When your dad is a twin
This is so cute!
Giorno: 14 novembre 2016
Voglio un modulatore d’umore Penfield, da impostare sul 670.

Weekend proficuo, passato a fare il piccolo chimico. Ho preparato i regali di natale per mia sorella 🙂
Avrei voluto fare il sapone come Kon, ma non c’era tempo (deve riposare almeno un paio di mesi), cosi’ ho ripiegato su qualche alternativa:
- Detersivo: sapone di marsiglia grattugiato, bicarbonato di sodio, carbonato di sodio (miscela in polvere)
- Detersivo per delicati: sapone di marsiglia e bicarbonato di sodio, disciolti a caldo, olio essenziale di lavanda, acqua (semiliquido)
- Detersivo sbiancante: sapone di marsiglia, bicarbonato di sodio, carbonato di sodio, percarbonato di sodio (o carbonato di sodio perossiddrato). Miscela in polvere, solo per lavaggi a caldo di roba resistente: il percarbonato si scompone soltanto oltre i 50 gradi, generando bicarbonato e acqua ossigenata, che sbianca e disinfetta.
- Detersivo per bucato a mano: solo sapone di marsiglia disciolto a caldo (liquido, per la lana; il carbonato di sodio non va daccordo con la lana)
- Ammorbidente: acido citrico in polvere, acqua, olio essenziale di lavanda
- Detersivo per piatti: limoni cotti e frullati a caldo, aceto bianco, sale, acqua
- Pasta di Hoffmann: ossido di zinco, olio d’oliva, olio essenziale di lavanda
- Pasta all’acqua: ossido di zinco, glicerina, amido di mais, acqua distillata, olio essenziale di lavanda (non sono riuscito a trovare l’idrolato di lavanda)
- Bombe da bagno frizzoline: acido citrico, bicarbonato di sodio, amido di mais, oli essenziali vari (eucalipto, lavanda, arancio), coloranti alimentari
Le bombe da bagno sono venute fragilissime, si rompono solo a guardarle. Ma vabe’, pazienza. Se si rompono le riciclo come sali da bagno sfusi 😀
Ottimo.
Gli zombie puzzeranno, ma noi NO.P.S.
PERO’ SE NON METTI LE PROPORZIONI DEGLI INGREDIENTI…Detersivo:
- 200g. sapone di marsiglia (assicuratevi che sia quello vegetale all’olio d’oliva. Molti venduti come sapone di marsiglia in realta’ sono allungati con sego bovino o altri grassi animali)
- 100g. bicarbonato di sodio
- 100g. carbonato di sodio (soda da bucato, la vendono come Soda Solvay)
Grattugiare il sapone di marsiglia, frullarlo eventualmente in un frullatore, MOLTO velocemente (se le pale si scaldano, fondono il sapone e diventa una pappetta semisolida). Poi aggiungere bicarbonato e carbonato. NON FRULLATE LE POLVERI insieme al sapone. Non e’ il massimo della salute respirare la polvere finissima che si alza in quel modo. NON USATELO SULLA LANA. La soda da bucato non va daccordo con la lana.
Detersivo sbiancante:
- 200g. sapone di marsiglia,
- 100g. bicarbonato di sodio,
- 100g. carbonato di sodio,
- 100g, percarbonato di sodio (o carbonato di sodio perossidrato)
Il percarbonato di sodio e’ un po’ difficile da trovare. Io sono riuscito a trovarlo alla Coop, sotto forma di un prodotto che si chiama Orso Bianco, prodotto dalla Nerini di Firenze. Non ci sono le proporzioni scritte, ma cercando online si scopre che e’ 60-70 % di percarbonato e 30-40% di bicarbonato. In alternativa, in molti prodotti e’ presente con la dicitura “sbiancante all’ossigeno attivo” (sic!). Spesso pero’ sono allungati con altre tremila robe chimiche, ed e’ difficile valutare le proporzioni. Vedete voi… In ogni caso ricalcolate le proporzioni di cui sopra in funzione del prodotto che usate.
Stessa preparazione di cui sopra. Lasciare la miscela in polvere. Anche questo, NON USATELO SULLA LANA. La soda da bucato non va daccordo con la lana.Detersivo per delicati:
- 200g. sapone di marsiglia
- 100g. bicarbonato di sodio
- acqua finche’ ne prende
- 5-6 gocce di olio essenziale di lavanda o eucalipto
Disciogliere il sapone di marsiglia grattugiato in acqua calda, lasciar raffreddare, vedere quanto diventa denso, aggiungere di nuovo acqua, riscalare, e cosi’ via finche’ non vi rompete i coglioni.
