frauigelandtheboys:

spaam:

kon-igi:

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Probabilmente il più caro amico di Figlio n.2 ha i genitori di estrema destra. Non siamo amici, siamo vicini di casa, i bambini giocano e vanno a scuola insieme, ma non ci conosciamo privatamente. Il nostro rapporto si limita a discutere degli orari di gioco dei bambini, di scuola e chiacchere leggere davanti alla porta di casa. Ho avuto qualche sospetto un paio di settimane fa, ma mai la sicurezza assoluta. Qualche volta il piccolo è ritornato a casa con strane domande, abbiamo chiarito e poi comunque sempre visto che lui è sereno. Oggi è tornato a casa turbato dopo essere stato a casa loro chiedendomi di Hitler e della guerra. I bambini hanno giocato con i soldatini e parlando l’amichetto ha detto delle cose moooolto sospette. Cose che un bambino non direbbe così, perché proprio non gli verrebbe in mente. Stasera Figlio n.2 era impaurito e voleva starmi vicino. I bambini si vogliono bene e sono affiatati. È anche la prima volta che ha un vero amico del cuore. Ed è qui il problema: io non avrei problema a mandarli sonoramente a cagare, ma questa amicizia tra i bambini vuol dire qualcosa, sono compagni di banco e superamici. Non ci è mai capitata una situazione del genere e devo riflettere sul da fare. Domani tutti e due i figli di questa coppia sono da me, e nel pomeriggio vorrei parlarne con la madre. Già sospetto che cercherà di sminuire, e poi che faccio? Lo mando ancora a casa loro? Gli impedisco di incontrare il suo amichetto? A pensarci mi viene da piangere di nuovo.

@spaam @kon-igi ho bisogno della vostra saggezza/esperienza paterna 😦

Accetto pareri anche da tutti voi qui ovviamente.

Grazie del tag… spero di meritarlo.

Intanto ti rigiro e ti personalizzo un modo di dire molto incisivo, non mi ricordo se di mia nonna o di uno dei tanti personaggi femminili supercazzuti di Stephen King, e cioè che credo assolutamente che ‘In casa Igel non si coltivano scemi’.

L’incipit molto rustico è per dirti che oramai ho avuto piena conferma del fatto che vivere i primi 12-13 anni in un ambiente familiare sereno, amorevole e stimolante fa la maggior parte del lavoro di creazione di un adulto equilibrato, sensibile e ‘intelligente’ (sotto tutte le accezioni del termine).

Oltretutto ho conosciuto te e tuo marito (a proposito, digli che dopo la seconda bottiglia di vodka sono andato tanto così vicino dal cantargli la canzone del celebre gatto) e quindi sono sicuro che Figlio n.2 abbia tutte le carte in regola per poter gestire (con il vostro supporto) l’amicizia di un bambino che purtroppo a volte potrebbe brillare di nera luce riflessa.

Che poi, i bambini sono spugne e specchi assieme ma hanno una mente percettiva molto diversa dalla nostra (questo è il punto in cui @salfadog​ drizza le orecchie e interviene) e siamo noi adulti a dare alle parole, dette o sentite, un significato più grande di quello che in realtà per loro rivestono. Ovviamente non nego che da un certo punto in poi le parole comincino a diventare importanti o meglio, che le spiegazioni sulla vita, l’universo etc… diventino fondamentali per codificare la realtà vista ma ancora da esplorare.

Non ti invidio qualora dovessi scoprire che la suddetta mamma è solita salutare il figlio che prende il pulmino sbattendo i tacchi e alzando il braccio ma ti dico pure che ho conosciuto un sacco di persone… uhmmm… di destra? che qua su tumblr avrebbero ricevuto l’augurio automatico di sventramento con coltello arrugginito intriso di acido da batteria mentre quattro generazioni di famiglia stavano a guardare aspettando il proprio turno e che invece lo erano solo per moda, per principio o per frustrazione. E forse perché gliel’avevano detto… o non gli avevano detto tutto (cit).

