Devo trovare un modo di gestire lo stress. Ho pure ricominciato a fumare. Non so, potrei ricominciare anche a farmi le canne. Mi sorprendo sempre piu’ spesso a cercare di avere il controllo su tutto, e a incazzarmi quando non ci riesco. Un bisogno di pianificare le cose che mi sta sfuggendo di mano. Cerco sempre di pensare all’ipotesi peggiore per non farmi trovare impreparato, e cosi’ facendo mi avveleno la vita.
Faccio un pezzo di strada per tornare a casa, e penso a cosa succederebbe se dovessi fare un incidente e distruggere la macchina. Ce la farei a comprarne un’altra usata, per andare a lavoro? O mi dovrei licenziare, e finire sotto un ponte? E la casa? E se tra 6 mesi i miei decidessero di vendere la casa dove vivo adesso? Riuscirei a mantenermi pagando un affitto? E come farei a traslocare? E se dovessi traslocare proprio dopo aver distrutto la macchina? E se mi si rompessero gli apparecchi acustici? Come farei a lavorare senza? E se un domani dovessi avere un figlio, come farei a crescerlo in mezzo a questa instabilita’ ?
Una catena di seghe mentali con un unico filo conduttore: l’insicurezza verso il futuro. La consapevolezza di non avere le spalle coperte, di non avere piu’ tante carte da giocare, di non poter fare affidamento su nessun altro.
Non importa. Ci sono abituato a non poter fare affidamento sugli altri. Ci sono abituato ad arrangiarmi.
Pero’ capitano dei giorni in cui semplicemente non ce la fai. Ti sembra di portare sulle spalle troppo peso, vorresti solo riposarti un attimo. Ti fermi un poco, ti guardi intorno, ma niente, non sai dove appoggiarla tutta quella roba.
E allora fai un sospiro e riparti. Un passo dopo l’altro.
Senza sapere dove cazzo stai andando.
Caro @gigiopix (sì lo so… suona molto pippone esistenziale. Infatti lo è), sarai pure abituato a fare tutto da solo e a non fare affidamento sugli altri ma essere adulti significa anche accettare la propria fallibilità e l’aiuto delle persone che ti sono accanto.
Nessuno ti ha mai aiutato e hai dovuto sempre fare tutto da solo?
Ok ma forse la lavatrice a cui hai cambiato il motore del cestello, la pulsantiera, la pompa, l’oblò e la guarnizione a un certo punto sarà oltre ogni possibilità di riparazione e di sostituzione e ti dovrai decidere a comprarne una nuova.
Non è un’ammissione di sconfitta ma la consapevolezza che pur essendo ognuno di noi il centro del proprio universo, ogni tanto ci s’ha da spostare le coordinate per includere anche altri.
Una vittoria in solitudine può anche avere un sapore migliore ma se ti fermi ad assaporare ti accorgi che il retrogusto è acre, mentre ogni sconfitta (perché tutti vengono sconfitti, prima o poi), subita con la persona giusta accanto, assume un gusto meno amaro e ti spinge di nuovo verso la caccia.
Mi sono espresso male, non era mancanza di fiducia verso tsuki-nh. Lo so che su lei ci posso contare. E probabilmente e’ anche la cosa più bella che mi sia mai capitata. Se non fosse stato per lei probabilmente non ci sarei nemmeno arrivato a questa eta’. Pero’ non posso nemmeno scaricare tutto su di lei.
Sono cresciuto in una famiglia con una mamma che non si sapeva leva’ un dito dal culo da sola, e il cui concetto di “risolvere un problema” era lagnarsi e trovare qualcuno che lo risolvesse. E ovviamente non era mai colpa sua, c’era sempre qualcun altro su cui scaricare la responsabilità. Babbo invece non chiedeva mai niente a nessuno, si teneva tutto dentro, si faceva carico di tutto, e ci pensava lui.
Sono diventato come lui. E odio profondamente essere cosi’, mi rendo conto anche di peccare spesso di presunzione pensando di poter fare meglio da solo, ma non ci posso fare niente. 30 anni di continue conferme sull’inaffidabilità altrui, e di inculate con la sabbia, non si cancellano in un giorno. L’unica cosa che forse mi distingue da lui, e’ la consapevolezza di avere un carattere di merda. E a volte (non sempre), il saper riconoscere di essere nel torto, e saper chiedere scusa.
Razionalmente, a mente fredda, lo so che nessun uomo e’ un’isola. Solo che razionalmente una sega.
Comunque devo smetterla di scrivere all’una di notte. Che poi escono ‘ste stronzate. Ora scrivo un programmino che blocca la tastiera dalle 23 alle 7 di mattina.
Devo trovare un modo di gestire lo stress. Ho pure ricominciato a fumare. Non so, potrei ricominciare anche a farmi le canne. Mi sorprendo sempre piu’ spesso a cercare di avere il controllo su tutto, e a incazzarmi quando non ci riesco. Un bisogno di pianificare le cose che mi sta sfuggendo di mano. Cerco sempre di pensare all’ipotesi peggiore per non farmi trovare impreparato, e cosi’ facendo mi avveleno la vita.
Faccio un pezzo di strada per tornare a casa, e penso a cosa succederebbe se dovessi fare un incidente e distruggere la macchina. Ce la farei a comprarne un’altra usata, per andare a lavoro? O mi dovrei licenziare, e finire sotto un ponte? E la casa? E se tra 6 mesi i miei decidessero di vendere la casa dove vivo adesso? Riuscirei a mantenermi pagando un affitto? E come farei a traslocare? E se dovessi traslocare proprio dopo aver distrutto la macchina? E se mi si rompessero gli apparecchi acustici? Come farei a lavorare senza? E se un domani dovessi avere un figlio, come farei a crescerlo in mezzo a questa instabilita’ ?
Una catena di seghe mentali con un unico filo conduttore: l’insicurezza verso il futuro. La consapevolezza di non avere le spalle coperte, di non avere piu’ tante carte da giocare, di non poter fare affidamento su nessun altro.
Non importa. Ci sono abituato a non poter fare affidamento sugli altri. Ci sono abituato ad arrangiarmi.
Pero’ capitano dei giorni in cui semplicemente non ce la fai. Ti sembra di portare sulle spalle troppo peso, vorresti solo riposarti un attimo. Ti fermi un poco, ti guardi intorno, ma niente, non sai dove appoggiarla tutta quella roba.
E allora fai un sospiro e riparti. Un passo dopo l’altro.