pokotopokoto:

scusate ma io non capisco

se come primo hai preso le tagliatelle col ragù

e come secondo hai preso la polenta al forno col sugo

perché come dolce hai preso le pesche sciroppate, mio vicino di tavolo a mensa?

osa di più, giovane ragazzo. vai sul profiterol. metti la fantasia al governo. vola sulle ali dei trigliceridi

kon-igi:

io avevo letto scarpe kon, credo ci sia scritto scarpe, è una donna!!! sono scarpe!!

Sono un uomo: se la mia dolce compagna non mi fa l’ispezione mattutina, io esco con due sciarpe avvolte attorno ai piedi e le scarpe con le stringhe annodate attorno al collo.

Ho indossato per tre giorni di fila il maglione di Figlia N.2 perché aveva lo stesso colore del mio e visto che l’hai conosciuta capirai come io sia l’ultima persona al mondo che possa cogliere una qualsiasi differenza tra le varie suppellettili che mi proteggono dal mondo esterno.

  • @tsuki-nh​ : “ma perché ti sei messo quella maglia li?
  • io: “era sulla seggiola.
  • tsuki-nh: “ma per andare a lavoro? ma e’ vecchia dai!
  • io: “tiene caldo.
  • tsuki-nh: “ma che figura ci fai?
  • io: “effettivamente questo sarebbe un problema. se solo me ne fregasse qualcosa.

Windows AI Platform ufficiale: intelligenza artificiale per tutte le app W10

La prossima versione di Windows 10, la 1803 (nome in codice provvisorio “Redstone 4”) che arriverà questa primavera, includerà una nuova piattaforma AI dedicata agli sviluppatori. Tutte le app Windows 10 potranno quindi includere funzionalità avanzate basate su modelli AI pre-addestrati da Microsoft.

Gli sviluppatori potranno inoltre importare modelli di apprendimento esistenti da altre piattaforme AI ed eseguirli quindi su PC e altri dispositivi Windows 10, velocizzando processi come l’analisi in tempo reale di dati in locale come immagini e video, oppure operazioni in background come l’indicizzazione dei file per una ricerca più rapida.

La piattaforma è compatibile con diverse classi di dispositivo Windows 10 – portatili, sistemi desktop, server, datacenter, ma anche IoT e HoloLens. Saranno anche supportati alcuni processori AI, come per esempio Intel Movidius, e sarà la piattaforma stessa a ottimizzare le operazioni in base all’hardware a disposizione.

Il primo contatto con la nuova piattaforma AI sarà, per gli sviluppatori, in Visual Studio Preview 15.7. Maggiori informazioni sulla piattaforma arriveranno nel corso delle prossime ore, in occasione del Windows Developer Day, e nel corso della conferenza Build 2018 che si terrà a maggio.

Lo dico sia da sviluppatore che lavora tutti i giorni con Visual Studio, sia da utente finale che e’ rimasto un po’ deluso da quello che prometteva di essere Windows 10: a me queste apine nuove mi fanno tanto rizzare le antennine. Spero non siano solo per le app UWP. Comunque prevedo tempi molto molto interessanti.

Windows AI Platform ufficiale: intelligenza artificiale per tutte le app W10

Gli orologi in Europa sono in ritardo di 6 minuti per una disputa sulla corrente elettrica

Radiosveglie e altri orologi collegati a una presa elettrica in Europa stanno accumulando fino a sei minuti di ritardo a causa di un consumo anomalo di energia tra Serbia e Kosovo, che sta avendo conseguenze per tutto il continente. Il problema è piuttosto serio e va oltre l’offerta di una formidabile scusa per i ritardatari cronici, come ha spiegato l’ENTSO-E, l’associazione che raccoglie i produttori di energia elettrica dei paesi europei e coordina le loro attività per offrire lo stesso standard in tutto il continente. Il problema è iniziato a metà dello scorso gennaio e i produttori chiedono che sia risolto quanto prima, per evitare ulteriori problemi e disagi.

