io ve lo dico. è un paio di anni che ho in mente una storia di fantascienza che per vari motivi non sta andando avanti, ma è sempre fissa lì e ogni tanto ci fantastico e spero prima o poi di buttarla fuori. il 2016 è l’anno che più di tutti mi ha dato ragione sulla fattibilità del nostro futuro tra un secolo. e non è proprio un bellissimo futuro. statemi bene.
Ma stai scrivendo un libro ? Tienici aggiornati che vogliamo sapere come si evolve eh! Potresti essere la prossima Rita Carla Francesca Monticelli 🙂
Ministri (non portinaie eh, ministri) di due Paesi che discutono in termini di Prosecco e Fish&Chips.
Praticamente:
direi che è in temissimo con la Brexit. te lo ricordi il video della tipa che diceva al fidanzato che votava Brexit perché così poteva andare a comprare le uova al fattore John ed era sicura che sarebbero state uova inglesi doc? che altro vuoi usare per ribattere più che pescetti fritti e vinelli frizzanti?
maria: “signora posso assaggiare questa crema al limone?”
signora: “certo!” *le porge un cucchiaino*
maria: *prende in mano il cucchiaino, lo gira verso il basso per spalmarselo sulla lingua, però col freddo la crema si era solidificata quindi casca a terra, ma lei non si accorge di nulla e lecca il cucchiaino* “signora non si offenda ma non sa di nulla”
solo quando la signora ha iniziato a piangere dal ridere insieme ad altri clienti lì davanti e ha chiamato il suo collega per raccontargli la scena ho guardato a terra e capito cosa era successo
(il secondo cucchiaino me lo ha imboccato lei, ed era buonissimo)
Siamo più vicini che mai a un vaccino contro l’HIV, dopo che un gruppo di ricercatori del National Institutes of Health (NIH) ha scoperto un anticorpo in un paziente positivo all’HIV che neutralizza il 98 percento di tutti i ceppi di HIV testati, inclusa la maggior parte di quelli resistenti ad altri anticorpi della stessa classe.
È stato molto difficile trovare un anticorpo in grado di bloccare una vasta gamma di ceppi per via della capacità dell’HIV di rispondere rapidamente alle difese immunitarie del nostro corpo. Ora che ne abbiamo trovato uno potrebbe costituire la base di un nuovo vaccino contro il virus.
L’anticorpo, chiamato N6, è stato in grado di mantenere la sua capacità di riconoscere il virus HIV nonostante il virus si sia trasformato. Inoltre è fino a 10 volte più potente del VRC01, un anticorpo della stessa classe, che era stato testato in studi clinici su pazienti umani dopo che aveva protetto le scimmie contro l’HIV per quasi sei mesi.
“La scoperta e la caratterizzazione di questo anticorpo forniscono un nuovo importante vantaggio per lo sviluppo di strategie per prevenire e curare l’infezione da HIV”, ha detto Anthony S. Fauci del National Institute of Allergy and Infectious Diseases.
Un anticorpo è una proteina prodotta dal sistema immunitario in risposta ad agenti patogeni nocivi quali batteri e virus. Gli anticorpi sono responsabili di identificare e distruggere questi patogeni legandosi a loro e neutralizzando i loro effetti biologici sia in maniera autonoma, sia segnalando ai globuli bianchi di distruggerli.
Quando i ricercatori hanno esposto N6 a 181 diversi ceppi di HIV, è riuscito a distruggerne il 98 percento, tra cui 16 dei 20 ceppi resistenti ad altri anticorpi della stessa classe. Questo è un significativo passo avanti rispetto all’anticorpo VRC01, che si ferma al 90 percento.
E, come riportano i ricercatori, non solo N6 mostra straordinaria ampiezza di raggio, ma anche un’incredibile potenza: “degli anticorpi presi in considerazione per lo sviluppo clinico, ce ne sono alcuni con raggio di ampiezza elevato, ma moderata potenza (ad esempio 10E8 o VRC01), altri estremamente potenti ma a raggio meno ampio (ad esempio PGT121 o PGDM1400). La scoperta degli anticorpi N6 dimostra che questo nuovo anticorpo può mediare ampiezza e potenza anche contro ceppi isolati tradizionalmente resistenti agli anticorpi di questa classe”.
Questo anticorpo ha inoltre un valore aggiunto: monitorandolo i ricercatori hanno scoperto che ha un legame più debole di altri con la zona volubile della superficie del virus – conosciuta come regione V5 – e si concentra di più sulle parti che cambiano molto poco tra i diversi ceppi. Ecco perché è in grado di prevenire che l’HIV si attacchi alle cellule immunitarie di un ospite.
I risultati finora sono stati dimostrati solo in laboratorio, quindi la cautela è d’obbligo. Ma resta comunque una buona notizia.
Io: ora che viene Natale dobbiamo scrivere la lettere a Babbo Natale. Gli facciamo un elenco di tutto quello che vogliamo e lui poi ce lo porta.
Piccolo: Ah?!
Io: possiamo chiedergli, per esempio, dei libri nuovi, i walkie talkie
Piccolo: una macchina telecomandata
Io: una macchina telecomandata, certo
Piccolo: la marmellata
Io: beh se vuoi, ma quella la posso comprare pure io quando faccio la spesa
Piccolo: e il latte
Io: certo, e il latte. Caro Babbo Natale, facci la spesa
Piccolo: a lot of latte.
