lalumacavevatrecorna:

ne ho fatte nella mia vita di figure di merda, ma questa le batte tutte credo

stavo mandando al commercialista tutte le varie ricevute, solo che mi ero scordata che qui non è proprio come in italia, perché le cose mediche non sono detraibili

insomma mi sono dimenticata di questa cosa e ho mandato al commercialista la ricevuta dell’anticoncezionale (300€, sai com’è, dopo questo svenamento ci speravo di recuperarne almeno una parte), e questo mi ha chiamato ridendo tantissimo e chiedendo: “in che modo questa sarebbe una spesa collegata al lavoro? cosa fate su quegli aerei esattamente????”

Lavoro

iltriceratopoingiardino:

andykaufmanisnotdead:

Lavorare in un posto da quattro mesi emmezzo e:

– il grande capo, ingegnere settantenne, ogni tanto mi chiama Fabrizio. io mi chiamo Federico, legge i miei documenti, c’è il mio nome sulla porta del mio ufficio, ma ogni tanto mi chiama Fabrizio.

– lavoro in mezzo agli ingegneri ma non lo sono, e nelle mail di lavoro TUTTI mi danno dell’ingegnere. ecco no, non sono un ingegnere.

Capite Giannino adesso?
“Dottore” qui, “Dottore” là e nel giro di qualche anno ti ritrovi in una gabbia da cui non puoi più uscire.
Era LUI la vittima!!!

Da noi il capo chiama tutti Stefano, tranne uno che si chiama Massimiliano. Lui lo chiama Maurizio. Dopo 8 anni ci ho fatto l’abitudine.

Poi s’incazza quando lo Stefano di turno non risponde, o quando a un “chiedilo a Stefano” rispondiamo con “Stefano chi?”. “Stefano, dai! Sennò senti Maurizio!”

Maurizio, essendo l’unico identificabile con certezza, ha una probabilità molto più alta della media di vedersi appioppati dei problemi da risolvere 😀

130 scuole toscane hanno aderito alla rete ‘Scuola senza zaino’

selvatica-mente:

gigiopix:

selvatica-mente:

kon-igi:

gigiopix:

gigiopix:

C’e’ qualcuno piu’ preparato di me sull’argomento in grado di farmi un’analisi di pro e contro di questo nuovo metodo didattico, rispetto al metodo tradizionale e al metodo Montessori, e di riassumerne i dettagli pratici della didattica di tutti i giorni?

Mi pare di capire che mia madre, maestra elementare in pensione, sia abbastanza contraria (anche se non ho capito perche’). Mia sorella invece lo ha preferito perfino alle scuole Montessori, per i suoi figli (anche se non ho capito perche’).

Io non ho (ancora) abbastanza dati per farmi una mia opinione in merito, per cui gradirei molto l’aiuto del pubblico.

8piu30 replied to your link “130 scuole toscane hanno aderito alla rete ‘Scuola senza zaino”

Mi pare che ci siano solo pro. Niente più spese spropositate per i libri di testo. Carta risparmiata. Nessun peso eccessivo nello zaino e i ragazzini non rischiano di sbagliare o scordare libro. La vedo come una cosa adatta alla nostra epoca

In realtà cercavo qualche opinione tecnica (meglio se di qualche addetto ai lavori) sul metodo didattico, più che su quello organizzativo. Non tanto sul cosa portare a scuola e sul come disporre i tavoli nelle aule, ma sulla differenza dei metodi adottati per far si che i ragazzi imparino, sulla loro efficacia, sui loro pro e contro.

Cosa cambia da questo metodo al metodo Montessori? Cosa cambia rispetto alla didattica tradizionale ? Cosa ha di meglio o di peggio, ciascuno dei tre, rispetto agli altri?

Rigiro a chi.

Mi autochiamo in causa in quanto “esperta”.

C’è prima di tutto una premessa da fare: pensare ai metodi pedagogici con in una dicotomia tra Montessori vs tradizionale è abbastanza riduttivo.

Il metodo montessoriano è stato un metodo rivoluzionario per la sua epoca principalmente perché dava voce e attenzione ad un’età della vita che, ad inizio ‘900, non veniva assolutamente considerata. Per ovvi motivi, ciò che chiamiamo oggi montessoriano non è come lo concepiva la Montessori. Si può dire che però il suo sia stato un contributo fondamentale nella storia della pedagogia. Sarebbe come parlare di psicologia senza citare Freud. Così come credo che siamo tutti d’accordo nel sostenere che la psicologia abbia fatto decisamente passi avanti rispetto alle teorie psicanalitiche freudiane.

