Delirio!

frauigelandtheboys:

3nding:

La madre di una mia amica a un mese dal matrimonio della figlia, a una cena coi futuri sposi e i rispettivi genitori ha sbroccato sostenendo che quello che stavano organizzando non fosse un matrimonio ma una cosa molto sciatta senza gusto. Stupore e silenzio generale. La madre dello sposo ha provato a mantenere la calma per qualche minuto poi è esplosa. Ne è nato un meltdown assurdo in cui tutti urlavano. La mia amica si è messa a piangere, il futuro marito ad urlare. Quando i genitori di lui hanno abbandonato il tavolo la madre di lei si è difesa dicendo “Io sono così”. Non ho idea di come sarà il matrimonio. A questo punto non ho idea se ci sarà il matrimonio! Ma come cazzo si fa?

Las Vegas e

Ma anche senza Las Vegas. Anche davanti casa dei genitori, ma senza invitarli. A spregio proprio.

heresiae:

frauigelandtheboys:

anonpeggioredelmondo:

heresiae:

lamagabaol:

Mi chiedo se solo la mia generazione e quelle adiacenti alla mia hanno la sensazione di esser capitati in un periodo storico di mezzo.

In cui il progresso c’è, ma ancora non lo si sa gestire, in cui l’evoluzione ha degli anelli incompleti di educazione e comprensione, in cui si hanno gli strumenti, ma ancora non li si sa usare, in cui anche l’amore resta indefinito. Tutto è in dicussione e in continua lotta tra incoerenze e opposte speranze.

Boh a me non che me ne freghi tanto ho capito come funziona, ma mi chiedo se è la condizione umana o proprio peculiarità di questa era.

fondiamo un club, che è la sensazione che ho pure io da qualche anno

Come ebbe a dire il poeta, “non è tempo per noi”

Però mi chiedo quale sarebbe guardando indietro nel tempo e non voglio esagerare… facciamo 100 anni, un periodo storico che non sia stato di passaggio a livello di percezione soggettiva? quella dei nostri bisnonni (anni ‘20-’30)? quella dei nostri nonni (anni ‘40-’50)? quella dei nostri genitori (anni ‘70-’80)? quella dei fratelli più grandi (anni ‘90-’00)?

Credo piuttosto che sia la nostra età e non il periodo storico ad essere “di mezzo” a prescindere dagli stravoglimenti storici e tecnologici che indiscutibilmente ci sono adesso, ma che ci sono stati anche in passato, se consideriamo i decenni che ho cercato vagamente di inquadrare.

Quindi sì, credo sia la condizione umana.

onestamente mi sembra non sia mai stato tempo per me.
sono andata al liceo artistico con indirizzo oreficeria giusto due anni prima che la crisi si abbattesse sul settore (sì, la crisi io l’ho vista arrivare da lontano).
sono andata all’università. volevo fare la scenografa teatrale, che per me voleva dire fare effettivamente scenografie per poi scoprire che in quegli anni era più “arte contemporanea ad minchiam”. ora le scenografie teatrali sembrano essere tornate ad essere scenografie, appunto. lavorare nel teatro era impossibile senza paccate di soldi per fare scuole più altolocate e contatti familiari e personali nell’ambiente, quindi me ne sono andata.
sono andata a fare la scuola Holden poco prima che la prendessero e la trasformassero nella cosa strana che è ora e fallisse e venisse ripresa per i capelli dalla banca. questo giusto poco prima che la crisi si abbattesse nel settore editoria e gli scrittori cominciassero a fare la fame più del solito.
sono andata a lavorare in agenzia mentre i forum stavano morendo male ma mi chiedevano comunque di farci guerrilla marketing sopra. nel frattempo licenziavamo l’unica sviluppatrice php che avevamo perché non ci serviva, peccato che le app di facebook avrebbero conosciuto il loro boom di lì a sei mesi.
ho vissuto in prima persona il passaggio tra “i contenuti del sito? ma mettili a cazzo prendendoli dalla brochure” a “ogni pagina, prodotto, paragrafo deve essere scritto con personalità ed essere specifico solo per quel prodotto lì, non importa se è solo di 20cm più grosso di quello precedente della stessa famiglia”. 
sono stata messa a caricarli invece che farli i contenuti in un momento in cui c’era la richiesta gestione massiva dei siti, che è durata due anni ed è morta subito perché la tecnologia non si ferma mica. nel frattempo il copywriting è diventata una cosa più razionale, peccato che io negli ultimi 5 anni abbia fatto altro e quindi ho perso la formazione.
ora sono bloccata a cercare di diventare una UX designer, in un momento in cui tutti gli UXer che ci sono in giro non arrivano dalle scuole, ma ora le scuole stanno nascendo.
ho 33 anni, non ho una specializzazione lavorativa. sono cresciuta in un mondo che ti chiedeva l’orizzontabilità di ruolo e ora vogliono tutti la verticalità.
non posso propormi per niente di specifico ma la mia azienda continua a sfruttarmi per la mia capacità di adattamente
quando dovrebbe arrivare esattamente, il tempo per me?

