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Investire in pieno un cinghiale di notte, mentre piove, due mesi dopo aver preso la macchina nuova. Forse comincia a essere il caso di metterci un bull-bar, davanti al paraurti. Che com’è ora non para una bella sega.

Il bestio comunque non l’ha manco sentita la botta, non si è nemmeno fermato. Oltretutto era pure un branco di 5-6 animali belli grossi, che hanno attraversato tutti insieme. Ed è gia’ il secondo branco che gira dietro casa, in 3 giorni.

Il prossimo che esce con le stronzate animaliste che vanno protetti dai cacciatori cattivi, lo lego al cofano, e li vado a cerca’ apposta, i cinghiali.

Beh, non credo che l’habitat dei cinghiali sia cresciuto attorno alla strada. Per cui o distruggiamo completamente la Natura o bisogna accettare che talvolta le strade si possano incrociare.

Ti appoggio in pieno (ed è per questo che io i topi del pollaio li catturo e non li stermino) però considera che in certe zone, compresa la mia, c’è un numero spropositato di questi animali che prolificano a dismisura grazie all’assenza di predatori (i lupi sono pochi) e grazie a una dispensa sempre piena che gli forniamo con le nostre coltivazioni.

Reputo i cacciatori l’equivalente di bambinoni cresciuti che tormentano le lucertole ma antropizzazione per antropizzazione o accettiamo di trovarceli a dormire sotto la macchina (e solo Pumbaa è carino e coccoloso) oppure ne poniamo un freno alla sovrappopolazione. 

Nel caso, poi, si trovasse un metodo meno cruento della caccia, il mio freezer strapieno allora ringrazierebbe.

Il problema ė che la caccia oggi ė uno sport, quindi, ė insufficiente come strumento di controllo, anzi, può pure provocare l’effetto contrario perché í cinghiali tranquilli possono pensare alla carriera o hanno hobby mentre quelli sotto pressione venatoria pensano che stia arrivando l’apocallisse e per paura di estinguersi si riproducono come se non ci fosse un domani. L’unico vero strumento di controllo per gli ungulati sono i predatori, ma l’insegnamento “se incontri un lupo per strada uccidilo” ė ancora molto di moda fra gli agricoltori, e quindi ci teniamo i cinghiali… anche sul cofano della macchina.

mune22 replied to your post “Investire in pieno un cinghiale di notte, mentre piove, due mesi dopo…”

In Emilia Romagna esiste la caccia di selezione per i caprioli, regolata in base ai ritmi di riproduzione e ai censimenti degli animali sul territorio. Sarebbe una pessima idea equilibrare allo stesso modo la popolazione del maiale setoloso?

La caccia di selezione c’e’ anche in Toscana (e credo ovunque), ma e’ gestita nelle riserve di caccia, sotto il controllo della forestale. E, a parte il fatto che e’ comunque insufficiente (perché le stime del numero di animali da abbattere vengono fatte sulla base di statistiche vecchie, sempre in ritardo sulla situazione reale, e sulla base di leggi che non tengono conto dell’incremento esponenziale del numero di esemplari), non risolve comunque niente.

Purtroppo i cinghiali non sono scemi, e hanno imparato che vicino alle case sono più al sicuro, perché e’ proibito sparare. Per cui sempre più spesso, escono dal bosco e rimangono nei campi tra le zone abitate, con i danni che ne conseguono all’agricoltura, alla gente, e alla mia macchina (porcoddio).

Dare il via libera ai cacciatori per sparare dietro casa non e’ ovviamente praticabile, ma anche limitarsi a tenere sotto controllo la popolazione delle sole riserve, non basta. Ci vorrebbe un po’ di buon senso, e permettere ai cacciatori di cacciarli anche fuori dalle riserve, purché in posti dove non mettono a rischio nessuno.

Purtroppo il buonsenso, oltre che raro da trovare, e’ difficile anche da formalizzare in legge, cosi’ come lo e’ il concetto di “posto dove non metti a rischio nessuno”. E se devo scegliere tra lasciar girare sciolto un deficiente col fucile o un cinghiale, preferisco il secondo.

Sinceramente non ho idea di come si possa contenere il problema. Intanto magari alla macchina ci metto un bull-bar.