La questione irlandese rischia di fare naufragare il negoziato sulla Brexit. O, alternativamente, potrebbe dare una indipendenza de facto all’Irlanda del Nord. In un caso o nell’altro, scoppia una nuova crisi nella trattativa. A farla esplodere è la bozza dell’accordo raggiunto a dicembre fra Gran Bretagna e Unione europea al termine della prima fase del negoziato, quella per così dire centrata sul “divorzio”, mentre la seconda, cominciata da poche settimane, verte sui futuri rapporti fra Londra e Bruxelles.
La bozza, presentata stamane dal capo negoziatore europeo Michel Barnier, contiene due indicazioni fondamentali: la permanenza dell’Irlanda del Nord nell’unione doganale, come soluzione per mantenere aperto il confine con la Repubblica d’Irlanda e dunque, in futuro, fra Regno Unito e Ue; e il ruolo di supervisione per la Corte Europea di Giustizia nell’interpretazione dell’intesa. Per Barnier, si tratta di patti concordati appunto in dicembre e ora esplicitati in un documento “con valore legale”. Ma per Downing Street e per il Dup, il piccolo partito unionista nord-irlandese che dà la maggioranza al governo britannico, si tratta di condizioni “del tutto inaccettabili”. Per la premier Theresa May “minacciano la tenuta costituzionale” del Regno Unito. Proposte “offensive”, le definisce invece Nigel Dodds, leader del Dup al parlamento di Westminster. “La Ue sta cercando di annettere l’Irlanda del Nord e portarcela via”, tuona il Daily Telegraph, bastione dei brexitiani.
Aritonfa nel baugigi! Se lo stanno prendendo nel dighedoghe in cosi’ tanti modi che sto perdendo il conto.
Brexit e la questione irlandese, nuova crisi nella trattativa. May: “Condizioni inaccettabili”