Il consumo anomalo di energia riguarda il blocco Serbia-Macedonia-Montenegro (SMM) e, secondo le analisi dell’ENTSO-E, interessa soprattutto Serbia e Kosovo. La rete elettrica europea ha perso circa 113 GWh (Gigawattora) da metà gennaio perché il Kosovo ha consumato più energia del dovuto. A causa delle ricorrenti dispute territoriali, la Serbia non ha dato la giusta fornitura elettrica al Kosovo per controbilanciare il maggiore consumo, portando di conseguenza a uno sbilanciamento nella rete europea.

Per comprendere il problema, bisogna farsi un’idea di come funziona una rete elettrica condivisa ed estesa come quella europea. I fornitori di energia collaborano per mantenere tutti i paesi collegati tra loro, in modo che possano avvenire scambi quando un paese ha più necessità di un altro, e che si possano gestire meglio i picchi, cioè i periodi in cui la domanda di energia è molto alta. Questo significa che ogni “nodo” della rete (centrali, trasformatori e altre strumentazioni) deve essere in grado di rilevare le variazioni e adattarsi di conseguenza per mantenere stabili le forniture. La rete eroga corrente alternata, un tipo di corrente elettrica nella quale la polarità (+ e -) viene invertita di continuo nel tempo. La variazione avviene con una periodicità fissa, che nel caso europeo è pari a una frequenza di 50 Hz (si verificano cioè 50 inversioni al secondo).

Mantenere stabile la frequenza su una rete così estesa è una delle sfide più grandi per i fornitori di energia elettrica. Se i consumi sono più bassi della quantità di energia prodotta, la frequenza aumenta; se invece i consumi sono più alti della produzione, allora la frequenza si abbassa. In tutta la rete europea, i generatori sono impostati con sistemi di controllo che regolano automaticamente il loro lavoro per rispondere ai cambiamenti della frequenza, in modo da mantenerla costante al variare dei consumi. Nel caso in cui parte della rete non lo faccia adeguatamente, come sta avvenendo in Serbia e Kosovo, la rete si sbilancia con un effetto a catena che porta la frequenza ad allontanarsi dai 50 Hz dello standard.

Le conseguenze possono essere numerose e riguardare molti sistemi collegati alla corrente elettrica. L’esempio a noi più vicino è proprio quello delle radiosveglie e degli orologi collegati a una presa. I modelli più semplici non hanno un sistema interno per regolarsi, ma sfruttano la frequenza della rete elettrica per calcolare un secondo ogni 50 variazioni della polarità della corrente elettrica. Se la frequenza cambia e si discosta molto dai 50 Hz, gli orologi iniziano a calcolare scorrettamente il passare del tempo, segnando un’ora sbagliata. I modelli più recenti di orologi hanno un ricevitore radio per regolare in modo più preciso l’ora, ma ci sono comunque molti orologi più rudimentali che non lo fanno: per esempio quelli sui forni elettrici e su altri elettrodomestici. Fino a quando non sarà risolto il problema a monte – in Serbia e Kosovo – questi orologi continueranno a segnare l’ora sbagliata. Solo negli ultimi giorni hanno accumulato fino a 6 minuti di ritardo.

Il gestore della rete elettrica svizzera ha il compito di registrare la frequenza dell’intera rete europea in tempo reale (trovate il dato qui). Da metà gennaio ai primi giorni di marzo, la frequenza è stata inferiore ai 50 Hz, a volte di diversi centesimi e più di recente di pochi millesimi, come 49,996 Hz. A partire da oggi le cose sembrano essere migliorate, anche se si registrano talvolta oscillazioni al di sotto dei 50 Hz.

Secondo le stime di ENTSO-E, entro la fine della settimana le variazioni dal valore standard dovrebbero essere risolte, ma potrebbero essere comunque necessarie settimane prima di riequilibrare completamente la rete. Resta invece da capire chi dovrà compensare i 113 GWh che sono mancati e che hanno portato allo sbilanciamento iniziale. I responsabili dell’associazione hanno inoltre chiesto che il problema sia affrontato a livello politico, con una soluzione che interessi Serbia e Kosovo.

I contrasti tra i due paesi vanno ben oltre le dispute sulla rete elettrica e le forniture di energia. Dalla fine della guerra in Kosovo nel 1999, la parte nord della regione ancora fedele alla Serbia non paga al governo centrale del Kosovo l’energia che utilizza. Nel 2015 un accordo con la Serbia sembrava avere risolto il problema, ma i principi concordati non sono mai stati adottati dal governo serbo. La Serbia ha risposto alle segnalazioni da parte dell’ENTSO-E di questi giorni accusando il Kosovo di avere attinto alla sua rete, senza avere le autorizzazioni per farlo.

