Separando il netto dal lordo, il finito dall’infinito trovo ancora giusto ogni tanto rendermi immobile fissando il pendolo dell’orologio che scandisce noncurante i suoi secondi.
Mi guarda e mi ride addosso,
“distruggerò la noia e il tempo, senza tremare, senza mai chiedere“ mi dissi.
Forse che abbia perso? Forse che il tempo mio acerrimo nemico mi abbia sfinito e convinto a non combattere più?
Ho faticato tutta la vita per trovare degli obiettivi in mezzo a valigie di sogni, corrose dalla troppa umidità emiliana e dagli anni persi.
So understand
Don’t waste your time always searching for those wasted years,
Face up, make your stand,
And realize you’re living in the golden years.
E ora che impugno questi obiettivi in mano? Non servono, non ha importanza cosa vorrò fare “da grande” o, forse è meglio dire, cosa avrei voluto fare, il mip futuro è già cominciato da anni.
Non c’è più tempo per ricominciare un’altra volta con altre persone. Buttare via completamente quello che sono oggi, anche se ben poco definito, per creare tutto da zero di nuovo.
I sogni che ho lasciato nelle valigie ora pesano più di qualsiasi metallo, quando una volta erano il mio trampolino per affrontare le giornate col sorriso.
Ho vissuto tutta la vita pensando che un giorno avrei deciso cosa fare, che in mezzo a tanti interessi e tante passioni ne sarebbe emersa una e sarebbe stata quella la mia direzione.
Ho vissuto tutta la vita convinto, ingenuamente, che quelle poche persone cui stavo dando l’anima mi avrebbero accompagnato per sempre, forse anche seppellendomi.
Ho vissuto pensando che in fondo non sarebbe stato così importante cosa fare, ma con chi farlo.
E la vita, oh cara vita, lei mi ha pisciato in testa e ogni giorno me ne manda qualche goccia.
Così quando mi chiedo che ne sarà del mio domani, con chi sarò, se riuscirò a sentirmi realizzato veramente in qualche mia passione, se tutto questo combattere e cercare di fare sempre tutto per bene porterà a qualcosa, vedo solamente una gola profonda e priva di luce che inghiotte tutto quello che si avvicina, facendo scivolare irrimediabilmente dentro di se, a poco a poco, tutto ciò che mi rimane di caro.