Programmi per il Futuro.

spaam:

Gli Stati Uniti, tra un paio d’anni, saranno una landa desolata governata da una manciata di lobbisti, un terzo di fondamentalisti cristiani e qualche stronzo dell’ultra destra. Una specie di Detroit ma su scala nazionale.

La Gran Bretagna, grazie alla Brexit, sarà costretta a vendere le prestazioni sessuali del Principe Harry e pagarci l’affitto di Buckingham Palace. 

La Germania, se la Merkel non rivince le elezioni, finisce in mano agli anti-europeisti dell’AFD, l’ala nazista del nazismo, chiude le frontiere e fa la fine di New Orleans.

In Spagna, nel frattempo, saranno arrivati alla 13esima votazione, sperando che questa sia la volta buona per avere una maggioranza in grado di arrivare a giovedì prossimo.

La Grecia, nel frattempo, sarà già un metro sotto le acque per via del Global Warming.

In Italia, invece, si discuterà sulla prossima riforma di governo che vedrà due schieramenti misti discutere di qualche cosa di assolutamente irrilevante tipo se abrogare o meno i vice-ministri di cui nessuno ne ha mai capito l’utilità, mentre Pippo Civati ci spiegherà le ragioni del no in un video amatoriale a camera fissa di 40 minuti, girato nel suo salone di casa arredato secondo uno stile tardo hipster.

E in tutto ciò, io continuerò a comprare prodotti bio per assicurarmi un futuro radioso.

Dai che basta un po’ di pazienza.

Entro 10-20 d’anni l’inquinamento raggiungerà livelli irreversibili rendendo difficili le coltivazioni e facendo salire il prezzo del cibo. Cio’ darà nuovo impulso allo sviluppo dei sistemi robotici e dei trattori a guida autonoma per consentire coltivazioni in grande scala su territori prima difficili da sfruttare in modo intensivo per la loro vastità (come le pampas argentine).

Sempre per via dell’inquinamento, la Cina sarà costretta a imporre nuove norme per cercare di arginare lo smog e gli sversamenti delle fabbriche, facendo lievitare sensibilmente il costo finale del “made in china”. Il grosso delle produzioni industriali a basso costo si sposterà quindi progressivamente nell’unico posto ancora vergine: l’Africa. Di conseguenza la Cina si troverà costretta a specializzarsi e a investire in ricerca. Assisteremo a una nuova fuga di cervelli (europei, americani e indiani) stavolta verso la Cina.

La crisi cinese porterà anche a un sovrapprezzo delle terre rare e di conseguenza a un aumento generale dei costi dell’elettronica classica. Cio’ darà nuovo impulso alla fotonica del silicio, all’applicazione in grande scala dei derivati del grafene, e ai nanotubi di carbonio. Grazie ad essi l’intera scienza dei materiali farà passi da gigante.

Anche l’Australia, dove lentamente la popolazione sta aumentando comincerà a sviluppare un leggero settore tecnologico. Non sarà in grado di contrastare la Cina, ma il relativo isolamento continuare a mantenerla ancora per molto una terra abbastanza vivibile.

Nel frattempo l’unione europea e gli stati uniti collasseranno sotto il peso della loro stessa burocrazia, dei nuovi totalitarismi, e della nuova cultura dell’ignoranza. Cio’ porterà a una terza guerra mondiale, cosi’ chiamata impropriamente perché non sarà una vera guerra tra stati come la seconda, ma una serie di rivolte fuori controllo, episodi di violenza e razzismo fuori scala, azioni di guerriglia non dichiarate, piccole guerre civili, sanzioni economiche tra stati, e comportamenti da guerra fredda. Tutto questo clima belligerante si spargerà a macchia d’olio, e coinvolgerà probabilmente anche la Russia e il medio oriente (ma non le armi atomiche). Gli equilibri del mercato del petrolio e del gas verranno sconvolti, e cio’ lascerà il campo libero all’elettrico, ma si imporranno nuove multinazionali (o si adatteranno le vecchie) in modo da restringerne il controllo come prima.

A differenza delle altre guerre, gestite in modo coeso da governi centrali, che spingevano l’intero paese verso un obiettivo comune, il caos e il frazionamento di questa nuova forma di guerra distribuita renderà difficile un’accelerazione tecnologica pari a quella del secondo dopoguerra.
Ma ci sarà lo stesso, a opera di Cina, India e Australia. Arriveremo a una diffusione in grande scala delle tecnologie per l’esplorazione spaziale. Avremo motori in grado di compiere un viaggio interplanetario in mesi invece che anni, cantieri orbitali in grado di stampare in 3d i componenti delle navette direttamente in orbita, e impianti di generazione di metano su Marte.

La possibilità di un viaggio di ritorno, renderà più allettante stabilire colonie su Marte, e le prime stazioni minerarie nella fascia degli asteroidi. Anche se poi solo una piccola parte dei nuovi coloni deciderà di tornare sulla terra. Fonderanno il loro governo, e cercheranno di costruire una società più giusta. Fallendo miseramente, ma solo molti anni dopo: i primi anni saranno una nuova eta’ dell’oro, come tutte le società ancora piccole e gestibili.

Io spero solo di arrivarci vivo.

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