Tempo fa lessi una cosa del tipo “gli uomini hanno più in comune con un albero che con un transistor” e, nonostante la frase mi sembrasse piuttosto ovvia, non avrei mai creduto di potermi ritrovare in un bosco di alberi che mi osservano.
E allora mi piace pensare che forse quando saremo finiti, morti e sepolti, andremo a finire proprio lì, nei tronchi di un bosco di montagna a stiracchiare le braccia contro il cielo e ad affondare le gambe nella terra calda.
Quando il mio ultimo giorno verrà dopo il mio ultimo sguardo sul mondo,
non voglio pietra su questo mio corpo, perchè pesante mi sembrerà.
Cercate un albero giovane e forte, quello sarà il posto mio;
voglio tornare anche dopo la morte sotto quel cielo che chiaman di Dio.
Ed in inverno nel lungo riposo, ancora vivo, alla pianta vicino,
come dormendo, starò fiducioso nel mio risveglio in un qualche mattino.
E a primavera, fra mille richiami, ancora vivi saremo di nuovo
e innalzerò le mie dita di rami verso quel cielo così misterioso.
Ed in estate, se il vento raccoglie l’invito fatto da ogni gemma fiorita,
sventoleremo bandiere di foglie e canteremo canzoni di vita.
E così, assieme, vivremo in eterno qua sulla terra, l’albero e io
sempre svettanti, in estate e in inverno contro quel cielo che dicon di Dio
Nel 1986 il summit di Reykjavik fra il presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan e il premier sovietico Mikhail Gorbaciov decise i destini del mondo. In quell’incontro giocò un ruolo fondamentale una donna, Joan Quigley. Fu lei a scegliere l’orario della partenza di Reagan per Reykjavik. Il capo di gabinetto della Casa Bianca di allora, Donald Regan, racconta che quasi ogni decisione e ogni spostamento importante, compresa la firma dei trattati sulle armi nucleari, dipendeva dall’approvazione dalla Quigley, che aveva potere di veto sugli orari di tutte le conferenze stampa presidenziali e indicava quando era sicuro viaggiare e quando organizzare un summit [video; video]. Joan Quigley era l’astrologa di Ronald Reagan.
L’uomo più potente del mondo, l’uomo che aveva il dito sul pulsante di lancio dei missili nucleari capaci di distruggere l’umanità, si faceva consigliare da una donna che arrivò a dirgli di evitare l’antagonismo con Gorbaciov perché i due avevano in armonia un pianeta in Acquario [Huffington Post, 2014].
Quando la CIA venne a sapere che la moglie di Reagan, Nancy, discuteva le relazioni fra Stati Uniti e Unione Sovietica con la Quigley su linee telefoniche non protette ci fu il panico.
E perché lo schermo è tutto blu-cielo-al-crepuscolo e ci sono riquadri bianchi dove la gente mi chiede cose che non so come se invece le dovessi sapere?
E soprattutto… chi cazzo sono Justin Bieber e Harambe? E dov’è finito MacGyver?
C’era questa persona che si lamentava: “Loro non si integrano”, e io che ribattevo: “Che intendi con non si integrano?”, e questa persona: “Non danno confidenza a nessuno, non guardano i programmi che guardiamo noi in Tv, ascoltano musica che ascoltano solo loro”, e quindi ci ho pensato un momento: “Mi sa che manco io mi sono integrato”.
oh, io è una vita che non mi integro.
Ma nel senso che hai un punto di discontinuità nell’intervallo di integrazione?
Ecco un riassunto facile delle attuali e future navicelle spaziali per equipaggi umani, attualmente in uso o in fase avanzata di progettazione. Dall’alto verso il basso avete tre rappresentazioni della navicella:
1) struttura intera, con anche il modulo di servizio, così come sarà lanciata nello spazio. Qui viene indicato anche il peso della navicella 2) navicella da sola, con anche il diametro alla base 3) volume interno e il numero di persone che possono portare.
Le navicelle sono divise in due gruppi.
A sinistra le 2 che sono attualmente in uso e sono le uniche che oggi possono portare umani nello spazio: Soyuz-MS della Roscosmos (Russia), e Shenzhou della CNSA (Cina).
Nel secondo gruppo abbiamo le future navicelle:
1) CST-100, della Boeing. 2) Dragon V2, della SpaceX –> queste due (primi lanci previsti nel 2018 per entrambe) sono state create grazie ad un programma di sviluppo commerciale finanziato dalla NASA per incoraggiare compagnie private a lavorare per servizi di lancio orbitale. In questo stesso programma ci sono anche compagnie che lanciano per adesso navicelle non per umani, ma con cargo (anche se hanno piani per umani nel loro futuro), come Orbital ATK e la navicella Cygnus, e SierraNevada, e la navicella DreamChaser.
3) Orion, della NASA 4) Federation, della Roscosmos —> queste invece sono state create per il ritorno di equipaggi umani nello spazio profondo. Man mano che i lanci orbitali diventano più comuni, e passano nelle mani dei privati, le agenzie governative iniziano a preparare i piani per progetti più ambiziosi, post-ISS, come viaggi verso la Luna, asteroidi e Marte. La Orion è già stata lanciata e testata una volta nello spazio, e si prepara per il suo primo volo lunare nel 2018. La Federation è in fase avanzata di progettazione, ma il budget della Roscosmos è molto limitato al momento e non è del tutto chiaro quando sarà lanciata. I piani sono di averla pronta nei primi anni ‘20 al più tardi.
Infine, ci sono anche altri che hanno piani per navicelle umane nel loro futuro: La ESA sta lavorando in quella direzione, grazie al progetto PRIDE, successore di IXV, che dovrebbe permettere di gettare basi più solide per progettare uno shuttle con equipaggi umani. La Cina sta progettando un’erede più grande della sua attuale navicella, per permettere il lancio di astronauti verso la Luna nel prossimo decennio. L’India sta lavorando sia ad una capsula che ad uno shuttle per il suo futuro, con piani per il lancio del primo astronauta proprio tra pochi anni L’Iran ha mostrato all’inizio dell’anno il prototipo per una navicella sub-orbitale. E per voli sub-orbitali ci sono anche la capsula della BlueOrigin e l’aereo della Virgin Galactic, per voli turistici. E per concludere in bellezza, ci sono anche lavori da parte di un team chiamato Copenhagen Suborbitals, creato solo da appassionati che ci lavorano nel tempo libero, che sta lavorando ad un razzo e capsula per lanci sub-orbitali dall’Europa.