Gli orologi in Europa sono in ritardo di 6 minuti per una disputa sulla corrente elettrica

Il Movimento 5 Stelle ha eletto troppi parlamentari

Alle elezioni di domenica il Movimento 5 Stelle ha stravinto in Sicilia, vincendo tutti e 28 i collegi uninominali dell’isola e raccogliendo il 49 per cento dei voti. La vittoria è stata persino troppo ampia: il Movimento ha ottenuto ben 53 parlamentari, cioè quattro più di quelli che sono presenti sulle sue liste. Significa che in Sicilia il Movimento ha più eletti che candidati: tre seggi alla Camera e uno al Senato sono quindi stati assegnati al partito di Luigi Di Maio in Sicilia, senza che però avesse candidati siciliani con cui occuparli.

Per i tre deputati, cioè i candidati alla Camera, la soluzione dovrebbe essere semplice. Il Rosatellum prevede che in questa circostanza i seggi ottenuti in un collegio in cui sono finiti i candidati da eleggere possono essere pescati da un’altro collegio. Repubblica ha intervistato il giurista Gianluigi Pellegrino, che ha spiegato: «Per la Camera il Rosatellum prevede situazioni di questo tipo e le sana con un sistema suppletivo che consente di riattribuire i seggi in altri collegi. Per il Senato, invece, la legge elettorale dice che si applica lo stesso sistema della Camera, eccetto la possibilità di pescare tra i candidati in altre circoscrizioni».

Il problema nasce al Senato, che – come specifica la Costituzione – viene eletta su base regionale. Il Movimento 5 Stelle, però, ha esaurito i candidati al Senato nella circoscrizione siciliana, lasciando scoperto uno dei seggi che gli spettano. Il Rosatellum specifica che in questa circostanza il meccanismo funziona come alla Camera, solo che i senatori mancanti andrebbero pescati in un’altra circoscrizione. Visto che al Senato le circoscrizioni corrispondono sostanzialmente alle regioni, significherebbe eleggere con i voti dei siciliani un senatore candidato da un’altra parte. Questo però potrebbe causare ricorsi presso la Corte Costituzionale. Come ha spiegato Giancarlo Cancelleri, ex candidato presidente del Movimento 5 Stelle in Sicilia: «Per il Senato la norma ha un buco. I seggi a Palazzo Madama sono attribuiti su base regionale, ma in Sicilia abbiamo eletto tutti i nostri candidati. Chiederemo agli uffici come si intende procedere con la casella libera».

Secondo il centrodestra, la seconda forza politica che ha raccolto più voti in Sicilia, la soluzione è semplice: il seggio al Senato spetta a uno dei loro candidati, poiché il criterio regionale di elezione dei senatori deve avere la precedenza sul loro partito politico. Meglio che con i voti degli elettori siciliani del Movimento 5 Stelle si elegga un senatore siciliano ma di un altro partito, piuttosto che un senatore del Movimento 5 Stelle ma di un’altra ragione: è più importante che i siciliani siano rappresentati dai 26 senatori che il Rosatellum assegna all’isola, piuttosto che usare i voti dei siciliani per eleggere un senatore di un’altra regione.

Per il momento la questione sarà decisa dall’Ufficio elettorale centrale presso la Cassazione, che ha il compito di proclamare ufficialmente i parlamentari eletti, e passerà poi nelle mani della Giunta per le elezioni del Senato, che avrà il compito di confermare la proclamazione. La questione però rischia di non esaurirsi, poiché se sarà stabilito che il seggio spetta a un senatore del Movimento eletto in un’altra regione, il centrodestra avrà la possibilità di ricorrere alla Corte Costituzionale. Trattandosi di un seggio soltanto, comunque, è difficile che questa situazione contribuisca in qualche modo a modificare gli equilibri parlamentari.

Non so se ridere o se piangere.
Ho già detto quanto questa legge elettorale faccia onco a’ bai ?

Il Movimento 5 Stelle ha eletto troppi parlamentari