GentilissimoDoc,scusi se la utilizzo come cassa di risonanza.Donna,campana,classe 89,laurea in giurisprudenza e pratica forense compiuta,inglese ad un buon livello,ottimo utilizzo del pc e,nonostante mi impegni con tutte le mie forze a cercare,le opportunità di un lavoro retribuito qui scarseggiano.Sono disponibile a lavorare nel settore legale,compliance,HR.Campania e Lazio.Le sarò grata se diffondera.La seguo e credo che il mondo sarebbe un posto migliore se ci fossero più kon-igi :)

kon-igi:

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    Rigiro a tutti coloro i quali possano eventualmente avere necessità di te.

Linkondin e’ bellissimo 😀 Voglio iscrivermi pure io 😀

Comunque reblog per diffusione 🙂

TOP 10: SPANISH FOOD YOU NEED TO TRY

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travelingcolors:

It would be impossible to list all the tasty foods from the rich Spanish food culture – but here are at least 10 top Spanish foods you have to try. 

Each regional speciality in Spain is worth trying, and many of the top Spanish restaurants are known by the different regions they come from. Enjoy!

Click on the name for the recipe (In English!)

TORTILLA DE PATATAS


PISTO


CROQUETAS


MIGAS


SALMOREJO


GAZPACHO


PULPO A LA GALLEGA


PAELLA


PUCHERO


SNAILS

Tre cose sono davvero davvero imperdibili della comida spagnola: il Jamon (che, non ci sono cazzi, è nettamente meglio del prosciutto crudo), l’orchata e il salmorejo/gazpacho gelidi quando fa caldissimo.

Confermo per l’horchata de chufa (che non ha niente a che vedere il l’orzata, ma viene fatta appunto dalla chufa, un tubero) e il jamon (specialmente il pata negra).

Per il gazpacho, é un po’ come per la pizza in Italia: ogni regione lo fa un po’ come gli pare. Quello di Valencia é molto diverso da quello di Grenada, per dire (anche se preferisco il secondo, forse più fedele alla ricetta classica andalusa).

Anche la paella ha piu versioni. Nasce a Valencia come piatto povero dei pescatori, che contrariamente alla credenza, la facevano solo con verdure, pollo, chorizo (un salamino fatto con sangue di maiale, una specie di via di mezzo tra salsiccia e mallegato), e roba di terra: il pesce non se lo potevano permettere, dovevano venderlo. Però la versione più conosciuta é quella di Barcellona, col pesce.

Oltre a ciò aggiungerei i Fideuá, il chocolate con churros, e il pane col pomodoro, che lo so che ce l’abbiamo anche noi, ma non provate a dirlo a un catalano o vi lincia. É praticamente il loro piatto nazionale.

Salut i força al canut.

Ascoltavo la mia prof. preferita, quella di lettere.
Stava spiegando che non si dice ma però, e neanche ma d’altra parte. Sono pleonasmi, allungano il discorso, e continuava a parlare, parlare e io pensavo che aveva ragione, ma però d’altra parte contemporaneamente d’altronde, per spiegarci di non farla lunga la stava facendo lunghissima, ma però non se ne accorgeva.
E ci sono periodi molto ma però nella vita. Il fiume degli eventi ristagna e non si sa quale direzione prenderà, e andiamo alla deriva in acque torbide. Poi l’acqua diventa limpida, il torrente scorre, e tutto torna trasparente.

Stefano Benni – Margherita Dolcevita


(via perpassareiltempo)

😉

Cronache da Rigopiano

masuoka:

sabrinaonmymind:

di Nicola Casagli

Nel pomeriggio di mercoledì 18 gennaio
2017 una valanga si abbatte sull’hotel Rigopiano in Provincia di
Pescara. Le operazioni di ricerca e
recupero iniziano in situazioni ambientali difficilissime e con un alto
rischio di nuovi distacchi di neve o di roccia dal canalone soprastante.

Giovedì 19 alle 21.40
ricevo una telefonata dal Centro Operativo Misto di Protezione Civile
istituito a Penne per il coordinamento dei soccorsi. Chiedono se
possiamo installare a Rigopiano uno dei nostri radar di monitoraggio. Il
problema è che i nostri non vanno bene per le valanghe; è quindi
necessario trovare un radar con frequenze e tempi di detezione adatti
allo scopo. Prendo tempo fino alla mattina successiva.

Nella
notte i miei ricercatori e io studiamo il caso, prendiamo informazioni,
contattiamo colleghi e aziende specializzate per telefono e WhatsApp.

La mattina di venerdì 20 alle 8.00 diamo conferma: facciamo venire un
radar doppler per valanghe da Zurigo, dove una startup (Geopraevent) ha
realizzato la tecnologia giusta. Non abbiamo mai avuto contatti con
quella società. Abbiamo visto il sito web e capito che può funzionare.
Sentiamo anche una spinoff della nostra Università (iTem), che ha
sviluppato la tecnologia degli array infrasonici per il monitoraggio
delle valanghe.

Il tempo utile di preavviso di una nuova valanga
a Rigopiano è solo di un minuto: in meno di 60 secondi i soccorritori
si devono mettere in sicurezza per cui ci vuole un sistema allarmato.
Verso le 11 il sistema è già progettato: il radar per l’allertamento
rapido entro 10 secondi dal distacco della valanga, l’array infrasonico
per il supporto alla previsione e per il pre-allarme.

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Condivido pienamente lo sfogo contro il “ginepraio burocratico-normativo” in cui si dibatte (anche) il mondo della ricerca italiana.
Inoltre, per esperienza diretta (ahimé), so bene cosa significhi oggigiorno fare un acquisto o acquisire ed installare dei dispositivi in situ:

“…montagne di dichiarazioni, assunzioni di responsabilità, RUP,
commissioni, timbri, discussioni, delibere, verbali e lettere
protocollate".