Ho un amico che anni fa ha passato un po’ di tempo della sua vita a intervistare ex partigiani. C’era un progetto dietro, ma quello che lo spingeva veramente a suo dire era un “volevo capire”.
Per lo più ha approfondito le loro storie, ma c’era una domanda generica che alla fine faceva a tutti: se la situazione odierna era quella che auspicavano e per la quale avevano lottato all’epoca e quali cause avevano portato in una direzione o nell’altra.
Nessuno ha risposto di sì, uno in particolare gli ha dato una risposta che cita spesso:“Quando uno festeggia il 25 aprile un giorno all’anno e gli altri 364 non ricorda nella sua vita politica, sociale e anche personale quello che è successo e i valori e le ragioni di chi ha lottato, allora non basta e non serve. Tu che sei giovane finirai per rivedere il fascismo o qualcosa che gli assomiglia molto.”
Da quando raccolse quelle interviste qualcosa è cambiato, tipo che pure quel giorno all’anno lì non se la passa benissimo. Però buon 26 aprile.