Sensibilità chimica multipla o qualcosa del genere

kon-igi:

Gentile Kon, vado subito al punto, questa è l’anamnesi: uso di dentifricio con più composti chimici rispetto a quelli alle erbe = ansia, insonnia, senso di irrealtà, problemi di equilibrio – uso di profumo (qualsiasi profumo) = praticamente gli stessi sintomi – non posso mettere rossetti perché ogni volta che ne metto uno, forse per sbaglio ne ingerisco una piccolissima quantità, inizio a sentirmi malissimo, con sintomi anche come stanchezza esagerata, mi sento debilitata e mi vengono disturbi del sonno con allucinazioni – l’unica volta che sono svenuta è stata da bambina entrando in casa mentre tinteggiavano le pareti, ricordo che quell’odore mi stordì in modo assurdo e poi non ricordo più nulla. Ovviamente mi ci sono voluti 3 anni di esperienza per capire che i problemi di “ansia” si ripresentavano esattamente in queste occasioni. Il mio curante di famiglia sentendo la mia storia (ci sono anche altri aneddoti sempre legati a cose chimiche) mi ha parlato di questa “possibile” sindrome ma dice che comunque è una forma lieve se anche ci fosse. Posso chiederle se ha qualche consiglio su come sopravvivere a tutto questo? Magari qual è il dentifricio con meno sostanze chimiche, quali cibi dovrei evitare, o anche shampoo, insomma qualsiasi cosa le venga in mente è ben accetta! Grazie mille!!


Sei entrata nel campo del ‘supposto ma mai provato scientificamente’ e quindi non esiste un comportamento da tenere migliore dell’evitare qualsiasi tipo di prodotto, bada bene!, non con ‘sostanze chimiche’ (ti sfido a farlo nel 2018, ammesso che quel termine abbia senso) ma con caratteristiche olfattive particolari.

Evita qualsiasi prodotto aromatizzato/profumato (la sindrome è probabilmente scatenata dal trigger su bulbo olfattivo e lobo olfattivo) e se hai tempo e pazienza fabbricati i prodotti per igiene e bellezza partendo da materie prime senza l’aggiunta di profumi e aromi. 

Per andare nello specifico, esistono migliaia di ricette di dentifrici in cui fondamentalmente esiste una componente abrasiva/addensante (bicarbonato di sodio, argilla, caolino) e una componente liquida emulsionante (aloe gel, glicerina, olio di cocco etc) a cui tu ovviamente NON aggiungerai oli essenziali.

Idem per tutti gli altri prodotti, sapone casalingo compreso! 🙂

http://kon-igi.tumblr.com/post/58918431330/gigiopix-ze-violet-kon-igi-gigiopix

http://kon-igi.tumblr.com/post/69574722565/gigiopix-kon-igi-gigiopix-weekend

Rebloggo per aggiungere due cose riguardo all’ultimo link: 

  1. qua il post completo, comprensivo delle dosi per le bombe da bagno, che all’epoca aggiunsi solo in un secondo momento, editando il post dopo il reblog di Kon 😀
  2. lasciate pure perdere la ricetta del detersivo per piatti coi limoni, che non lava un granché. E’ poco sgrassante, diciamo. Era un esperimento, ma tutto sommato non vale lo sbattimento.