Qualcuno me lo vuole ricordare (leggi:spiegare) perché le fanno tutte atterrare nello stesso luogo nel raggio di pochi chilometri (perché sono pochi chilometri, vero?).
Un
momento storico per l’Agenzia Spaziale Europea: l’attimo in cui arriva
la conferma che il TGO, il Trace Gas Orbiter, la sonda con un fortissimo
contributo italiano, si è immessa correttamente nella sua orbita
definitiva attorno a Marte!!
MA…. c’è un ma, per ora. Dalla sonda Mars Express dovevano arrivarci
dei dati che avrebbero dovuto confermare l’atterraggio di Schiaparelli.
Questi dati sono incompleti.
Cosa significa? L’ho chiesto a persone vicine alla missione, al momento
abbiamo la certezza dell’apertura dei paracadute di Schiaparelli. Il
fatto che manchino conferme sull’atterraggio non induce all’ottimismo…
per cui, incrociamo le dita ed aspettiamo i dati del Mars Reconnaisance
Orbiter della NASA che dovrebbe contattare Schiaparelli ed inviarci poi
i suoi dati tra le 20 e le 20.30, quando, finalmente, sapremo le sorti
del piccolo lander.
Ad ogni modo, SE dovessero arrivare notizie
negative, ricordiamoci che il nucleo della missione sarà il TGO, che
funziona perfettamente e ne abbiamo avuto conferma. Quindi è già un
successo: speriamo solo che lo sia completamente. Componenti italiane,
tra l’altro, sono presenti anche su Schiaparelli, come ad esempio tutti
gli strumenti di rilevazione meteorologica.
Per cui… ora è il momento di tifare per il piccolo lander! Forza Schiaparelli! Siamo tutti con te!
L’Italia è in prima linea con la sua tecnologia. La missione, che è costata 1,3 miliardi di euro, si articolerà in due fasi: nella prima, che inizierà appunto lunedì, verrà lanciato un veicolo che resterà nell’atmosfera di Marte per sette anni a raccogliere dati e una seconda che prevede, dal 2018, un rover (“ExoMArs”, appunto) che perforerà la superficie del pianeta in cerca di tracce di vita. Il made in Italy è ben rappresentato, con il nostro Paese che è il più grande contributore europeo al programma.
Il modulo di discesa Schiaparelli
Chiamato così in onore dell’astronomo italiano Giovanni Schiaparellia cui si deve una mappa della superficie di Marte nel XIX secolo. Il modulo (che tecnicamente è un lander Edm (Entry, Descent and Landing Demonstrator Module)) di entrata, discesa e atterraggio entrerà nell’atmosfera marziana a 21 mila chilometri all’ora orari e userà paracaduti e razzi per frenare fino a meno di 15 chilometri all’ora prima di atterrare meno di otto minuti più tardi.
Il trapano che perforerà il suolo di Marte
Si tratta di una trivella realizzata dalla Selex ES e testata dall’azienda del gruppo Finmeccanica in un laboratorio speciale alle porte di Nerviano, in Lombardia. In questa struttura, è stato ricreato un “pezzo"di Marte, un campione di terreno che riproduce le stratificazioni della superficie marziana e su cui è stata sperimentata la trivellazione. E’ montato sul rover che partirà nel 2018 e che è sviluppato da Thales AS.
DREAMS (Dust characterization, Risk assessment and Environment Analyser on the Martian Surface)
Che tempo fa su Marte? Questo strumento, che si troverà a bordo del modulo Schiaparelli e la cui realizzazione è opera dell’Agenzia Spaziale Italiana, permetterà di misurare parametri meteorologici (pressione, umidità, temperatura, velocità e direzione del vento, radiazione solare) del Pianeta Rosso e del campo elettrico in prossimità della superficie di Marte. In particolare, è la prima volta che si indagheranno i campi elettrici sulla superficie marziana, che potrebbero nuocere agli strumenti umani o allo stesso uomo. Il responsabile scientifico di questo strumento è Francesca Esposito dell’ INAF – Osservatorio Astronomico di Capodimonte, Napoli.
AMELIA (Atmospheric Mars Entry and Landing Investigation and Analysis)
Strumento che avrà lo scopo di creare un modello dell’atmosfera marziana sfruttando i dati raccolti dai sensori durante la discesa del lander Schiaparelli. Il responsabile scientifico di questo strumento sarà Francesca Ferri dell’Università di Padova.
MA_MISS (Mars Multispectral Imager for Subsurface Studies)
Qusto strumento ci racconterà la storia geologica di Marte e ci dirà se c’è la vita sottoterra. E’ uno spettrometro inserito all’interno della trivella che analizzerà l’evoluzione geologica e biologica del sottosuolo marziano. La responsabile principale è Maria Cristina de Sanctis, dell’INAF/IAPS, Roma, Divisione Sistemi Avionici e Spaziali di Finmeccanica).
INRRI (INstrument for landing-Roving laser Retroreflector Investigations)
Microriflettore laser dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). Anche questo è montato sul modulo Schiaparelli. E’ il primo di una futura rete di "punti di riferimento” che saranno lasciati su Marte per questioni legate alla geodesia del Pianeta e per testare la Relatività Generale.
Le fasi della procedura di ammartaggio del Lander Schiaparelli (i famosi “6 minuti di terrore”):
1) Schiaparelli entra nell’atmosfera marziana Tempo: 0 s Altitudine: 121 km Velocità 21.000 km/h
2) Protezione durante l’areofrenaggio con scudo termico Tempo: 1m 12s Altitudine: 45 km Velocità: 19.000 km/h
3) Apertura del paracadute Tempo: 3m 21s Altitudine: 11 km Velocità: 1700 km/h
4) Distacco dello scudo e accensione del radar Tempo: 4m 1s Altitudine: 7 km Velocità: 320 km/h
5) Espulsione del paracadute e del retro della capsula Tempo: 5m 22s Altitudine: 1.2 km Velocità: 240 km/h
6) Accensione dei propulsori (sì, razzi! 😀 non ce ne andiamo più rimbalzando in giro negli airbag come Spirit e Oppy) Tempo: 5m 23s Altitudine: 1.1 km Velocità: 250 km/h
7) Spegnimento dei propulsori Tempo: 5m 52 s ( 29 secondi di accensione) Altitudine: 2 m Velocità: 4 km/h
8) Ammartaggio! Tempo: 5m 53 s Altitudine: 0 Velocità: 10 km/h
I ragionamenti sono corretti: non c’è carne per tutti ma tutti la vogliono, prossimamente alghe e insetti faranno parte della nostra dieta (no, non tra 100 anni, probabilmente tra meno dei 15 detti nell’articolo) e molta gente dovrà avere piacere nel mangiare indipendentemente dall’origine del cibo. Una bistecca di fagioli non soddisfa chi è abituato alle salamine, cambiando il sapore forse si riesce a convincerlo che i fagioli sono più a buon mercato (per il mondo) e più salutari della salamina.
Citando la razione K nominata nel testo, i soldati la detestavano perché era immangiabile, però era nutrizionalmente adeguata. Come l’avrebbero presa con un altro sapore?
Io trovo che sia un campo che promette molte belle cose (indipendentemente dalla poetica sparizione della fragola descritta)
forse erano volutamente insipide per evitare psicosi e accanimenti ?
Solo io ho pensato ai lieviti di Micogeno, il settore di Trantor ?