E poi, non lo diceva pure Guccini che anche chi è di destra ha i suoi pregi ed è simpatico ed è anche fondamentalista per evitare guai? 🙂

Non dico che dobbiate diventare loro amici… ti dico solo che per tuo figlio ogni cadere di foglia è occasione di metafora di vita e se per un attimo hai la forza di svestire i panni della Magna Mater Suprema (è difficile ma so che ci puoi riuscire) immagina la sua delusione e il suo dolore qualora doveste decidere di allontanarlo da un suo amico: credi davvero che potrebbe capire la tua spiegazione ‘lui non c’entra, è colpa dei genitori…’ senza sentire il peso e l’ingiustizia di una prepotenza adulta che separa gli amici?

Certo, se ne farebbe una ragione, come migliaia di bambini da innumerevoli generazioni… ma credo che siate sufficientemente intelligenti e sensibili da intuire che di occasioni per rimanere delusi dagli adulti ce ne saranno purtroppo tantissime. E non credo vogliate insegnargli ad abituarcisi.

*suono di flauto e stormire di bambù in sottofondo*

Sii quella ninfea che lascia andare le sue giovani radici dove la nuova corrente le porta e gioisci della nuova vita regalata. [X]

Negli Stati Uniti, tra le coppie con cui siamo diventati amici e che
per un periodo erano anche vicini di casa, ce n’è stata una che alle
ultime elezioni ha votato per Trump. La famosa high-middle class ricca e
liberale, entrambi medici, aperti ai matrimoni gay, l’aborto,
politically correct di quelli che dicono Oh my gosh, what the heck ecc.,
ma sempre America First e poi avevano bisogno del buon vecchio GOP
perché volevano pagare ancora meno tasse di quelle che pagavano già e
Obama con il suo Obamacare aveva sbagliato alla grande. Freedom, in USA,
vuol dire pure essere “free”, liberi dal sociale. Te la devi sbrigare
tu!

Ma il giorno del Thanksgiving, il giorno più importante
per una famiglia americana, noi eravamo i loro ospiti d’onore. E questo
significa tanto – a livello umano – e la figlia giocava con il nostro e
ci hanno sempre aiutato, fin dal primo giorno che ci siamo conosciuti e
ci sentiamo tutt’ora, ecc.

Ovviamente bandiera americana
svolazzante all’ingresso, armi da fuoco in casa (pistola più due fucili,
ma niente AK-47) e ben riposti nell’armadietto apposito. Ovviamente,
loro avranno riso a stare a casa nostra dove, dopo anni di convivenza,
non abbiamo ancora un servizio di piatti con più di 4 pezzi uguali,
bicchieri e posate comprese. Non abbiamo manco mai avuto una credenza
con le porticine in vetro, perché ci fanno schifo, né la tovaglia per le
grandi occasioni o la foto del matrimonio. Al massimo c’abbiamo noi
vestiti da tedeschi della DDR + filtri ingialliti con su
scritto “dieKoiren, Berlino ovest, 1987″!, ma, data la mia lunga
militanza in Italia con una famiglia spaccata come tutte le altre, tra
sinistra e destra, romanisti e laziali, a differenza di A., ho sempre
capito che esisteva una terza via per poter condividere una cena insieme
senza arrivare al muro contro muro e cioè, fregandosene della politica.

L’unica
cosa che mi rompeva i coglioni, con la coppia americana, era mangiare
mentre per tutta casa passava quella musica di merda simil lounge, tipo
American Beauty, per non parlare del profumo di rose in tutta casa
rilasciato dai vari dispensatori sparsi in ogni angolo. Ecco, questo mi
mandava ai matti, ma sto divagando.

I figli hanno le colpe
dei genitori? Per fortuna, nostra e loro, no. Quindi, direi che a meno
di casi eclatanti in cui il padre si presenti un giorno con i pantaloni
alla zuava e la svastica al braccio, sarà sufficiente lasciare giocare i
bimbi insieme e limitarsi, con i genitori, a commenti superflui sul
tempo, la scuola ecc. Noi facevamo così. Perché parlare di Trump e GOP
quando si poteva dialogare su come cucinare un hamburger perfetto, mica
come quello che fanno ora i messicani che varcano la frontiera
illegalmente o gli egiziani che fanno la pizza in Italia!

Ovviamente,
il discorso politico venne affrontato la prima volta e ci fu una specie
di mutuo accordo: loro evitavano di fare l’alza bandiera quando eravamo
a casa loro e di lasciare la TV accesa su FoxNews e noi di vestirci da
cosacchi e parlare in russo, soprattutto davanti ai loro vicini di casa.
Il consiglio 1, quindi, sarebbe di chiarire la cosa con loro. Magari è
meno complessa di quello che sembra.

