(non Mullins!)
@salfadog @kon-igi e @firewalker (anche se immagino la conoscevi già!)
Kary Banks Mullis è un biologo, biochimico, premio Nobel per aver inventato la PCR: polymerase chain reaction. Oggi parliamo di CRISPR/Cas, ma la PCR (inventata nel 1983), fu la rivoluzione della biologia moderna.
Pensate, prendere un gene e replicarlo in milioni di copie nel giro di 2 ore.
Ecco, questo era/è quello che fa una PCR.
Ma ecco come andarono le cose.
Era il 1983, California, dove lavorava Mullis, facendosi pure di LSD (“Back in the 1960s and early ‘70s I took plenty of
.
A lot of people were doing that in Berkeley back then. And I found it
to be a mind-opening experience. It was certainly much more important
than any courses I ever took.”).Stava guidando la sua Honda Civic per andare a fare surf, con la sua ragazza. Lei dormiva accanto, mentre lui guidava e rifletteva su quanto fosse bello un po’ tutto: la macchina nuova, la ragazza, fare surf quando, a metà tragitto BAM, l’idea della PCR. Accostò la macchina, strillò, la ragazza si svegliò di colpo e vide lui che intanto buttava giù i suoi appunti fino a quando rigirò la macchina per tornare indietro e andare subito in lab per provare la sua idea, con buona pace del surf!La genialata è che la PCR è una di quelle cose che, teoricamente, era alla portata di chiunque. Non fu come la scoperta della doppia elica del DNA che comunque, presupponeva una serie di dati scientifici per capire come mettere insieme alcune cose.
No, no, in questo caso c’era già tutto. L’idea veniva presa dalla natura delle cose: la PCR mima la replicazione del DNA in una cellula, ma in maniera artificiale. Nella cellula, il DNA viene aperto da un enzima, le due eliche separate e poi, per stampo, una delle due viene copiata. Artificialmente come lo fai? Semplice: se aumenti la temperatura a 95°C, il DNA si denatura, cioè i due filamenti si separano senza bisogno di enzimi. Dato che la duplicazione avviene per stampo, ecco che lo step successivo era quello di selezionare un inizio ed una fine. Come fate con il vostro mouse, quando volete fare copia-incolla di un pezzo di testo. Nel caso della PCR, si usano 2 sequenze corte di DNA artificiale che combaciano con l’inizio e la fine di ciò che vogliamo amplificare. Se abbassi la temperatura a 60°C, ecco che il DNA e i primer si legano tra di loro (annealing). A quel punto una manciata di basi azotate, i mattoncini Lego, per espandere il filamento e l’enzima Polimerasi che a 72°C parte e inizia ad attaccare un mattoncino dietro l’altro seguendo la sequenza stampo del DNA (extention).
E via così per diversi cicli.
Ovviamente ci vollero due anni per mettere a punto la tecnica, ma alla fine funzionò. Mullis scrisse un bell’articolo che venne mandato prima alla rivista Nature e poi a Science. Entrambe lo rifiutarono, dicendo che “era solo una tecnica, niente di che”.
Nel 1993 ci vinse il premio Nobel.
Venne rapito dagli alieni, riportato sulla Terra e fu anche quello che affermava la non causalità di nesso tra HIV e AIDS, ma è un’altra storia!
Ovviamente se non si fosse fatto di LSD avrebbe detto solo le ultime cose e non avrebbe scoperto la PCR o viceversa.
C’è un aneddoto anche per giustificare Watson o non giustificarlo o whateva?
Insomma voi scienziati ci complicate il mondo anche con le vostre vite personali.
Uno a questo punto preferisce complottismi e pestilenze.
Probabile! Ma Mullis era uno che quando pensò la PCR esultò dicendo “con questa vinciamo il premio Nobel” e lo capisco, perché io lo dico ogni 4 mesi, con la mia capa “se funziona sta cosa, premio Nobel”!
Watson? Beh lui era il fighetto americano, uno con 2 lauree, di cui una in Zoologia e che, non ricordo per quale motivo, si ritrova all’Università di Napoli nel 1951. Due anni dopo arriva a Cambridge, con 23 anni, perché voleva imparare tutto sulla cristallografia. Proprio in quegli anni, Pauling (il fisico Nobel), ci aveva tirato fuori il suo primo studio sulla molecola dell’emoglobina.
Mo, a Cambridge c’era Crick, 35enne senz’arte né parte ma che pure lui s’era dato ai cristalli, più la Franklin e Wilkins.
La differenza è che la Franklin stata tutto il giorno in lab a farsi di raggi X, mentre i due frocetti andavano a passeggiare tutto il giorno, drogandosi pure loro e sparando cazzate su come fosse la struttura del DNA.
Occhio che il DNA si conosceva. Quello che si cercava era il meccanismo che servisse a replicare il gene e a trasmetterlo di generazione in generazione. Tutti pensavano fossero le proteine, invece era il DNA. Ma come?
Serviva una molecola in grado di autoreplicarsi, di fare da stampo, di incrociarsi ecc: il DNA! Intuizione geniale. Ma che faccia c’aveva sto DNA?
La cosa buffa fu che i dati veri li tirò fuori la Franklin, soprattutto la cristallografia del DNA, con la famosa forma di X che significava una doppia elica.
Pauling, per esempio, fece lo stesso ma l’esperimento gli venne una cagata e lo indusse a postulare, pochi mesi prima del famoso articolo su Nature di Watson e Crick, di una tripla elica. La stronzata più grande letta in biologia.
Non fu la fine di Pauling perché già era nobel per la fisica e poi, insomma, glielo perdoniamo pure uno sbaglio del genere (insomma!), ma chi ebbe l’idea della doppia elica fù Crick. Watson, secondo me, era quello che passava le stecchette per mettere insieme il modello in 3D!
L’articolo della doppia elica su Nature, di una colonna e mezzo con un solo disegno a mano della molecola, non presentava un dato! Era una lettera. Ciao, siamo Watson e Crick e questo è il nostro modello di DNA.
Un anno dopo uscirono con l’articolo con i dati e vinsero il Nobel. La Franklin no che era già morta per i troppi raggi X. Lo prenderà postumo. Watson negherà sempre che lei sia stata fondamentale. Crick invece, lo ammetterà più volte.
A differenza di Watson, però, che li terminò la sua carriera, come fosse un Miguel Bosé qualsiasi, Crick scoprì come si trasferiva il segnale dal DNA alle proteine, l’RNA e postulò il famoso dogma della biologia moderna. Dopo di ché, si diede alla neuroscienze, cosa che io, invece, mi sarei dato al racing e alle Parigi-Dakar.