58book:

Mio nonno Luigi nacque nel 1897; se fosse ancora al mondo avrebbe 119 anni. Fu partigiano combattente in una formazione autonoma; andò a combattere i nazi-fascisti nel casertano e nel napoletano. Ebbe la tessera onoraria dell’ANPI. Oggi ho sentito che l’ANPI ha espulso la senatrice Puppato, perché ha dichiarato di voler votare “Si” al prossimo referendum costituzionale. Io non sono mai stato bravo in aritmetica, mi è sempre piaciuta di più la storia e a proposito di storia (ma anche di aritmetica), mi chiedo quanti anni abbiano i “partigiani” che hanno espulso la senatrice Puppato. Se fossero stati partigiani avrebbero difeso la sua libertà di scelta, altrimenti a cosa serve la tessera? Le tessere dei partigiani veri sono quelle come questa qui sopra di mio nonno Luigi.

Firenze, i prof rubano la tesi alla studentessa e la usano per un brevetto – Repubblica.it

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ma lo schifo.

Santissima Madonna. Io ci sono andata a scuola con questi due! ma… ma… ma… non riesco a crederci 😥

E’ abbastanza comune fottere il lavoro agli studenti, perché spesso negli atenei, e pure nei laboratori, si pensa che lo studente non possa avere idee sue e quindi il lavoro sia nato solo per suggerimenti del prof.
Poi quando si pubblica il lavoro, mettere tra gli autori uno studente significa svalutare il lavoro.
Sono delle merde.

schifo non è un termine sufficientemente pregnante.
spero gli tolgano la cattedra ora.

Io i miei studenti li vado a prendere alla stazione dell’autobus, gli offro la colazione e quando mi fanno un lavoro specifico sempre a tutti che il merito è loro. Non sono bravo io, sono delle merde disumane quei docenti.

Io ci sono passato. 

Il mio progetto di tesi era un simulatore di rianimazione cardiopolmonare in realtà aumentata.  In pratica l’utente indossava occhialini e guanti per la realtà virtuale, toccava un manichino da CPR, e ci vedeva sovrapposta una persona vera. 

L’idea era di simulare altri sintomi impossibili da riprodurre sul manichino (pallore della pelle, dilatazione delle pupille, tremiti, sudorazione, ecc), in modo da addestrare il personale medico a distinguere tra le diverse situazioni (infarto, asfissia, ictus, ecc), e a rispondere di conseguenza.

Nel mio caso non c’erano di mezzo brevetti, ed era ancora una cosa molto embrionale: manichino prestato dalla Pubblica Assistenza, guanti da palestra comprati al supermercato coi sensori a campi magnetici ortogonali cuciti sopra da nonna. All’epoca non esistevano Kinect, sensori della Wii o roba simile, e di soldi manco l’ombra, per cui mi arrangiavo come potevo.

Dopo un anno di sviluppo e un prototipo funzionante presentato al congresso nazionale dell’Italian Resuscitation Council, il mio relatore ha pubblicato un bell’articolo sul tutto, senza citarmi e firmandolo a nome suo e di altri tre tizi mai visti. 

É stato l’episodio che mi ha spinto ad abbandonare il mondo dell’università e della ricerca, e a buttarmi sul privato. Non me ne sono mai pentito

Firenze, i prof rubano la tesi alla studentessa e la usano per un brevetto – Repubblica.it

Niente fila grazie alla app, pensionati scavalcati chiamano i carabinieri

masoassai:

gigiopix:

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sabrinaonmymind:

gigiopix:

«Mi scusi, ho la app». «Permesso, ho prenotato lo sportello con la app». Alla fine qualcuno ha chiamato le guardie.
Si è trattato solo di un momento di tensione ma ha tutta l’aria di essere uno scontro generazionale quello avvenuto ieri mattina nella filiale di Poste Italiane Terracina-Lido, dove gli anziani in fila per la pensione dalla mattina presto, dopo aver assistito al continuo arrivo di clienti più giovani che, cellulare alla mano, saltavano la fila, operavano e andavano via, hanno letteralmente sbottato fino a decidere, non senza prima aver imprecato contro i tradizionali demoni nostrani, di chiamare i carabinieri.