Un eventuale distacco, tra voi genitori, sarà comunque percepito
dai figli e ne influenzerà le loro successive scelte. Senza volerlo
potrebbero rompere l’amicizia (ti preparo al worst case scenario),
oppure saranno abbastanza bravi da andare oltre gli adulti e fregarsene.
Magari invece sarà l’inizio di una amicizia ancora più solida e un
giorno partiranno insieme per Berlino, dove diventeranno due
hipsters della scena elektro pop. O a Rostock, per diventare due
militanti dell’NDP 🙂

D’altronde, non puoi proteggerlo dalle
opinioni nel Mondo evitandogli la frequentazione con i figli di Goebbels
(sto cercando di sdrammatizzare la cosa!), ma sicuramente gli dovrai
spiegare che non tutti hanno la stessa visione del Mondo, le stesse
priorità, la stessa morale e gli stessi gruppi di musica preferiti. Che
il bene vince sempre sul male, che l’Armata rossa ha battuto Hitler, che
Giggi RRRRiva ha battuto Beckenbauer, ma pure loro a noi, che restiamo
umani e che l’amicizia dura fino a quando non subbentrano i pompini, ma
su questo potrai aspettare ancora un paio d’anni 🙂

Grazie @spaam mi hai fatto ricordare un episodio dell’anno scorso in cui i miei figli cacciarono di casa due bambini che avevano osato dire che gli piaceva Trump (uno di questi era proprio il bambino in questione, i genitori hanno amici in Texas, toh), quindi non mi preoccupo 😉

Io con questi non ci devo fare nulla, neanche mangiare due würstel sotto il cielo stellato in estate.

Ieri sera Figlio n.2 (vedi un po’ la portata di questo episodio che sembra piccolo piccolo) non riusciva a dormire, è venuto in braccio e mi ha chiesto se Trump ha amici. Io ovviamente gli ho risposto che credo di sì, probabilmente sono idioti come lui (oh mi è scappato), ma ce li ha. Mi ha chiesto se abbiamo nemici, se sono nemici gli inglesi, perché non vogliono stare in Europa, e gli americani per colpa di Trump. Gli ho detto che siamo tutti amici, anche se abbiamo idee diverse, e, se proprio dobbiamo cercare una cosa buona di questa terribile storia, è che tutti questi paesi coinvolti nella WW2, insieme, hanno deciso di vivere in pace. E che il problema non è Trump, con quello ci si deve misurare la Merkel, ma le persone che ci stanno vicino e con cui abbiamo a che fare tutti i giorni. Sono quelle che decidono da chi farsi governare e chi no. Che se qualcuno dice una cosa che non riteniamo giusta, bisogna essere sinceri e dire che non ci piace (la riporto qui come l’ho detta a lui eh, per intenderci).

Mi ha abbracciato forte e mi ha dato un bacio. Ti voglio bene, mamma, mi ha detto.

Allora io, che ieri ero pronta a fare la guerra, oggi ho deciso di ascoltare le parole dei Beginner, che scrivendo un’ode alla loro città, Amburgo, cantano

“Der Grund warum die Leute hier gern leben,
weil die Leute erst fühlen dann denken, dann reden.“

(Il motivo per cui alla gente piace vivere qui, perché prima sentono, poi riflettono, poi parlano)

Ho riflettuto tutta la mattina, grazie soprattutto a tutti voi, ancora non so cosa fare, credo che vorrò comunque parlarne, ma intanto vado a prepare da mangiare.

È arrivato per primo il fratellino piccolo di 6 anni dell’amichetto di Figlio n.2. Mi ha chiesto giusto adesso cosa si mangia.

“Cosa ti ho promesso l’ultima volta?” gli dico

“PIZZAAAA?????”

I due occhioni enormi mi sorridono 😉

😀

starwarsgraphictee:

welele:

Mientras tanto en un proceso de selección de Podemos…

H…how does it know?

Sensori di visione artificiale con algoritmi di riconoscimento d’immagine, e attuatori indipendenti comandati da un PLC di controllo. In questo caso forse non serve nmmeno il riconoscimento d’imagine, ma basta il riconoscimento del colore.

Tipo: x