
Will Eisner
“Contratto con dio” o “New York”, direi. Probabilmente la seconda.
Verso gennaio, dopo 10 anni di convivenza pacifica col mac, causa insofferenza verso le nuove politiche di obsoscemenza programmata (cit @scarligamerluss) e impossibilita’ di riparazione dei nuovi mac, sono tornato a Windows, e ho preso un Dell Xps 13.
Ho voluto dargli una possibilità, magari dopo tutto questi anni era migliorato. Magari Windows 10 sarebbe stato abbastanza stabile e maturo da consentire un tasso di bestemmie al minuto inferiore alla colonna sonora di Kon.
Sabato, all’ennesimo riavvio a cazzo non richiesto, a causa di un aggiornamento non ulteriormente rimandabile (se non disattivando il servizio di Windows Update), oltretutto fallito dopo 2 ore di download, e che al riavvio ha ricominciato a riscaricare tutto daccapo per riprovarci, mi son rotto un pochino i coglioni.
Ho cercato di creare un disco di ripristino, ma il ripristino fatto in tal modo continuava a fallire. Ho cercato di crearlo col MediaCrationTool, ma non riusciva a scaricare l’immagine ISO, fallendo rigorosamente sempre al 99%. Ho quindi scaricato una iso di windows 10 1607 Anniversary Update completa, a manina, a cui pero’ dava fastidio prima il sata mode RAID0 settato da UEFI, poi la tabella delle partizioni in GPT, e infine il presunto bitlocker (che non ho attivato)
sulla partizione di Windows. Alla fine, tentativo estremo prima di frulla’ il tutto nell’orto, ho scaricato la ISO della versione precedente di Windows 10 1511, e con quella il ripristino ha funzionato.
Pero’ si blocca di nuovo sull’aggiornamento a Windows Update.
Al che direi che anche basta.
E niente, son tornato a Linux. Era dai tempi dell’università che non ci aggeggiavo. Ho provato a installare una Elementary OS 0.4 (basata sull’ultima LTS di Ubuntu, la 16.04). E’ presto ancora per giudicare, ma per adesso mi ha fatto una buona impressione. Ha riconosciuto tutto l’hardware senza problemi, si e’ aggiornata senza problemi, e sembra funzionare tutto.
Vedremo come si evolverà il moccoli-per-minutes ratio nei prossimi mesi.
Vengo da un paesello in cui ha chiuso persino il kebabbaro e la massima pazzia in termine di cucina etnica è un ristorante che ci tiene a specificare di fare “cucina fusa Reggio-Parma”.
Prossimamente su “Chef’s Table”. Che Ferrand Adria’ levati, gli fa ‘na sega la cucina molecolare alla cucina fusa Reggio-Parma.