Casus belli, una recente applicazione per smartphone, messa a disposizione da Poste agli utenti che vogliano prenotare a distanza il ticket allo sportello, decidendo perfino l’orario desiderato. Una funzione riservata, come è facile immaginare, a chi ha dimestichezza con la tecnologia, entrata però come un bulldozer nel sistema in certo modo autonomo che gli anziani usano, da anni, per ritirare le pensioni: l’arrivo alle prime luci del giorno davanti all’ufficio, la distribuzione di bigliettini man mano che arrivano le persone, la sostituzione con i ticket ufficiali una volta aperti gli uffici.

Ieri all’ennesimo utente arrivato, all’ennesima fila «scavalcata» e all’ennesima risposta «Ho prenotato con la app», qualcuno tra i pensionati ha sbottato in dialetto: «Avete rotto il c… con questa app». E non c’è stato verso, i pensionati in fila hanno voluto alla fine chiamare i carabinieri. I quali però, non sono giunti sul posto ma sono riusciti a calmare le acque a distanza. Era, quella di ieri, già la seconda volta che scoppiava il conflitto tra generazioni sulla app. Certo Poste, ora, dovrà ridurre il «gap» generazionale. Anche per evitare tensioni nei giorni delle pensioni. Come fare? Chissà…

Vecchi parassiti di merda. 

La mattina alle 7 li trovi già in fila fuori dalla posta che apre alle 8 e 30, che non stanno zitti un minuto, mentre te sei ancora in coma per la levataccia dopo 5 ore di sonno, e hanno pure il coraggio di rompere il cazzo se qualcuno CHE DEVE ANDARE A LAVORARE PER PAGARE LA LORO PENSIONE, (e a cui la pensione probabilmente non toccherà mai) usa un sistema perfettamente lecito e progettato apposta per evitare una fila che non può permettersi di fare.

Adesso mi prendo una mattina di permesso solo per andare alla posta coi popcorn e godermi lo spettacolo.

@tsuki-nh, ma te stamani non dovevi andare a spedire quel pacco ?

Concordo con te, cosa cazzo ci fanno in mezzo ai coglioni quando hanno tutto il tempo libero e possono andarci sempre.

parassiti mi pare esagerato, in fondo hanno lavorato parecchio.
mi pare basterebbe fare in modo che la app sia valida, che ne so, fino alle nove e mezzo e tra l’una e le quattro, e avvisare bene tutti con cartelli scritti grossi e sulla app.
così si organizzano per fare la fila dal medico

Non voglio generalizzare ne’ fare di tutta l’erba un fascio. E non volevo nemmeno andare fuori tema. Ma mi ci tirate per i capelli.

Tra i tanti vecchietti rompicoglioni, ci saranno sicuramente anche quelli che hanno lavorato parecchio, e la pensione se la sono meritata.

Peró se mi guardo intorno, non mi vedo
proprio circondato da tanti esempi di virtú.

Mio padre ha avuto una pensione calcolata solo sugli ultimi 5-6 anni (col retributivo, e non col contributivo, dio cane) nei quali ha lavorato come dipendente, e ha versato MOLTI piu contributi di quanti ne ha versati nel resto della sua vita da partita iva. E quando lavorava in modo autonomo lavorava comunque molto meno di quanto lavoro io oggi (non erano rari i giorni in cui decideva che preferiva andare a caccia invece che a lavoro), pur guadagnando il doppio di me.

Mia madre ha fatto tutta la vita la maestra, e prende piú adesso di pensione di quanto prendesse di stipendio, quando lavorava. Come cazzo sia possibile non lo so. Oltretutto ha lavorato tutta la vita con un orario da 6 ore al giorno, massimo 8-9 in qualche giorno a settimana in cui si faceva il pomeriggio, o c’erano delle riunioni. Prende comunque piú o meno quanto me che faccio dalle 10 alle 12 ore al giorno.

Vedo un sacco di amici con una o due lauree farsi il culo con due lavori per portare a casa 800 euro al mese (quando va bene), mentre i loro genitori prendono il doppio di pensione, e hanno lavorato la metá.

Perfino mia nonna che ha fatto tutta la vita la casalinga, e ha lavorato giusto qualche anno come babysitter, prende piú di loro di pensione.

Quindi se permetti, si, mi fa parecchino gira’ i coglioni, se tanti PARASSITI, e lo scrivo anche maiuscolo, rompono il cazzo quando si tratta di soldi che NON SI SONO MERITATI. Due intere generazioni che hanno vissuto al di sopra delle loro possibilitá, e ora hanno pure il coraggio di bubbolare quando noi paghiamo il conto. Almeno che abbiano il buon gusto di stare zitti, porcoddio.

