ma lo schifo.
Santissima Madonna. Io ci sono andata a scuola con questi due! ma… ma… ma… non riesco a crederci 😥
E’ abbastanza comune fottere il lavoro agli studenti, perché spesso negli atenei, e pure nei laboratori, si pensa che lo studente non possa avere idee sue e quindi il lavoro sia nato solo per suggerimenti del prof.
Poi quando si pubblica il lavoro, mettere tra gli autori uno studente significa svalutare il lavoro.
Sono delle merde.schifo non è un termine sufficientemente pregnante.
spero gli tolgano la cattedra ora.Io i miei studenti li vado a prendere alla stazione dell’autobus, gli offro la colazione e quando mi fanno un lavoro specifico sempre a tutti che il merito è loro. Non sono bravo io, sono delle merde disumane quei docenti.
Io ci sono passato.
Il mio progetto di tesi era un simulatore di rianimazione cardiopolmonare in realtà aumentata. In pratica l’utente indossava occhialini e guanti per la realtà virtuale, toccava un manichino da CPR, e ci vedeva sovrapposta una persona vera.
L’idea era di simulare altri sintomi impossibili da riprodurre sul manichino (pallore della pelle, dilatazione delle pupille, tremiti, sudorazione, ecc), in modo da addestrare il personale medico a distinguere tra le diverse situazioni (infarto, asfissia, ictus, ecc), e a rispondere di conseguenza.
Nel mio caso non c’erano di mezzo brevetti, ed era ancora una cosa molto embrionale: manichino prestato dalla Pubblica Assistenza, guanti da palestra comprati al supermercato coi sensori a campi magnetici ortogonali cuciti sopra da nonna. All’epoca non esistevano Kinect, sensori della Wii o roba simile, e di soldi manco l’ombra, per cui mi arrangiavo come potevo.
Dopo un anno di sviluppo e un prototipo funzionante presentato al congresso nazionale dell’Italian Resuscitation Council, il mio relatore ha pubblicato un bell’articolo sul tutto, senza citarmi e firmandolo a nome suo e di altri tre tizi mai visti.
É stato l’episodio che mi ha spinto ad abbandonare il mondo dell’università e della ricerca, e a buttarmi sul privato. Non me ne sono mai pentito
Firenze, i prof rubano la tesi alla studentessa e la usano per un brevetto – Repubblica.it