Quando la consistenza vi sembra giusta, lasciar raffreddare e aggiungere il bicarbonato: diventera’ istantaneamente una pappetta densa cremosa. Aggiungere ancora acqua a freddo, fino a ottenere la consistenza del detersivo liquido (in realta’ anche a me e’ venuto un po’ piu denso).
Aggiungere 5-6 gocce di olio essenziale di lavanda, puro al 100% (di piu’ se e’ meno puro). Non usate gli oli essenziali per profumazione di ambienti, non sono adatti al contatto con la pelle. Li vendono in farmacia e erboristeria, quelli per uso anche alimentare. Il costo dipende dal tipo di oli, ogni pianta ha una resa diversa. Volevo usare l’olio essenziale di camomilla, ma 20 euro al millilitro mi sembrava un po’ troppino.
Con le dosi qua sopra mi sono venuti circa 4-5 litri di detersivo.Detersivo per bucato a mano:
- 50g di sapone di marsiglia disciolto a caldo
- acqua finche’ ne prende
Stessa preparazione di cui sopra, ma diluito molto di piu. Deve diventare liquido, non cremoso. Armatevi di taaaanta pazienza, perche’ il sapone di marsiglia e’ stronzo, e ha una resa mostruosa. Sembra completamente disciolto e poi raffreddando torna denso come un panetto. A me sono serviti circa 4 litri d’acqua per rendere liquido 50g di sapone.
Ammorbidente:
- 100g. acido citrico in polvere
- 900ml. acqua,
- 5-6 gocce di olio essenziale di lavanda o eucalipto
Deve venire una soluzione al 10-15%, dipende uanto lo volete forte. Io ho messo 900ml, ma regolatevi voi. L’acido citrico lo trovate nei negozi di agraria o di prodotti per il vino (si usa come correttore di acidita’), oppure su ebay o amazon, che lo pagate anche meno.
Se lo trovate, meglio l’acido citrico anidro (puro). Esiste anche l’acido citrico monoidrato: ha una purezza minore (90-95% di quello anidro), ma se non trovate l’altro va bene lo stesso.
NON USATELO INSIEME AL DETERSIVO SBIANCANTE. Annullerebbe gli effetti dell’acqua ossigenata ottenuta dalla scomposizione del percarbonato di sodio, vanificando ogni potere sbiancante.Detersivo per piatti:
- 14 limoni
- 500ml aceto bianco
- 250g. sale
- 2l acqua
Fate bollire i limoni nell’acqua. Di tanto in tanto provate la consistenza con una forchetta, come si fa con le patate: quando i denti affondano facilmente, sono cotti. Non cercate di forarli a tutti i costi, li fareste solo sgonfiare.
Quando sono cotti, spezzettateli con forchetta e coltello, togliete i semi (armatevi di taaaanta pazienza, pure qua), e frullate il tutto in una pappetta densa. Se il frullatore non ce la fa, aggiungete un po’ dell’acqua di cottura. Versate sale e aceto nell’acqua, mescolate bene per sciogliere, e aggiungete progressivamente alla polpa frullata.
Deve venire della stessa consistenza del sapone da piatti: semiliquido, quasi gel.Pasta di Hoffmann:
- 50g. ossido di zinco
- 50ml olio d’oliva
- 2 gocce di olio essenziale di lavanda
Mescolare il tutto e conservare in una scatolina opaca, sigillata. Ottime quelle delle creme, si possono trovare in farmacia a pochi centesimi. Si mantiene piu’ di un anno. Di tanto in tanto l’olio affiora in superficie, ma basta mescolare un poco prima dell’uso.
Pasta all’acqua:
- 20g. ossido di zinco,
- 20g. glicerina
- 20g. amido di mais (maizena)
- 10-15ml di idrolato di lavanda
L’idrolato cercatelo in farmacia o in erboristeria, e’ un sottoprodotto della distillazione della lavanda (dagli elementi liposolubili si ottiene l’olio essenziale, da quelli idrosolubili si ottiene l’idrolato). Se non lo trovate, usate acqua distillata con due gocce di olio essenziale di lavanda.