Ripeto: sicuramente tanti di quei vecchietti (ribadiamolo: comunque rompicoglioni) la loro pensione se la sono meritata. Ma permetti che mi venga un po’ difficile provare empatia verso la categoria ?

Poi sul discorso poste disorganizzate, app gestita male, sportelli dedicati, orari appositi e cazzi vari, siamo perfettamente daccordo. Tutta la faccenda é stata gestita a cazzo.

prima le cose andavano come dovevano andare, cioè; adesso, invece di chiedere un rialzo dei diritti per tutti, a cominciare diostramerda da i nostri propri diritti, chiediamo l’abbassamento di quello che hanno gli altri al bassissimo livello in cui sta sprofondando il nostro benessere sociale.
è uno dei trionfi maggiori dell’attuale deriva turbocapitalistica: devi avere di meno anche te, siamo tutti nemici.
pure io mi faccio il qlo come una rosa, lavoro come una bestia per guadagnare molto meno. embe’? a sto giro tocca prendercela coi pensionati? a me fracassano il qatz quando vado alle poste e si piantano lì, ma ciò non toglie che siano / possano essere impossibilitati per limiti oggettivi a capire un’app, o a possedere uno smartphone.
e ne conosco anche troppi di vecchietti che tirano a campare con 600 euro al mese. non  hanno governato, erano truppa.
la responsabilità è di chi teneva le leve del potere, e sta gente non la vedi alle poste, salvo eccezioni.
i vecchi, l’hai mai visti comprare il cibo per gatti e non hanno gatti? a me strizza il cuore.
per me non sono parassiti, son poracci, e lo siamo sempre più tutti

Maso, pero’ facciamo a capissi, che qua a ogni reblog ognuno capisce fischi per fiaschi, amplifica il “ma poveri vecchietti”, e io ci passo da nazista. Io ti rispetto come persona, e rispetto la tua opinione, pero’ poveri vecchietti una bella fava. Sull’app e sulle poste ti do pienamente ragione, mi sembrava di averlo ribadito a sufficienza. Lasciamo perdere un momentino l’app e la tecnologia, che sulla deriva che ha preso il discorso, c’entra quanto il culo con le quarant’ore.

Ti do ragione anche sul discorso della guerra da poveri.
Non ce l’ho con loro perché una volta le pensioni venivano date in quel modo.
Non ce l’ho con loro perché continuano a godere di diritti acquisiti che a me non toccheranno mai.
Non ce l’ho con loro perché prendono più di me.

Comincio ad avercela con loro quando, nonostante tutto ciò, DEVONO ROMPERE IL CAZZO. Quando non si rendono conto che quelli che loro considerano diritti inviolabili, erano frutto di un sistema semplicemente non sostenibile. A fare gli idealisti col culo degli altri son boni tutti, ma se poi tutti versano X di contributi, e prendono 2X di pensione, come pensi che vada a finire? Era tanto difficile prevederlo 30 o 40 anni fa, quando e’ stato concepito il concetto di “sistema retributivo” ? Tu mi dici “ma loro erano solo truppa”. Verissimo, ma che almeno abbiano il buon gusto di stare zitti. Abbiano la decenza di rendersi conto che non sono loro le vittima della situazione.

Comincio ad avercela con loro se pretendono rispetto solo perché sono vecchi, e lo pretendono CON RABBIA. Rispetto un cazzo. Il rispetto si guadagna con le parole e le azioni di ogni giorno, non si pretende. Il mio rispetto lo avranno quando cominceranno a rispettare anche me.

Non sto dicendo che gli vengano tolte le pensioni e che vengano lasciati a mori’ su un marciapiedi dall’oggi al domani.
Ma mi fa incazzare che, nel momento in cui ci si rende conto che il sistema non e’ sostenibile, nessuno prenda nemmeno in considerazione l’idea di rimodulare le pensioni già in erogazione adesso (specialmente in quelle abbastanza alte, non parlo di levare 10 euro a chi ne piglia 600), preferendo invece scaricare tutto su chi ancora e’ contribuente. Il principio per cui i diritti acquisiti non si toccano. Meglio evitare che li acquisiscano altri.
Di nuovo, “ma sono solo truppa”: giustissimo, non e’ una decisione che spetta a loro, e non li incolpo di questo. Li incolpo di vivere nel mondo delle pete candite, di non rendersi conto che mentre loro stanno li a lagnarsi di una cazzo di fila per avere soldi gratis, altri non sanno più dove sbattere il capo per arrivare a fine mese.

