno, su sughero ecc), raccoglievano pomodori, lavoravano l’orto. Erano obbligati poi a lavarsi da soli a partire da un anno di età. E ogni volta che prendevo il piccolo c’era sempre qualche marmocchio sporco di mocciolo, viola in faccia che strillava in un angolo e nessuno gli dava peso perchè la maestra gli aveva già fatto il sermone in stile “Stephan, quando avrai capito quello che si può fare e quello che non si può fare potrai tornare in gruppo” e nessun genitore rompeva i coglioni su questo aspetto perchè dopo, a casa, il massimo che avrebbe fatto mio figlio sarebbe stato di sedersi in un angolo del salone a leggersi un libro, ascoltarsi uno dei suoi CD, riflettere sulla vita di un bambino distrutto dalle fatiche pedagogiche germaniche. Poi dici alle 7 di sera stava già spalmato nel letto a dormire. Mica stronzi i tedeschi.

No, dai, scusate, mi son fatto prendere la mano. 

Hai descritto i miei figli. È proprio così 🙂

🙂

il difficile fu spiegare alla nonna (mia madre) che regalargli il “giacchettino” di lana, tanto carino, era piuttosto una scelta del cazzo dato che dopo 10 minuti sotto la pioggia fitta invernale di Berlino lo potevi buttare direttamente. A noi servivano incerate militari da Armata Rossa, capaci di resistere al vento gelido proveniente dagli Urali, non a passeggiare in via Appia quando a Dicembre fanno 13 gradi, però è umido!

Quanto sarebbe bello se ci fosse anche qui, è di sicuro il più bel asilo che si possa desiderare per i propri figli.

Quanto mi manca quella sensazione di libertà, pace e avventura che avevo quando scorrazzavo nei boschi! 😦

Si portano sul Monte Serra, co’ una bottiglia d’acqua e una copertina, e gli si dice di torna’ a casa da soli. Se

dopo tre giorni ancora non si vedono arriva’, si va a vede’ cosa c’e’ rimasto.

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ExoMars, il silenzio di Schiaparelli La sonda è precipitata su Marte

masuoka:

@gigiopix

Si, avevo visto, lo hanno detto stamattina alla conferenza stampa ESA. Purtroppo con 3-4 secondi di accensione sui 29 previsti, le speranze che non si sia schiantato diventano molto esigue. Aspettiamo conferme comunque. Magari il Mars Reconaissance Orbiter, passandoci sopra, riesce a scattare qualche foto abbastanza chiara da vedere il lander o i suoi resti…

ExoMars, il silenzio di Schiaparelli La sonda è precipitata su Marte

gigiopix:

Non si sa ancora. Sia l’orbiter della ESA, sia il Mars Express, sia il GIant 

Metrewave Radio Telescope di Pune, in India, hanno perso il segnale a circa 1 minuto dall’arrivo al suolo. Cioè più o meno

quando il lander avrebbe dovuto usare i propulsori di frenata per attutire l’impatto con il suolo.

Cosa e’ successo esattamente non si sa. Se i razzi non si sono accesi, temo che ci sia rimasto poco da raccattare. 

Se invece si tratta di un guasto al sistema di trasmissione radio, potrebbe essere comunque riuscito ad atterrare correttamente. In questo caso potrebbe essere stato qualcosa durante il cambio di antenna di trasmissione (previsto nella discesa, per passare dall’antenna esterna sul guscio termico a quella interna del lander, al momento del distacco del guscio), oppure un problema del software del computer di bordo. Se il problema e’ solo software, l’MRO (Mars

Reconnaissance Orbiter) potrebbe comunque inviare un segnale di reset, e ripristinare una versione base del software, da cui cercare di ristabilire le comunicazioni. La batteria a bordo ha una autonomia prevista tra i 3 e i 10 giorni, quindi non e’ ancora detta l’ultima parola.

In ogni caso sono state previste delle finestre di osservazione da parte degli altri satelliti attualmente in orbita intorno a Marte: il Mars Express, il Mars Reconnaissance Orbiter, e il 

Mars Atmosphere & Volatile Evolution (MAVEN) della NASA. Oltre al 

Giant Metrewave Radio Telescope dall’India. Speriamo che qualcuno di loro riesca a vedere o sentire qualcosa.

Nel frattempo stanotte i tecnici ESA si sono messi a spulciare l’enorme mole di dati della telemetria, inviata dall’orbiter, cercando di capire qualche dettaglio in più. E’ prevista una conferenza stampa per stamattina alle 10, tra pochi minuti.

Vediamo se sapranno dirci altri dettagli.

Per chi vuole seguire la conferenza stampa, la diretta sarà qua.

Ok, aggiornamento a conferenza terminata. Copincollo un post di chi sa scrivere molto meglio di me: la pagina Link2Universe.

È stata data grandissima enfasi al successo della missione primaria, ovvero la corretta messa in orbita di TGO e il suo funzionamento, che è davvero un gran risultato.

Per quanto riguarda Schiaparelli, è stato fatto notare più volte il fatto che fosse un test sperimentale sulle tecnologie di discesa e atterraggio, quindi non bisogna gridare al fallimento totale.
Accomazzo, lo ricorderete sicuramente per la missione Rosetta, ha dichiarato che gran parte della fase di discesa è stata registrata e i dati sono congruenti alle aspettative. Lo scudo termico ha fatto il suo dovere e fino a 50 secondi prima dell’atterraggio la situazione era nominale. Questo è il più grande risultato che il controllo missione si aspettava. Negli istanti successivi all’apertura del paracadute, però, i dati in possesso dell’ESA non riescono a chiarificare la situazione. Si sa che il radar ha funzionato e che i retrorazzi si sono accesi per pochissimo tempo (solo 3-4 secondi su 29 previsti), quindi fino ad ulteriori investigazioni la situazione è ancora da definire anche se le premesse non sono del tutto positive.

Il lavoro di decodifica e ricostruzione dei dati degli ingegneri non si ferma e appena si avranno ulteriori notizie ve lo faremo sapere!

Se veramente i razzi sono rimasti accesi per cosi’ poco tempo, la vedo molto grigia. Mi sa che c’e’ poco da sperare per il lander 😦