Altra premessa è: per quanto la pedagogia ad oggi venga considerata “scienza”, credo abbia delle caratteristiche intrinseche che non ci permettono di considerarla puramente una scienza: non deve e non può essere dogmatica una disciplina che parla di educazione in tutte le età della vita, culturalmente segnata e storicamente segnata. Insomma: questo per dire che non esiste un metodo sempre corretto ma esiste il migliore in quel momento storico, in quel paese, per quell’età, e per quel gruppo di bambini (o di adulti).

Insomma: il metodo tradizionale è avulso. La pedagogia lo dice da quasi 60 anni ma gli italiani non si arrendono.

Al momento, ci si sta muovendo verso un concetto di scuola più democratica. Sono diverse le scuole che investono in progetti dove l’insegnante perde il suo ruolo autoritario ma diviene un facilitatore di una comunità che apprende attraverso relazioni efficaci, stimolando la curiosità e la ricerca, senza affogare di nozioni inutili le menti dei bambini. Insomma, in qualche modo si sta cercando di superare l’impostazione fascista della scuola italiana e BEN VENGA.

Quale sia il metodo migliore?

Dipende prima di tutti da chi gestisce un progetto. Il dogmatismo è, a parer mio, un punto a sfavore. Ben vengano tutti i metodi didattici che stimolano e supportano con positività le iniziative dei bambini.

P. S.

Sui metodi pedagogici c’è tanta speculazione. A volte dietro la “libertà” dei bambini ci sono insegnanti lassiste che sostengono progetti pedagogici sperimentali da migliaia di euro a retta. Meno radical chic, sarebbe anche meglio.

Spero di essere stata utile.

Sicuramente sei stata utilissima, e ti ringrazio 🙂 Pero’ non ho ancora le idee chiarissime… 

Preso atto che il metodo Montessori di oggi si evoluto rispetto a quello originario, e che la cosiddetta “didattica tradizionale” e’ abbastanza obsoleta e adotta un approccio dogmatico all’insegnamento, in cosa differiscono i tre metodi, oggi, in pratica ? 

Nel senso: so in che modo spiegavano le maestre quando andavo a scuola io, (alle elementari avevo ancora la maestra unica, e non insegnanti diversi per le varie materie) pero’ non so come e’ cambiata oggi la cosiddetta “didattica tradizionale”, rispetto agli anni 80, e soprattutto non so come si svolgono invece le lezioni quotidiane col metodo Montessori e col metodo “senza zaino”.

Credo che la natura del tuo dubbio nasca principalmente dal fatto che tu stia cercando un cosa mentre un metodo è un come.

La differenza sostanziale tra i 3 metodi è il ruolo dell’insegnante e il ruolo del bambino e in che modo si relazionano tra loro e con la dimensione dell’apprendere.

Se cerchi attività specifiche, ad esempio, troverai che il metodo montessoriano punta molto alla manipolazione del materiali e all’autonomia di esplorazione del bambino rispetto al suo interesse, ma a livello sempre individuale. Sotto forma di giochi, dove l’insegnante orienta e facilita la sua attività. Le scuole solitamente si basano sulla frase “aiutami a fare da solo” con o senza i materiali montessoriani. Quindi apre il realtà ad una molteplicità di realtà che segue la propria interpretazione del metodo senza una linea guida precisa che unifichi tutto. Questo perché ogni realtà e addirittura ogni insegnante è a sé sempre nell’organizzazione del proprio lavoro.

Se pensi alla scuola “senza zaino” sicuramente ci saranno assemblee supportate dall’insegnante dove gli stessi bambini propongono argomenti. E verrà gestita sicuramente come una mini comunità che decide assieme senza l’imposizione ma la guida di un adulto.

Ok, comincio a fare un po’ di luce 😀 Chiedo scusa per la mia totale ignoranza su questi argomenti. Se mi chiedessero di scegliere domani una scuola, non avrei ancora abbastanza informazioni per poter propendere per questo o quel metodo didattico, pero’ comincio a farmi una idea di massima, diciamo 🙂 Grazie 🙂

130 scuole toscane hanno aderito alla rete ‘Scuola senza zaino’

130 scuole toscane hanno aderito alla rete ‘Scuola senza zaino’

lalatrame:

b0ringasfuck:

toscanoirriverente:

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selvatica-mente:

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C’e’ qualcuno piu’ preparato di me sull’argomento in grado di farmi un’analisi di pro e contro di questo nuovo metodo didattico, rispetto al metodo tradizionale e al metodo Montessori, e di riassumerne i dettagli pratici della didattica di tutti i giorni?