Ribadisco: poveri vecchietti una bella sega, porcoddio.

Detto questo, spero di aver chiarito a sufficienza il mio punto di vista. Non pretendo ne’ che sia condiviso dagli altri, ne’ che sia considerato bene. E’ un punto di vista che nasce dalla mia morale, e non dall’etica. E anche dal mio giramento di coglioni. Per cui ci sta benissimo che non sia condiviso dagli altri.

Pero’ spero che si sia capito il punto della questione. Che dai reblog che ho letto, mi sembrava proprio di no. Se cosi’ non fosse, comunque, cazzi vostri che mi son rotto i coglioni di dover fare la punta al cazzo. Anche basta.

Niente fila grazie alla app, pensionati scavalcati chiamano i carabinieri

tintura di odio

aliceindustland:

aliceindustland:

Come tutti voi sapete è da un po’ di tempo che tingo i capelli di bianco, poi vai a capire le varie volte in cui la tinta viene fuori nelle più svariate tonalità del viola non so cosa succede.
Sapete pure che da più di un decennio ormai ho i capelli corti e me li taglio da sola, quindi son praticamente tornata dal parrucchiere solo da qualche mese a questa parte dopo anni di autonomia.
Avevo dimenticato che il momento dal parrucchiere è in uno spazio tempo particolare in cui anche se sei sordomuto puoi stare certo qualcuno si fa i cazzi tuoi e tu ti fai tranquillamente i suoi, fosse pure uno sconosciuto che non vedrai mai più.
Dal mio parrucchiere in verità sono una moltitudine.
La parrucchiera proprietaria dell’attività, un tre aiutanti donne di ogni foggia, misura e fattezza, una stagista adolescente e un parrucchiere.
Il parrucchiere è un ragazzo di cui stasera ho scoperto l’età mi ha scioccato.
Un ventinovenne che se pesa 130kg è dire poco, sudamericano, del Guatemala credo, vi dico pure che è gay anche se a voi non fa differenza (vero?), ma voglio che vi immaginiate questo tipo proprio così com’è e che ve lo immaginiate quando parla e cammina come una perfetta top model anni ‘90 e che ogni istante libero che ha lo impiega a farsi selfie.
Sto tipo ha incontrato la parrucchiera in sudamerica ed essendo lui un mago del parrucco lei lo ha convinto a seguirla in uno sperduto paesino tra le risaie e mo lui vive a casa della mamma di lei (che è morta, ma ha vissuto con lui per dieci anni) col suo compagno che sistematicamente lascia da solo per girare il mondo con le amiche.
Sto tipo parla in dialetto lombardo coll’accento sudamericano.
Io, quando parla, non ci capisco una mazza, ma stasera mi ha detto che una chiromante gli ha predetto la morte a trent’anni, quindi lui con nonchalance attende l’anno venturo come se nulla fosse.

In questa giungla (giungla) a me la tinta la fa una delle aiutanti, una ragazza di 23 anni, quindi giovanissima, con origini del sud e un nome ancora più del sud e che a mio avviso è davvero brava e chiacchierona.
E’ una fan di Rocky o meglio di Silvester Stallone.
E’ fidanzata con uno con cui va sistematicamente in crisi perchè lui anche se più grande sta laureandosi, ma lei invece vorrebbe sposarsi subito ed avere dei bambini.
La varietà del genere umano, vedete.
Immaginatevi lei a 23 anni mentre mi tinge i capelli e mi dice che vuole tanti pargoli e io quasi 35enne senza alcuno scopo nella vita se non la masturbazione e le canne.
Io sorrido perchè è tenera e forse non vota per la lega.

Questi erano almeno i suoi piani.
Stasera mentre mi toglieva dal casco mi si è avvicinata sussurrandomi nell’orecchio per chiedermi se l’azienda per cui lavoro aveva delle filiali all’estero e sì, le ha, ma come mai?
Voleva sapere se poteva far mandare un curriculum e io allora ho chiesto da chi per che cosa.
Il padre e il fratello lavorano per un’azienda che non li paga da mesi, in famiglia sono quattro figli e lei è la più grande, due vanno ancora a scuola e adesso vivono con il solo stipendio di lei.
Non pagano le bollette e chiedono prestiti alla banca, puoi capire, mi ha detto, che così non ti rialzi più.
E sorrideva e mi lavava i capelli.