Mescolare il tutto assicurandosi di sfare bene i grumi, deve venire una crema omogenea. Conservare in una scatolina come sopra.@gigiopix lo so, arrivo dopo i foHi ma trovo solo ora questo post sui saponi 🙂 Hai scritto in riferimento al sapone di marsiglia: “assicuratevi che sia quello vegetale all’olio d’oliva. Molti venduti
come sapone di marsiglia in realta’ sono allungati con sego bovino o
altri grassi animali“. Ecco…ma come si fa??Grazie!
Di solito c’e’ scritto tra gli ingredienti, quando e’ all’olio di oliva. E pure a caratteri cubitali sul frontespizio. Se non c’e’ scritto niente, probabilmente NON e’ all’olio d’oliva.
Comunque il detersivo per piatti risparmiatelo pure perché non era venuto un granché. Non sgrassava quasi niente. Devo trovare qualche ricetta migliore. Gli altri invece funzionano abbastanza bene 🙂
(P.S. “dopo i fohi”, ma sei pisese?)
(P.P.S all’epoca kon rebloggo’ il post prima che mi accorgessi che era incompleto… qua trovi il post corretto e con le ricette complete)
I was
working with two clients: a man and his granddaughter. I was rebuilding his
website and online store, while his granddaughter acted as a technology
translator and go between. The
grandfather had ranted to me numerous times that Millennials are
ruining everything because they’re so ungrateful, spoiled, rude, and demanding. His
granddaughter is a recently licensed chemical engineer and I’m rebuilding his
precious site. He seemed oblivious both she and I are Millennials.We had a meeting arranged for the
afternoon, but unfortunately I developed a cluster migraine around lunch. I
don’t know how much you know about those, but there is no carrying on when you have
one. I sent an email to both the grandfather and granddaughter explaining why I
had to cancel.I received two very different responses.
Granddaughter: It’s ok! Migraines run in my family,
too. We completely understand. Feel better soon!Grandfather: UNACCEPTABLE THIS IS COMPLETELY
UNPROFESSIONAL OF YOU TO CANCEL LIKE THIS I SHOULD FIND SOMEBODY ELSE TO BUILD
MY SITE THIS IS SO TYPICAL OF A
MILLENNIAL I SHOULD HAVE SEEN IT COMING YOU’RE USELESS AND I DEMAND
A REFUND.Yes sir, the Millennials sure are the
rude and demanding ones.
hanno vaporizzato il reparto di assistenza clienti. le due PM sono state licenziate, i tre dipendenti di manovalanza rimessi in Staff.
nel frattempo ci sono tre apprendisti a cui hanno detto di cominciare a cercarsi da soli un altro lavoro perché l’azienda non si può permettere né di tenerli né di licenziarli. due copy non verranno riconfermate. un frontend non verrà riconfermato. stiamo aspettando che due PM salgano a dirci che anche loro non verranno riconfermati perché a p.iva ed è facile mandarti via con partita iva, anche se hai salvato letteralmente il culo alla tua azienda nell’ultimo anno e ce ne sono altri che invece sono totalmente inutili.insomma, ci stanno dimezzando.
io piango dalle 10 di questa mattina perché pensavo che il mio futuro non potesse essere più nero del ritorno del populismo fascista, ma mi sbagliavo.
ah, e domani è il mio compleanno.grazie vita.
Ma a te devono ancora far sapere, o ti hanno già detto se resti o se vai?
Quando hai davvero chiuso una questione dentro di te, non hai bisogno di dichiararlo.
Una calma lieve si impossessa della tua persona.
Se, al contrario hai bisogno di ufficializzarlo e trovi pace solo così, ci sei ancora dentro.
Hai ancora bisogno di scatenare una reazione, hai bisogno dell’altra parte, non ci vuoi rinunciare.
La faccenda può considerarsi superata solo quando non te ne importa più niente.
(via misterdoor)
Il signor Paternazzi è nella cabina elettorale. Dentro e fuori la cabina in questo momento è il 4 dicembre 2016, giorno del referendum sulla riforma costituzionale. Che è poi il motivo per cui Paternazzi è nella cabina. Tutto quindi appare piuttosto regolare.
Sono le 8.43, Paternazzi è andato sul presto un po’ per evitare code un po’ perché è una bella domenica di sole, e una passeggiata in montagna prima di pranzo ci sta bene. Ha la matita copiativa in mano, il foglio col quesito referendario aperto davanti a sé. Sta per tracciare una croce.