Mi pare di capire che mia madre, maestra elementare in pensione, sia abbastanza contraria (anche se non ho capito perche’). Mia sorella invece lo ha preferito perfino alle scuole Montessori, per i suoi figli (anche se non ho capito perche’).

Io non ho (ancora) abbastanza dati per farmi una mia opinione in merito, per cui gradirei molto l’aiuto del pubblico.

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Mi pare che ci siano solo pro. Niente più spese spropositate per i libri di testo. Carta risparmiata. Nessun peso eccessivo nello zaino e i ragazzini non rischiano di sbagliare o scordare libro. La vedo come una cosa adatta alla nostra epoca

In realtà cercavo qualche opinione tecnica (meglio se di qualche addetto ai lavori) sul metodo didattico, più che su quello organizzativo. Non tanto sul cosa portare a scuola e sul come disporre i tavoli nelle aule, ma sulla differenza dei metodi adottati per far si che i ragazzi imparino, sulla loro efficacia, sui loro pro e contro.

Cosa cambia da questo metodo al metodo Montessori? Cosa cambia rispetto alla didattica tradizionale ? Cosa ha di meglio o di peggio, ciascuno dei tre, rispetto agli altri?

Rigiro a chi.

Mi autochiamo in causa in quanto “esperta”.

C’è prima di tutto una premessa da fare: pensare ai metodi pedagogici con in una dicotomia tra Montessori vs tradizionale è abbastanza riduttivo.

Il metodo montessoriano è stato un metodo rivoluzionario per la sua epoca principalmente perché dava voce e attenzione ad un’età della vita che, ad inizio ‘900, non veniva assolutamente considerata. Per ovvi motivi, ciò che chiamiamo oggi montessoriano non è come lo concepiva la Montessori. Si può dire che però il suo sia stato un contributo fondamentale nella storia della pedagogia. Sarebbe come parlare di psicologia senza citare Freud. Così come credo che siamo tutti d’accordo nel sostenere che la psicologia abbia fatto decisamente passi avanti rispetto alle teorie psicanalitiche freudiane.

Altra premessa è: per quanto la pedagogia ad oggi venga considerata “scienza”, credo abbia delle caratteristiche intrinseche che non ci permettono di considerarla puramente una scienza: non deve e non può essere dogmatica una disciplina che parla di educazione in tutte le età della vita, culturalmente segnata e storicamente segnata. Insomma: questo per dire che non esiste un metodo sempre corretto ma esiste il migliore in quel momento storico, in quel paese, per quell’età, e per quel gruppo di bambini (o di adulti).

Insomma: il metodo tradizionale è avulso. La pedagogia lo dice da quasi 60 anni ma gli italiani non si arrendono.

Al momento, ci si sta muovendo verso un concetto di scuola più democratica. Sono diverse le scuole che investono in progetti dove l’insegnante perde il suo ruolo autoritario ma diviene un facilitatore di una comunità che apprende attraverso relazioni efficaci, stimolando la curiosità e la ricerca, senza affogare di nozioni inutili le menti dei bambini. Insomma, in qualche modo si sta cercando di superare l’impostazione fascista della scuola italiana e BEN VENGA.

Quale sia il metodo migliore?

Dipende prima di tutti da chi gestisce un progetto. Il dogmatismo è, a parer mio, un punto a sfavore. Ben vengano tutti i metodi didattici che stimolano e supportano con positività le iniziative dei bambini.

P. S.

Sui metodi pedagogici c’è tanta speculazione. A volte dietro la “libertà” dei bambini ci sono insegnanti lassiste che sostengono progetti pedagogici sperimentali da migliaia di euro a retta. Meno radical chic, sarebbe anche meglio.

Spero di essere stata utile.

Sicuramente sei stata utilissima, e ti ringrazio 🙂 Pero’ non ho ancora le idee chiarissime… 

Preso atto che il metodo Montessori di oggi si evoluto rispetto a quello originario, e che la cosiddetta “didattica tradizionale” e’ abbastanza obsoleta e adotta un approccio dogmatico all’insegnamento, in cosa differiscono i tre metodi, oggi, in pratica ? 