Io: a lot. Certo.
Gli Stati Uniti, tra un paio d’anni, saranno una landa desolata governata da una manciata di lobbisti, un terzo di fondamentalisti cristiani e qualche stronzo dell’ultra destra. Una specie di Detroit ma su scala nazionale.
La Gran Bretagna, grazie alla Brexit, sarà costretta a vendere le prestazioni sessuali del Principe Harry e pagarci l’affitto di Buckingham Palace.
La Germania, se la Merkel non rivince le elezioni, finisce in mano agli anti-europeisti dell’AFD, l’ala nazista del nazismo, chiude le frontiere e fa la fine di New Orleans.
In Spagna, nel frattempo, saranno arrivati alla 13esima votazione, sperando che questa sia la volta buona per avere una maggioranza in grado di arrivare a giovedì prossimo.
La Grecia, nel frattempo, sarà già un metro sotto le acque per via del Global Warming.
In Italia, invece, si discuterà sulla prossima riforma di governo che vedrà due schieramenti misti discutere di qualche cosa di assolutamente irrilevante tipo se abrogare o meno i vice-ministri di cui nessuno ne ha mai capito l’utilità, mentre Pippo Civati ci spiegherà le ragioni del no in un video amatoriale a camera fissa di 40 minuti, girato nel suo salone di casa arredato secondo uno stile tardo hipster.
E in tutto ciò, io continuerò a comprare prodotti bio per assicurarmi un futuro radioso.
Dai che basta un po’ di pazienza.
Entro 10-20 d’anni l’inquinamento raggiungerà livelli irreversibili rendendo difficili le coltivazioni e facendo salire il prezzo del cibo. Cio’ darà nuovo impulso allo sviluppo dei sistemi robotici e dei trattori a guida autonoma per consentire coltivazioni in grande scala su territori prima difficili da sfruttare in modo intensivo per la loro vastità (come le pampas argentine).
Sempre per via dell’inquinamento, la Cina sarà costretta a imporre nuove norme per cercare di arginare lo smog e gli sversamenti delle fabbriche, facendo lievitare sensibilmente il costo finale del “made in china”. Il grosso delle produzioni industriali a basso costo si sposterà quindi progressivamente nell’unico posto ancora vergine: l’Africa. Di conseguenza la Cina si troverà costretta a specializzarsi e a investire in ricerca. Assisteremo a una nuova fuga di cervelli (europei, americani e indiani) stavolta verso la Cina.
La crisi cinese porterà anche a un sovrapprezzo delle terre rare e di conseguenza a un aumento generale dei costi dell’elettronica classica. Cio’ darà nuovo impulso alla fotonica del silicio, all’applicazione in grande scala dei derivati del grafene, e ai nanotubi di carbonio. Grazie ad essi l’intera scienza dei materiali farà passi da gigante.
Anche l’Australia, dove lentamente la popolazione sta aumentando comincerà a sviluppare un leggero settore tecnologico. Non sarà in grado di contrastare la Cina, ma il relativo isolamento continuare a mantenerla ancora per molto una terra abbastanza vivibile.
Nel frattempo l’unione europea e gli stati uniti collasseranno sotto il peso della loro stessa burocrazia, dei nuovi totalitarismi, e della nuova cultura dell’ignoranza. Cio’ porterà a una terza guerra mondiale, cosi’ chiamata impropriamente perché non sarà una vera guerra tra stati come la seconda, ma una serie di rivolte fuori controllo, episodi di violenza e razzismo fuori scala, azioni di guerriglia non dichiarate, piccole guerre civili, sanzioni economiche tra stati, e comportamenti da guerra fredda. Tutto questo clima belligerante si spargerà a macchia d’olio, e coinvolgerà probabilmente anche la Russia e il medio oriente (ma non le armi atomiche). Gli equilibri del mercato del petrolio e del gas verranno sconvolti, e cio’ lascerà il campo libero all’elettrico, ma si imporranno nuove multinazionali (o si adatteranno le vecchie) in modo da restringerne il controllo come prima.
A differenza delle altre guerre, gestite in modo coeso da governi centrali, che spingevano l’intero paese verso un obiettivo comune, il caos e il frazionamento di questa nuova forma di guerra distribuita renderà difficile un’accelerazione tecnologica pari a quella del secondo dopoguerra. Ma ci sarà lo stesso, a opera di Cina, India e Australia. Arriveremo a una diffusione in grande scala delle tecnologie per l’esplorazione spaziale. Avremo motori in grado di compiere un viaggio interplanetario in mesi invece che anni, cantieri orbitali in grado di stampare in 3d i componenti delle navette direttamente in orbita, e impianti di generazione di metano su Marte.
La possibilità di un viaggio di ritorno, renderà più allettante stabilire colonie su Marte, e le prime stazioni minerarie nella fascia degli asteroidi. Anche se poi solo una piccola parte dei nuovi coloni deciderà di tornare sulla terra. Fonderanno il loro governo, e cercheranno di costruire una società più giusta. Fallendo miseramente, ma solo molti anni dopo: i primi anni saranno una nuova eta’ dell’oro, come tutte le società ancora piccole e gestibili.