Lo ferma una specie di rapidissimo lampo che illumina le pareti della cabina elettorale. Per un attimo pensa a un’esplosione, al terrorismo, alle robe dei telegiornali, ma capisce subito che non è scoppiato niente. Tutto è rimasto intatto, solo che adesso accanto a lui c’è un tizio. Paternazzi più che spaventato è confuso. Non si può mica entrare in cabina quando c’è un altro, è il regolamento. Almeno così gli pare. E poi non capisce da dove sia sbucato fuori. Forse dalla luce, ma che stranezza. Lo guarda curioso e per prima cosa nota che ha uno stile di abbigliamento che gli piace.
Poi Paternazzi guarda in faccia questo tizio comparso dal nulla e trasecola. Paternazzi, c’è da credergli, non aveva mai trasecolato in vita sua, ma questa volta proprio non riesce a trattenersi, e allora trasecola. Il tizio, detta in breve, è lui stesso. Non proprio lui identico, ma è lui. Lui Paternazzi, nel senso.
Un po’ più vecchio, un po’ più magro, con questa barba leggera, bianca, non troppo lunga. Gli sta proprio bene, dovrebbe provarla. Porcatrota!, comunque, è proprio lui! Sta per chiedergli e quindi chiedersi che diavolo succede, chi è (cioè, lo sa chi è, in un certo senso, ma gli viene proprio da chiederglielo), cosa succede, com’è arrivato lì. Ma il tizio, l’altro Paternazzi, parla prima.
«Non ho molto tempo. Da un momento all’altro potrei sparire in un lampo di luce, quindi ascoltami attentamente. Già hai intuito che tu e io siamo la stessa persona. Sono qui per avvertirti. Lo so che in questo momento ti appare tutto folle, ma devi fidarti di me, anzi, di te stesso. Io vengo dal futuro, un futuro neanche troppo lontano, e ho visto le conseguenze della tua scelta. Conseguenze tragiche, catastrofiche, che non ci hanno lasciato scampo. L’unico modo per evitare questa tragedia è cambiare il passato, per questo sono qui. Molti sono morti per farmi arrivare fino a te. Per concedermi questi pochi istanti. Ti prego, salvaci, vota… », e in un lampo simile al precedente il Paternazzi del futuro scompare.
Paternazzi, quello del presente, è lì immobile, nella cabina elettorale tornata normalmente affollata. La matita copiativa sempre in mano. È ancora voltato verso quel suo viso un po’ più anziano che non c’è più. Gli stava davvero bene un po’ di barba.
Porcatrota!, pensa Paternazzi, non ho mica capito cosa devo votare. Ero già indeciso prima, figurati adesso. Possibile poi che basti il mio voto per fare quel gran casino? Mi pare strano. Oppure sono tornati tutti indietro dal futuro, in ogni cabina elettorale, e hanno fatto lo stesso discorso. Oddio, magari gli altri l’hanno detto subito, cosa toccava votare. Io ho questo problema che mi dilungo, e infatti non ho fatto in tempo a dirmelo. Adesso che lo so, quando torno indietro nel tempo fino a qui me lo dico subito, cosa devo votare, e risolvo il problema. Intanto però, cosa voto? Sì o no? Mh.
Ci riflette un po’ su, Paternazzi.
Però scusa, pensa poi Paternazzi, uno vale l’altro, tanto se è la scelta sbagliata prendo, torno indietro nel tempo, vengo qui e mi dico cosa votare. Me lo dico subito però, poi faccio il discorso. Ci sto bene attento, ché lo so che ho questa tendenza a farla lunga, invece di arrivare dritto al dunque.
Paternazzi traccia una croce, chiude la scheda e esce dalla cabina, dopo un’ultima occhiata per vedere se il se stesso del futuro ha lasciato qualcosa. Invece niente.
Mette la scheda nell’urna, riprende la tessera elettorale, saluta e se ne va.
In macchina, salendo in montagna immerso nel sole, pensa che per stare proprio sicuri è meglio se non si fa crescere quel po’ di barba, anche se gli stava davvero bene.

Venerdi’ sera sono andato via che funzionava tutto, stamattina non va un cazzo.
Si comincia bene. Sara’ un lungo lunedi’.

(via Chi ha paura del buio)