Allora le ho dato i dati per mandare il curriculum da me che so potrebbero avere una minima possibilità, il fratello è giovanissimo, il padre un po’ meno.
Mi son fatta lasciare il numero, so che sta aprendo un’altra azienda simile a quella in cui lavoro e cercano personale e le ho detto che le farò avere tutto ciò che le serve.
E poi le ho detto che se il fratello vuole andare all’estero posso chiedere delle dritte ad amici che ho in Svizzera, anche solo se è per lavar piatti a Zurigo.

Lei mi ha ringraziato con la voce rotta dicendomi che ero molto buona e che non dovevo impegnarmi così tanto, ma come si fa?
Io lo so cosa cazzo vuol dire avere paura di non mangiare e sentirsi dire che andrà tutto bene.
No, non va tutto bene, non va tutto bene.
Essere senza un soldo e sentirsi dire dai “vedi che alla fine troverai qualcosa” è una fottutissima cazzata perchè nel frattempo le bollette le devi pagare, quando io stavo male così mi riempiva di odio sentirmi dire dalle persone “tanto ce la fai”.
Sì ce la faccio, ma dammela una mano cristo!
Dimmi qualcosa, fai qualcosa! Facile incoraggiare (la profezia dell’armadillo insegna) con la pancia piena.
Vedrai che andrà tutto bene.
Sì, è andato tutto bene perchè sono un cazzo di dio, ma non tutti siamo così.
Anche se non servirà a nulla io voglio cercare di aiutare e fare del mio possibile per evitare che tornino dalle banche a far debiti e ancora debiti.
E magari non potrò farci nulla, ma cosa ci stiamo a fare sennò?

E poi mi chiedo come minchia pretendono di risollevare la situazione a colpi di jobs act, buone scuole, supercazzole sti figli di papà incravattati seduti sulle loro poltrone lontane a guardarci con gli occhi perfidi e dirci che la crisi sta finendo e il pil si sta risollevando e il lavoro è aumentato.
Sti figli di industriali, banchieri, nipoti di vescovi, collusi con la mafia o mafiosi proprio, sti tipi che poi sono entrati in politica perchè tanto bisogno di lavorare non ne avevano e quindi non hanno passato i weekend a lavare piatti in un pub per potersi permettere la spesa della settimana, che cazzo ne sanno porcoddio.
Che cazzo ne sanno loro e dovrebbero decidere per me.
Ma andassero affanculo.

Risvolti:

Ho scritto questo post ad Aprile, sono tornata dalla parrucchiera il mese successivo e nessuno aveva chiamato il padre, nè dall’azienda per cui io lavoro nè da nessun’altra, allora ho detto alla mia fedele tintrice che avrebbe potuto dare a me il curriculum cartaceo del padre e io lo avrei portato personalmente al direttore del personale.

Lei chiama seduta stante il fratello e gli fa portare il cv subito, prima che io andassi via e tutti e due mi ringraziano calorosamente, come se avessi salvato loro la vita e la casa da un allagamento, ma in verità non è che mi sarebbe costato sforzi.

Porto il giorno dopo il cv al direttore e gli dico solo se può dare un’occhiata, è un padre di famiglia di 45 anni con quattro figli, io non voglio influenzare nulla, ma almeno un colloquio se per favore poteva farglielo. Lui mi dice che ovviamente non può garantirmi nulla, ma vedeva.

Ieri torno a fare i capelli e la tipa corre verso di me e mi abbraccia, dicono che hanno chiamato il padre che ha iniziato la settimana di prova e che anche se non lo dovessero tenere o anche se lo dovessero tenere per poco non sa come ringraziarmi perchè ho fatto una bellissima cosa e almeno per adesso, per natale possono tirare un respiro di sollievo, che se pensa al natale scorso le viene da piangere e che secondo lei io sono meravigliosa che tra tutti quelli a cui hanno chiesto una mano se ci pensa che non mi rendo conto è una cosa bellissima e anche io sono contentissima che mi veniva da piangere e poi mi ha offerto un thè per ringraziarmi.