Nel senso: so in che modo spiegavano le maestre quando andavo a scuola io, (alle elementari avevo ancora la maestra unica, e non insegnanti diversi per le varie materie) pero’ non so come e’ cambiata oggi la cosiddetta “didattica tradizionale”, rispetto agli anni 80, e soprattutto non so come si svolgono invece le lezioni quotidiane col metodo Montessori e col metodo “senza zaino”.

Il progetto è vecchio di anni.

Il “Senza Zaino” si basa essenzialmente sul possesso comune del materiale didattico e sull’abolizione della cattedra. Non si assegna lezione, non ci sono voti (in pagella si perchè obbligatori per legge) e non c’è lo zaino.

A mio avviso, tende ad annullare l’identità personale del bambino, il quale si ritrova deresponsabilizzato dai propri compiti. Il bimbo viene privato di fondamentali formativi quali: organizzazione responsabile del proprio lavoro e dei propri oggetti e capacità di critica e di percezione della propria singolarità. Non c’è il “fallimento” del singolo bimbo (e la conseguente frustrazione che ne
deriva), ma passa all’intero gruppo.

Inoltre, alle maestre non ideologizzate e/o non sufficientemente inquadrate dalla dirigenza, il progetto fa caare a spruzzo, per ovvie problematiche logistiche e didattiche.

Altro dettaglio da non sottovalutare è che i bambini vogliono possedere e non condividere forzosamente.

ah già tipo la Finlandia e il Canada…

Sarà colpa dell’ideologia gender.

Mi sento chiamata in causa anch’io, da addetta ai lavori (docente e formatrice di docenti).

Servirebbero pagine e pagine, ma provo a sintetizzare partendo da un assunto in cui credo molto: se è vero che ci sono intelligenze multiple, che si deve personalizzare l’insegnamento e si deve garantire la centralità degli alunni, allora a mio avviso è indispensabile offrire una didattica il più possibile varia, che possa far sperimentare aprocci il più possibile dfferenti tra loro.

I docenti che fanno “didattica tradizionale” all’infanzia e alla primaria sono fortunatamente quasi estinti.

La Montessori è stata rivoluzionaria e nelle scuole di sua ispirazione c’è davvero tanto di buono.

Ma c’è tanto di buono anche in molte altre teorie pedagogiche, dal costruttivismo alle metodologie più recenti e tecnologiche.

Personalmente diffido da chi “sposa” un’unica teoria/strada/metodologia.

Abbiamo personcine da far crescere al meglio delle LORO SINGOLE POTENZIALITÀ e dubito fortemente che si possa andare in quella direzione con un unico stile.

La scuola va scelta, a mio parere e quando possibile, in base ai docenti ed alla loro preparazione, professionalità, empatia, competenza, apertura mentale, ….

Non so quanto una risposta così sintetica possa far trapelare le lunghissime ed articolate riflessioni ad essa sottese, ma per ulteriori chiarimenti o approfondimenti, per quanto di mia conoscenza, sono a disposizione.

Questo mi sembra un commento molto pragmatico e bilanciato, ti ringrazio. 

In effetti forse tendo a immaginarmi il metodo didattico come una cosa imposta dall’alto, dalla scuola o da qualcuno sopra la scuola, a cui l’insegnante deve adattarsi. Mi pare di capire che invece non e’ cosi’, e che se i vincoli imposti (dalla scuola? dal ministero della pubblica istruzione? boh…) sono solo sul programma da coprire, il modo in cui coprirlo viene lasciato completamente a discrezione di ciascun insegnante. Che può decidere di adottare questo o quel metodo didattico a suo piacimento, e perfino di usare metodi diversi per alunni diversi. 

Giusto ? Ho capito bene ? Quindi nella maggior parte delle scuole primarie di oggi, ciascun alunno ha il proprio programma di apprendimento personalizzato, e viene seguito dall’insegnante in modo indipendente, a prescindere dal metodo didattico usato?

Se cosi’ fosse, queste scuole “senza zaino” sarebbero scuole normalissime come le altre, dove pero’ gli insegnanti hanno deciso di adottare PREVALENTEMENTE questo metodo didattico (ma non SOLO questo). Giusto ? 

130 scuole toscane hanno aderito alla rete ‘Scuola senza zaino’