Premio per la divulgazione scientifica a quello che faceva il cosplay di Alberto Angela, con tanto di cartello “io divulgo forte”.
Premio per la cura del dettaglio all’Indiana Jones con la borsa del Mondo Convenienza.
Premio eleganza ai cinque Power Rangers in calzamaglia elasticizzata e attillatissima, col marsupio davanti per coprirsi la sagoma della fava. Si intravedevano comunque le palle, sotto al marsupio.
Premio “50 sfumature di grigio” al Merlino col gufetto Anacleto impalato sul bastone da mago. Tonfa, nel baugigi. O vediamo se la prossima volta si cheta.
Premio ergonomia al Morpheus di Matrix, con gli occhialini da naso senza aste, che ogni tre passi gli cascavano.
Premio “troll of the year” ai testimoni di Geova col banchino davanti alla stazione. Non ho capito se fossero veri o dei cosplay, ma erano epici comunque: Nel primo caso per l’accurata selezione della location e del target di clientela, nel secondo per il realismo.
Premio per il miglior modo di evitare le file ai padiglioni, alla coppia con la tizia vestita da Cappuccetto Rosso, e il partner vestito da vero cacciatore (con tanto di giubbino mimetico con la carniera dietro), e un VERO lupo al guinzaglio. Enorme. Bellissmo veramente. Ma magari visto da lontano.
Premio per il migliore phisique du rôle al signore sui 60 con la barba bianca, vestito da pirata, con un pappagallo blu enorme, ammaestrato e non legato, che giocava con lui saltellandogli intorno.
Premio per l’elettrotecnica applicata al tizio con le lucine di natale incollate sulla maglia (cosplay della parete di Stranger Things).
Premio per il miglior costume di gruppo alla squadra di Mario, Luigi, Principessa Peach e compagnia bella, con delle automobiline illuminate a led addosso, che correvano sulle mura facendo lo slalom tra la gente (cosplay di Super Mario Kart).